“LUCREZIA BORGIA. GIULIA FARNESE” DI BRUNA K. MIDLETON

Buon giorno meraviglie!

Sono felicissima di potervi parlare di un romanzo storico che ripercorre uno scorcio di vita delle due donne più ammirate e desiderate del Rinascimento. A chi mi riferisco? A Lucrezia Borgia, la maga d’amore e di veleni e Giulia Farnese, la sponsa Christi di Roma.

L’opera è stata pubblicata nel Marzo del 2017 dalla casa editrice Bonfirraro, con sede nel centro della Sicilia e specializzata da ben 31 anni nella pubblicazione di romanzi storici e saggistica storica. Sono molto felice di averla scoperta per caso su Instagram e di aver potuto collaborare con loro: efficienti, cortesi e predisposti a critiche costruttive, cosa non da tutti.

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Titolo: Lucrezia Borgia. Giulia Farnese.

Autrice: Bruna K. Midleton

Editore: Bonfirraro

Pagine:

Prezzo: 15.90 €

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Ho iniziato immediatamente la lettura di “Lucrezia Borgia e Giulia Farnese” in quanto sono due figure molto complesse, studiate e trattate da autori con tesi ossimoriche. Non mi aspettavo di trovare delle risposte, ma semplicemente entrare in quel mondo Rinascimentale fatto di ricchezza e corruzione, passato alla storia come lo sfacelo dei valori morali e l’abuso del nepotismo. In questo tempo, due donne, da Roma, giocarono un ruolo importante per buona parte della penisola…Una è l’amata figlia illegittima di Rodrigo Borgia: Lucrezia. L’altra è l’amante a cui si accompagnò in età adulta, quella per cui perse la testa: Giulia Farnese.

Si tratta di due donne forti e col passare del tempo indipendenti. Un’amicizia, forse qualcosa di più, che nell’arco di decenni si consolida anche dopo la morte dell’uomo che stabilì la coesione tra le due: Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI.

I Borgia, stirpe di origine spagnola, riuscirono ad “impadronirsi” di Roma subito dopo l’elezione al soglio papale di un loro parente: Callisto III. Rodrigo, sarà capace di giocare ogni carta trasformista per rimanere al potere anche dopo la morte dello zio, affiancando i suoi successori come seconda carica pontificia. Un lavoro atto al raggiungimento   della carica ecclesiastica massima: quella papale.

E’ proprio a Roma, in Santa Maria in Portico che Lucrezia e Giulia stringeranno un fortissimo legame di comprensione, amicizia e passione reciproca. Sarà Giulia a scortare la giovane Lucrezia sposa presso la nuova casa coniugale nel primo matrimonio

Lucrezia…

Secondo Alexandre Dumas  «Lucrezia e Cesare erano dunque i figli prediletti del Papa e tutti e tre formavano la trinità diabolica che regnò per undici anni sul trono pontificio, come una parodia sacrilega della Trininità celeste.»

Il libro di K. Midleton racconta una realtà ben diversa. Lucrezia è indipendente e orgogliosa, non approva la politica matrimoniale esercitata dal padre per tenere a bada le varie potenze pressanti lo Stato Pontificio, ma è costretta ad assecondarle. Dal secondo matrimonio con il figlio illegittimo del re di Napoli, le nascerà anche un figlio, che rimarrà orfano quando Cesare Borgia, ordinerà l’assassinio dell’aragonese per assecondare la politica filo-francese.

Il grande amore che aveva costantemente spinto Lucrezia nelle braccia del padre, piegandola a matrimoni non voluti, verrà a vacillare ora, davanti a quell’atto disumano. Il vero periodo di splendore e indipendenza lo conoscerà a Ferrara, presso la corte estense, quella del terzo marito Alfonso d’Este, attraverso la quale viene ricordata come un’abile diplomatica nella conduzione politica e amministrativa di Ferrara, quando lui era impegnato fuori dalla città. E’ ricordata per essere stata una grande amante dell’arte e una mecenate letteraria per artisti come Ludovico Ariosto, Ercole Strozzi e Pietro Bembo con il quale ci fu un amore intellettuale durato tutta la vita.

Giulia…

Giulia Farnese, discendente di un’antica famiglia economicamente decaduta, costituirà per questi una nuova ascesa. Diventò sin da adolescente la prediletta del cardinale Rodrigo e del futuro papa Alessandro VI, che l’amò per tutta la vita con forte passione e gelosia estrema. Andata in sposa all’età di quindici anni ad Orsino Orsini presso la dimora del futuro pontefice di origine spagnola, lo stregò a tal punto da non volere che il matrimonio con lo sposo venisse consumato e sentirsi un amante tradito, appena avesse saputo di  un avvicinamento tra Giulia e Orsini. Tutt’ora resta dubbia la paternità del signore di Basanello nei confronti della figlia Laura, che potrebbe essere un’altra figlia del prelato. Il matrimonio fu probabilmente un perfetto paravento per “nascondere” quella cieca passione senile.

Due donne destinate a stare nell’ombra, in quanto una figlia illegittima e l’altra figlia di un signore di campagna, che grazie alla bellezza e alla destrezza sono riuscite a passare alla storia come protagoniste e non da pedine di scambio.

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Maria Antonietta Azara

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