“CAINO” – IL NUOVO THRILLER DI ELISABETTA CAMETTI

Buon giorno meraviglie!

Chi mi segue dalle origini, conoscerà la mia grande passione per i thriller e per un’autrice italiana, che ho più volte dichiarato essere “la signora italiana del thriller”. Di chi parlo? Di Elisabetta Cametti, la scrittrice italiana tradotta in 12 paesi, nonché opinionista  ufficiale su casi di cronaca a Mattino Cinque. A distanza di un anno dall’esordio nella Cairo editore con “Il regista”, torna il secondo capitolo della saga 29, intitolata “Caino”. La fotoreporter Veronika Evans da New York vola in Italia, a Venezia, dove l’orrore degli omicidi si confonde con la meraviglia dell’arte. Tra Esposizione internazionale e Biennale il mondo dell’arte entra per la prima volta nella Serie e mostra come la passione può trasformare la mente umana, e spingerla oltre ogni limite. Paura della morte e desiderio di immortalità si mescolano in un crescendo di intrecci, attentati e minacce, che incolleranno il lettore alle pagine.

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Autrice: Elisabetta Cametti

Editore: Cairo

Pagine: 480

Prezzo: 16.07 €

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“Vivere per sempre… Non significa vincere la morte fisica, né rinascere in un altro corpo. Morte è morte, senza sfumature. Ma si può vivere in eterno comunque. L’eternità è di chi non viene dimenticato. E per non essere dimenticati bisogna diventare un esempio. Creare. Fare qualcosa di memorabile, di unico. Il mio capolavoro è proprio questo: e mi ricorderà nei secoli che verranno.”

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Ritorna dirompente e determinata nei suoi obiettivi umanitari Veronika Evans, una ragazza torturata dai ricordi del passato, che le causano crisi compulsive e di panico che cerca, seppur con difficoltà, di gestire durante la trepidante ricerca del nuovo omicida, il cui senso della vita risiede proprio nella sua missione di uccidere.

Inizialmente Veronika non vuole più saperne di collaborare con il NYPD: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo.
Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera: una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. Sono i giorni della 35esima Esposizione Internazionale di Arte Moderna, in cui si festeggia il gemellaggio artistico tra New York e la Biennale di Venezia.

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«Stamattina è stato trovato il corpo di una ragazza davanti alla sede centrale della Public Library, su Fifth Avenue. Chiunque sia stato a ucciderla si è preoccupato di truccarla e vestirla in modo elegante, per poi sistemarla su una panchina poco distante dall’ingresso. Non l’abbiamo ancora identificata, ma i tratti sono orientali. L’autopsia ha rilevato che è morta per annegamento.»
«Annegamento?»
«Sì, in acqua dolce.» Fisher estrasse una cartelletta dalla ventiquattrore. «Non aveva ingerito cibo. A parte l’acqua, nello stomaco c’era la memory card di una reflex, avvolta in una pellicola di polietene.»
«La memoria era piena?»
«Conteneva dieci scatti della sede dell’Horizon of Art Museum, che organizza e patrocina l’Esposizione Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea.» Fisher fece una pausa.
«Domani avrà inizio ufficialmente la 35esima manifestazione.»

Nella schiera di artisti famosi, uno si è trasformato in killer per realizzare un capolavoro senza precedenti. Firma gli omicidi con degli enigmi che conducono a un altro serial killer, dietro le sbarre di un carcere di massima sicurezza in attesa di essere giustiziato. Ma pronto a mettere in atto la propria vendetta.
Due assassini, due modus operandi. Un solo legame: una donna scomparsa a Londra da oltre un decennio.
Quando il quadro indiziario sembra delinearsi, tra le pieghe della strategia omicida spunta la vera minaccia: un piano criminale più esteso, che somma moventi differenti e coinvolge altri killer. Follower. Uniti dallo stesso passato e determinati a fare in modo che il 29 diventi una data da ricordare. A New York, in Virginia e a Venezia. Perché è il giorno dell’esecuzione, della vendetta. Della strage.

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IL PATHOS E L’ADRENALINA

Sono personalità complesse quelle descritte da Elisabetta Cametti. I suoi libri non sono mai prevedibili, le storie si fondono in un composto dove anche il più bravo lettore del genere non riesce a svelarne l’identità. La scrittrice è una perfezionista, studia casi di cronaca internazionali e approfondisce le tematiche criminologiche che tanto la appassionano. Non ci si può annoiare leggendo un libro di Elisabetta Cametti. Potete sapere quando lo inizierete, ma state certi che vi troverete disposti ad una notte insonne pur di scoprirne la fine. “Caino” come i precedenti libri, va letto tutto d’un fiato: senza esitazioni.

“CAINO”?

Molti si chiederanno il perché di questo titolo tratto da un nome biblico.

La scelta del titolo “Caino” dipende dal fatto che  prima di avere un killer identificato, quindi un nome e un volto, quando si hanno solo poche tracce di DNA viene identificato come “ignoto 1” o “soggetto X”. Nel romanzo, il detective Fisher decide di chiamare i serial killer ancora non identificati “Caino”, il primo assassino della storia. Inoltre, strana coincidenza, esiste una connessione tra la location veneziana e il romanzo in quanto tra i dipinti presenti nella basilica di Santa Maria della Salute vi è anche un dipinto dal titolo “Caino e Abele”.

Maria Antonietta Azara

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