INTERVISTA AD ANNALISA SEVESO

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Cari amici,

ho il piacere di intervistare sul mio blog Annalisa Seveso, una cara amica e grande autrice, ora su Amazon con il suo ebook “Il vento e il rimorso”che riscontrato in poco tempo un grande successo di pubblico . Annalisa, già conosciuta dal pubblico per i suoi precedenti romanzi su carta stampata, ultimo tra tutti “Sotto la pelle” affronta per la prima volta la frontiera del self publishing con una storia d’amore intensa e unica. Vediamo insieme la trama de “Il vento e il rimorso” e l’intervista all’autrice.

Trama de “Il vento e il rimorso”

T.J. è l’unico figlio di Achak Wonded, un nativo americano, magnate dell’industria farmaceutica newyorchese. Come suo erede T.J., nonostante una diversa ambizione, sarà costretto a entrare presto nella ditta del padre e, per poterlo fare, dovrà indurire il suo cuore e relegare i suoi desideri in un angolo segreto del suo io più profondo e tormentato.
Per la famiglia Wonded, inoltre, seguire le tradizioni degli antenati Sioux è importante quasi quanto respirare. Rituali, magia, ricorrenze, ghost dance, ma per T.J. si tratta solo di sciocche superstizioni alle quale non è mai riuscito ad attaccarsi.
Candida Carimati è una ragazza che vive a Milano. Appartiene a una famiglia operaia composta da due genitori estremamente cattolici, da cinque fratelli a cui tutto è concesso e da due sorelle con le quali sente di non avere nulla in comune. Fin da molto giovane Candida deve affrontare le difficoltà di essere donna in una famiglia estremamente bigotta. Lei vuole, sogna, una vita migliore. Desidera ardentemente lasciare Milano e quella casa opprimente e chiassosa. Ha un piano bel delineato nella mente, ma un improvviso scherzo del destino la costringerà a modificare il suo progetto iniziale.
Come potranno due persone tanto diverse riuscire ad intrecciare le loro vite? Saranno gli spiriti sovrani a fare in modo che le loro anime, unite e benedette da Manitù già da secoli, possano incontrarsi per vivere un amore intenso, appassionato, costellato da difficoltà e capace di durare oltre la vita.

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Intervista ad Annalisa Seveso

1) Dove e come è nato lo spunto per scrivere questo libro?
Può sembrare assurdo, ma l’idea di scrivere questo libro mi è venuta una sera mentre guardavo su Discovery Channel un programma sull’occulto e sulle varie religioni. Una buona parte del programma era dedicato a una delle mie grandi passioni: i nativi americani e così mentre guardavo le immagini delle loro danze e dei rituali, si faceva strada nella mia mente la voglia di raccontare una storia che parlasse di loro.

2) Il protagonista del romanzo proviene da una famiglia di pelle rossa. Come sei riuscita a ricreare e trovare tutti i riferimenti alle credenze spirituali di quel popolo? 

Non è stata una ricerca semplicissima da portare avanti, anche perché ci sono usanze simile per diverse popolazioni di pelle rossa, ma altre tradizioni che invece sono specifiche a seconda dei vari popoli. Io ho scelto i Sioux, ma solo perché è il popolo su cui sono riuscita a trovare il maggior numero di informazioni. Ho fatto ricerche su internet, in biblioteca e ho avuto modo di parlare con un uomo del mio paese di nome Marco Perchechera che, essendo un appassionato di nativi americani, aveva letto molto e mi ha prestato alcuni suoi libri.

3) Didi è la giovane ragazza che si innamora del miliardario bello e impossibile. Non hai temuto a rischiare un tema “classico” nelle storie d’amore?
No, in realtà no, anche perché Didi è solo un’adolescente quando si innamora ed è abbastanza comune per una ragazzina di sedici anni perdere la testa per il personaggio bello e famoso. Però Didi avrà anche un’evoluzione come donna e si renderà conto che i sogni non sempre si realizzano, o quanto meno, che per potersi realizzare e ottenere ciò che davvero si vuole bisogna sgomitare e avere coraggio.

4) “Il vento e il rimorso”… un titolo che solo alla conclusione del romanzo può essere realmente compreso. E devo ammettere che il finale fa davvero riflettere. Perché questa scelta?
Ho scelto questo finale perché, anche se in molti si aspettavano qualcosa di diverso, questo mi sembrava il più logico e giusto per i miei personaggi e sono certa che un lettore accorto sarà d’accordo con me.

5) Didi, una ragazza determinata e forte. Alla fine il destino la metterà davanti ad una nuova sfida…Credi sia davvero prerogativa delle persone forti come lei, essere destinate a dover subire nuove prove?
Penso che tutte le persone vengano costantemente messe davanti a sfide più o meno dure, ma solo poche hanno davvero il coraggio di raccoglierle e andare avanti, nonostante le difficoltà. Didi è una donna coraggiosa, una combattente, una donna che non smetterà di lottare fino alla fine dei suoi giorni. Mi piace pensare a lei come un personaggio che camminerà e lotterà con le sue forze, anche dopo l’ultima pagina che le ho voluto dedicare.

6) Il rimorso del titolo “tocca” l’animo di diversi personaggi nel corso della narrazione. Carnefici, vittime del rimorso o personaggi dalla scelta finale discutibile. Chi credi siano le vere vittime: coloro che sono destinati a subire le scelte altrui o coloro che le prendono seppur con dolore?
Di tutte le tue domande, cara Maria Antonietta, questa è senza ombra di dubbio quella che mi ha messa più in difficoltà. Io penso che nella vita non ci siano solo vittime o solo carnefici, così come non ci sono persone completamente buone o cattive. Spesso i cattivi diventano buoni e viceversa e pensando a questo mi viene in mente il libro molto, molto vecchio “La luna e sei soldi” in cui si ha un ribaltamento di ruoli tra buoni e cattivi. Questo accade regolarmente nella vita di tutti i giorni. Quante persone di cui ci siamo fidati poi ci hanno traditi? E quanto che sembravano delle vere bestie cattive, ci hanno sorpreso prestandoci il loro aiuto quando eravamo in difficoltà? Questa è la meraviglia che ci spinge ancora a sognare: il riscatto dell’animo umano così imperfetto che riesce sempre a sorprendere.

7) Come definiresti il tuo finale?
Un finale non convenzionale che lascia molto su cui riflettere. Inoltre penso che lasci anche un piccolo spiraglio per continuare a sperare e sognare.

8) La scelta della copertina, insieme a quella del titolo, è uno degli aspetti più difficili per un autore, proprio perché sono i due caratteri che per primi colpiscono l’ipotetico lettore. Come è avvenuta?
Diciamo che i personaggi della foto mi hanno colpito perché quando ho iniziato a scrivere il libro era così che li avevo immaginati, attorniati dai misteri della foresta, della natura e degli elementi che per il popolo indiano sono fondamentali.

9) Prima esperienza nella pubblicazione in ebook. Quali sono i pro e i contro di questo nuovo mondo?
Sì, prima esperienza e fino a questo momento posso dire che è stata per me positiva. Fin’ora avevo sempre pubblicato con piccole case editrici che, pur essendo molto oneste e non chiedendo soldi agli scrittori, erano comunque mal distribuite, mentre il vantaggio dell’e-book è una distribuzione estesa e quindi il libro può essere acquistato da chiunque in qualsiasi momento. Inoltre, il costo del romanzo è contenuto e questo è un vantaggio per chiunque in un periodo di indigenza come questo.

10) Tre motivi per comprare il tuo e-book.
Perché, senza falsa modestia, penso di aver fatto un buon lavoro scrivendo questo libro leggermente fuori dal comune. Perché penso di aver scritto una storia diversa dal solito, ma soprattutto perché confido nei miei lettori per realizzare i loro sogni e anche il mio.

Maria Antonietta Azara

2 commenti su “INTERVISTA AD ANNALISA SEVESO”

  1. Un’intervista davvero molto interessante, spero di poter leggere il prima possibile questo libro. Complimenti alla scrittrice e anche all’intervistatrice 🙂

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