THRILLER “GIALLO SMERALDO”: L’INTERVISTA ALL’AUTRICE

Buon giorno meraviglie!

Oggi voglio proporvi parte dell’intervista che ho avuto modo di fare all’autrice Maria Thea Chiodino, durante la presentazione del thriller “Giallo Smeraldo” lo scorso Dicembre.

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  • Perché hai scelto questo titolo?

Questo titolo è nato per puro caso. Aprendo un nuovo file dovevo dargli un nome anche provvisorio, come faccio di solito quando inizio a scrivere qualcosa, e questa combinazione “giallo smeraldo” mi è balenata nella mente per caso. Mentre scrivevo però, quasi inconsciamente, le analogie con questi colori si sono presentate più volte e il connubio giallo smeraldo mi ha accompagnato fino alla fine della storia.

  • La copertina riporta un frammento della narrazione! Perché tra tutti hai scelto quello?

Non è stato semplice scegliere cosa mettere in copertina. Ho vagliato diverse soluzioni per mesi: prima pensavo ad un tipico stazzo gallurese; uno sfondo marino con un viso di donna; una panoramica tra mare e campagna con una donna. Non ricordo quando ho deciso di utilizzare un frammento della narrazione, forse all’ennesima rilettura, che ho chiesto al fotografo Max Giorgioni di fare diverse foto al ponticello di Porto Cervo con una modella. Dopo una cernita erano rimaste papabili tre foto. Credo che questa immagine, magistralmente elaborata da Elisabetta Baldan, sia quella che meglio rappresenti il libro.

  • Quanto c’è della protagonista nell’autrice? In cosa Luisa ti assomiglia e in cosa si discosta dalla tua persona?

Nella protagonista nello specifico non molto, ma dato che la storia è simile ad un memoire, attraverso lei ho potuto rievocare dei ricordi, rappresentare la mia Gallura e vicende famigliari

  • Il questo libro la protagonista è una donna, Luisa. Gli anni ’70 in Gallura sono costituiscono un periodo di continua svolta per la figura femminile che inizia a lavorare fuori casa e a rendersi indipendente. Nel tuo libro presenti due spaccati del mondo femminile: uno tradizionale rappresentato dalla mamma di Luisa e dalla nonna, un altro rappresentato da Luisa o se portato all’esagerazione, il personaggio di Adela. Chi è Luisa?

Luisa è la naturale evoluzione della figura femminile in un ambiente che da agro pastorale si trasforma non proprio lentamente in un centro di turismo di lusso. Luisa ha conosciuto tempi difficili durante l’infanzia quando si viveva di quello che la terra dava e dalla mezzadria. Le donne, spesso anche le bambine, andavano a fare le “ziracche” le serve, presso le famiglie nobili in cambio di ben poco, dove spesso venivano anche picchiate. Ma le donne sarde hanno sempre rappresentato una forza e determinazione ben spiccate, infatti la nostra cultura fra le mura domestiche è matriarcale: donne che zappavano, curavano il bestiame, andavano a prendere l’acqua, basta solo pensare al bucato lavato nei fiumi. Luisa ha la possibilità di evolversi, di sfruttare l’innovazione portata dal principe Karim e si arricchisce culturalmente, frequentando la scuola superiore, ma trovando di seguito lavori stipendiati che le permettono di diventare una donna moderna ed emancipata pur conservando strettamente i suoi valori morali, culturali e semplicità d’animo.

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Io e l’autrice Maria Thea Chiodino
  • In questo romanzo parli di tradizioni della Gallura, e talvolta di personaggi che hanno portato lustro a questo scorcio del Nord Sardegna. Mi riferisco a Raimondo Chiodino, un poeta vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento a Fraicu. Come lo hai scoperto? Perché hai deciso di inserirlo nel romanzo?

Con Raimondo Chiodino ho in qualche modo una parentela, e in famiglia l’ho sempre sentito nominare con gli appellativi di zio Chiodino o nonno Chiodino, o come Raimondo Vespa, il suo soprannome. Nei miei ricordi di infanzia conservo una melodia cantata da mio padre per far addormentare mio fratello, le cui parole mi hanno sempre attratta. Nel 2012, avevo appena iniziato a scrivere le prime battute di Giallo Smeraldo, quando un giorno in un bar, un mio cugino mi disse che per la tesi di Laurea aveva deciso di parlare di un personaggio di Arzachena, un certo Raimondo Chiodino.  “ma nonno chiodino?” chiesi io, e lui, solo in quel momento, realizzò che avevamo lo stesso cognome. Da quel momento con questo cugino stiamo percorrendo insieme l’elaborazione della Tesi e dandogli una mano ho potuto riscoprire questo cantore gallurese che tanto ha fatto per Arzachena.

  • Com’è stato, per una scrittrice che fa vanto del genere fantasy, scrivere un soft thriller?

Inizialmente credevo di trasportale l’idea in romanzo come un racconto di vita quotidiana, ma complice il titolo del file, complice quel particolare prurito fra le dita che mi coglie quando voglio veramente scrivere piano piano i passetti per un giallo hanno creato un sentiero da seguire.  Per chi conosce i miei libri però sa che molto spesso io inserisco nei miei fantasy dei veri e propri misteri che i protagonisti devono risolvere, quindi ideare un mistero non è stato complicato… più difficile è stato non inserire elementi fantastici.

  • I primi libri sono nati dalla trasposizione letteraria della tua fantasia onirica. Questo?

L’idea è venuta in seguito ad un particolare racconto intorno al fuoco in una fredda giornata di novembre. Senza rendermene conto però era diventato un racconto con un mistero da risolvere. Una volta esauriti i ricordi familiari mi sono bloccata per qualche giorno non sapendo bene come sbrogliare la matassa. Poi una notte mi sono svegliata di soprassalto con l’immagine della protagonista in una particolare situazione. Grazie a questo minuscolo sogno ho capito quale fosse la nuova strada da seguire verso la conclusione della storia

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La maggior parte dei libri scritti dall’autrice e le antologie alle quali ha partecipato. Trovate tutto su www.amazon.com
  • La tua carriera di autrice è in continua ascesa. I tuoi fans sono in attesa dei nuovi racconti di “Storie di transienda”. Quali sono i tuoi progetti per questo, ormai prossimo, 2017?

Salvo intoppi ho in programma per gennaio l’uscita del quinto racconto di storie di transienda che si intitolerà “la grande famiglia” un altro tuffo nel passato di una delle protagoniste della saga. Per la fine dell’anno spero di pubblicare anche il numero sei e il sette che però non hanno ancora titolo.  Mentre per metà anno pubblicherò un altro romanzo, che potrebbe essere un mix fra distopico e utopico.  E per il futuro ci sono tanti altri progetti.

 

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Io, l’autrice Maria Thea Chiodino e il correlatore Fabio Matzau

 

Maria Antonietta Azara

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