TWILIGHT ITALIANO- INTERVISTA ALL’AUTRICE

Cari lettori,

oggi ho il piacere di parlarvi di una cara amica, Maria Thea Chiodino, scrittrice con la quale ho organizzato per ben tre anni la rassegna “Una notte nell’isola che c’è”. Approdata nel new world di Amazon meno di un anno fa, ha già pubblicato tre ebook, racchiusi nella saga “Storie di transienda”, da molti definita come il “Twilight italiano”. Vi presento Maria Thea, il suo mondo e i suoi libri…

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Maria Thea Chiodino alla presentazione dell’antologia benefica “L’Isola Che C’è. Acqua Amara” a Porto Cervo. PH Letizia Hada

Chiedere all’autrice di descriversi dovrebbe essere cosa facile, specie per tutte coloro che possiedono una biografia pronta per qualsiasi intervista. Ecco, questo non è il caso della scrittrice in questione: Maria Thea Chiodino! Quando le dissi: “Maria Thea cosa vuoi che scriva di te?” Lei mi disse: ” Non possono descrivermi gli altri?” Fuori dagli schemi, dalle convenzioni, sensibile, educata e umile: sono queste le parole con le quali la definirei. Questo è solo un’assaggio della personalità dell’autrice di “Storie in transienda” che si descrive bene nelle righe che seguono…

“Mi piacciono i gatti, i colori pastello e i vestiti, specialmente quelli estivi. Passerei la vita in un centro di bellezza per farmi coccolare e mettere in sesto. La mia lupacchiotta Ariel è la mia guardia del corpo, il legame fra noi due è speciale e ciò che amo molto di Ariel è il non essere assoggettata come gli altri cani presenti in famiglia. è uno spirito libero come il vento e non si fa mettere le zampe in testa dagli altri cani, anche più grossi e aggressivi di lei. I miei gatti invece sono la mia nemesi, i miei totem, io sono un gatto, amo le coccole e il calore, lo stare comoda ma anche l’ambiente di campagna circondato da rocce granitiche e flora mediterranea.

Il mio piatto preferito è la pizza. Mi piace il mare, ma da ammirare perchè non amo stare in spiaggia a rosolare. Ho il mal di Sardegna, nel senso che non potrei andare a vivere altrove. Quando parto per andare in vacanza sto bene solo perchè è qualcosa di temporaneo e quando ritorno sento qualcosa di diverso appena scendo dall’aereo.”

Intervista all’autrice di “Storie di transienda” il Twilight italiano

1) “Eredi”  è il titolo del racconto mentre “Storie di transienda” è il nome della saga. Perchè questi titoli? Cosa rapprensentano?
La scelta del titolo “Eredi” è stata spontanea perché le protagoniste scoprono di portare, ognuna in modo di verso, dentro si sé, un’eredità importante da tempi antichi. Passato un po’ di tempo avevo voglia di modificare questo titolo. Poi, rileggendo il tutto, mi sono convinta che fosse quello più adatto.
La scelta del nome della saga, “Storie di Transienda”, è stata più difficile perché non sapevo come accomunare le storie che sarebbero seguite ad Eredi. Ho pensato a titoli come “Cronicles of…”  “Storie dall’infinito..” “Racconti del sogno…” ecc. finchè leggendo ancora e ancora il racconto, ho capito quale fosse il filo conduttore. Come ho spiegato nel racconto, infatti,  “transienda” porta il significato di “passaggio” “passare attraverso” e in effetti tutti i racconti della saga, sono dei sogni che io ho fatto di notte… a volte anche più di uno. Come io dico sempre “non sono io a scrivere la storia ma è la storia che si fa scrivere da me”, perciò passando attraverso di me, usando i miei sogni come un passaggio, queste storie si vogliono raccontate. Inoltre ero fissata che nei titoli volevo le parola storia e racconto e ho concluso che “Storie di Transienda” e “Racconto n…” fosse la soluzione migliore. Inizialmente non avevo pensato che il termine “transienda” potesse andare oltre il racconto di Eredi. E invece mi sono trovata a dare alla saga il nome di questo termine e quasi mi sembra di rendere omaggio alla mia regione, la Sardegna.

2) Quanti racconti prevede la saga?
Per il momento ho in programma  altri 4 racconti. Il numero sei conterrà una piccola appendice.

3) Althea è il filo conduttore che lega tutti i racconti di “Storie di transienda”, chi è? Qualche anticipazione su ciò che scopriremo prossimamente?
Althea è complicata, difficilmente prevedibile, tutti la temono perché si aspettano le sue reazioni punitive. Althea è il filo conduttore ma in realtà, appare ogni volta come la coprotagonista: in rilievo ci sono sempre altre donne. Anthea è antica, ha vissuto un tempo incalcolabile, anche lei ha conosciuto il dolore, la perdita, e a suo tempo anche l’essere considerata un essere abominevole, ma vista la sua forte personalità, la cosa l’ha sfiorata appena. Ha combattuto anche come guerriera, ha aiutato nel fondare i clan e trovare un capo che li unisse tutti. Tutti questi particolari sono descritti in “La guerriera e la rosa” conosciuto come il racconto n.3.

4) Altea e la sua casa vittoriana: perchè questa casa è così importante nel romanzo?
Questo forse si capirà in un racconto che pubblicherò più avanti, forse terzo o quarto… devo ancora decidere… ma dato che Althea è una parte di me, non solo per l’associazione del nome, mi piace pensare ad una donna potente che potrebbe avere ville e castelli ovunque ma che preferirebbe sempre e comunque, vivere nella sua casetta. Un luogo a cui appartenere. Come me che aspiro al mio nido da tanto e ancora è lontano…
Inoltre ho sempre adorato le case vittoriane. Avevo anche una casa di bambole in quello stile ma si è rotta. Mi piacciono gli arredi vittoriani, le camere patronali, quelle dei bambini, gli studi con i mobili scuri e i caminetti. In ogni personaggio c’è qualcosa di me, e in Althea ho donato la casa.

5) Hai intenzione di stampare la tua raccolta?
Vorrei. Se riesco a superare gli ostacoli tecnologici sì. I primi tre racconti Eredi, La scelta di un padre, La guerriera e la rosa saranno in un’unica stampa con circa 190 pagine di cartaceo.

6) Streghe e vampiri: perché l’esigenza di raccontare questi due “mondi”?
Io mi sono sempre vista come una strega, non una strega buona ma nemmeno la megera con il cappello a punta e il naso adunco. Una strega libera di esercitare il proprio potere a mia discrezione e questo Althea lo riflette bene: anche il nome l’ho scelto come mia nemesi. Le streghe le ho viste sempre più umane di una fata o di un elfo, con poteri si. ma con le stesse tentazioni, desideri, voglie e debolezze delle donne umane. I vampiri sono arrivati quasi da soli, soprattutto perché li ho indicati nel primo racconto che ho scritto e poi era doveroso che arrivassero in “Eredi”… inoltre avevo già in mente di dedicare una storia (sempre per un sogno fatto) al Supremo dei vampiri. E anche per i vampiri volevo eliminare la tradizione del vampiro cattivo, dannato e tenebroso. I racconti di Twilight li ho letti dopo, non c’è stato nessun riferimento.

7) Anticipazioni sul prossimo racconto?
Il racconto n.4 si intitola “La fuga”. Lasciamo l’antico passato di Althea per trasportarci in un futuro lontano dove troviamo Tara felice, Robin donna ammirata, e Shirley divenuta qualcosa di più di una strega. Un piccolo mistero ruota intorno ad un furto e ad un omicidio e toccherà alla piccola Shirley risolvere il tutto, aiutata da collaboratori strani e variegati e un uomo che…vi lascio qui.

8) Dai ai tuoi lettori 3 motivi per convincerli a leggere i tuoi racconti
1) Anche se lo sfondo è fantasy le storie non fanno altro che parlare di noi, dall’adolescenza alla vita adulta i lettori possono trovarsi nei diversi personaggi.
2) Storie brevi che si possono leggere tutte d’un fiato o lasciate anche riposare perché non ci sono troppi dettagli da tenere a mente.
3) Si possono leggere in qualsiasi ordine perché indipendenti una dall’altra.

 

Maria Antonietta Azara

2 commenti su “TWILIGHT ITALIANO- INTERVISTA ALL’AUTRICE

  1. Amo le interviste, in particolare quelle agli scrittori! E questa è davvero un’intervista interessantissima soprattutto perché Maria Thea è una scrittrice di passione e talento, ho letto il primo libro ed è davvero semplice e coinvolgente, leggerò presto anche gli altri, meritano davvero. 🙂

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