L’ULTIMO BATTITO DEL CUORE

L'ultimo battito del cuore

Cuore e destino. Il deposito dell’anima, il centro nascosto dello spirito dell’essere vivente legato alla incapacità di resistere alla propria ineluttabilità, a quel concetto che i greci denominavano fato. Questi i due i nuclei attorno ai quali, la scrittrice ventinovenne Valentina Cebeni ha plasmato con arte e delicatezza Penelope, la protagonista del suo romanzo d’esordio “L’ultimo battito del cuore”.

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Penelope è una ragazza come tante, innamorata della vita e di Adam, il ragazzo perfetto: dolce, romantico, presente… e ricco. Vive come in un sogno, dove i drammi e le difficoltà di un’infanzia infelice sono cancellati dall’amore incondizionato del suo uomo. Ma la vita ci ricorda spesso che non tutto dura per sempre e in un banale incidente Adam perde la vita davanti agli occhi di Penelope, che miracolosamente continua a vivere.

Ci hanno sempre detto che “per amore non si muore”, ma nessuno si è mai preoccupato di dirci che c’è una bella differenza tra il morire “fuori” e il morire “dentro”. Muori quando il tuo corpo è freddo perché il tuo cuore smette di battere e di pulsare per condurre la vita tra le vene, ma si muore dentro quando il tuo cuore continua a pulsare ad un solo ritmo quello standard della sopravvivenza, che vita non è.

Penelope si ritrova a sopravvivere in un’esistenza e in un mondo che odia. Il dolore per aver perso l’unica persona della sua vita la fa sentire sola: perché lei preferirebbe essere morta con lui che dover vivere senza. Abbandona il lavoro e ogni tipo di rapporto per vivere come un vegetale dentro casa nella speranza di morire di solitudine, di fame, di dolore.

Tutto la riporta ad Adam, un profumo, un suono, una voce, l’essere conscia di non poter più sentire quell’odore, quell’abbraccio, quella protezione, quell’amore.

Rinchiusa tra le mura del suo appartamento, diventato un nido pascoliano,  la sorellastra Addison,  dopo un anno decide di portarla nel Kent, nella sua nuova grande casa. Qui avviene la lenta svolta. Non è Penelope a cambiare,  ma sono i meccanismi del mondo che la circonda, nel quale dei segni la conducono a persone e luoghi che sembrano ricostruire il suo futuro dalle macerie del suo passato, che torna prepotentemente nella sua vita. Inizia a sentirsi capita perché conosce altre realtà, altre persone che come lei vivono in un contesto che sta loro stretto e che talvolta non reputano “vita”. Primo tra tutti Rayan, suo cognato, uomo avvenente e medico di successo che si ritrova a fare il baby sitter del figliastro, dopo un incidente che lo ha costretto alla sedia a rotelle. Poi  Tristan, il taciturno proprietario del vivaio della città che attrae inspiegabilmente e pericolosamente Penelope. Due uomini che la comprendono e che iniziano a mettere in moto i meccanismi di un cuore ghiacciato che abbandona la brina per iniziare a battere, forse richiamato da quello stesso cuore che anni prima le apparteneva e che non ha mai smesso di essere suo. Penelope, riscopre se stessa: il giardino della casa di Addison, così immenso eppure sterile e impersonale è come la sua anima: un insieme di terra senza un senso. Da lì, da quell’elemento, inizia la rinascita della sua vita che di schiude come le ali di una farfalla fino a quel momento troppo debole per volare.  

“Quante volte può tornare a battere un cuore?” è la domanda che ci viene posta nella quarta di copertina. “Tutte le volte che sentiamo il richiamo di un battito complementare” mi sentirei di rispondere, perché la vera felicità non è considerarsi liberi nel cercare di scontrarsi con ciò che è stato predisposto per noi, ma anzi l’accettazione del nostro destino nonostante i silenzi, i rancori, di gelosie e tradimenti. Una volta giunta all’uscita del dedalo, Penelope è pronta finalmente a vivere.

7 commenti su “L’ULTIMO BATTITO DEL CUORE”

  1. Partecipo … il lbro ti tocca il cuore e lo scuote … il finale e’ a dir poco sensazionale …. e il percorso di Penelope e’ personalmente condivisibile …. le sue mani sulla terra per farla rinascere e’ un simbolo azzeccatissimo … persino Addison nella lettera finale riesce a farsi amare malgrado e a dispetto di tutto …

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