STORIE DI TRANSIENDA n° 5 – “LA GRANDE FAMIGLIA”

Buon giorno meraviglie!!!

“La grande famiglia” , quinto episodio della saga “Storie di transienda” è la prima pubblicazione di questo 2017 per l’autrice fantasy Maria Thea Chiodino, dopo il successo a Dicembre del suo primo thriller “Giallo Smeraldo”. Visto il periodo carnevalesco, quale proposta è migliore di questo horror fantasy?

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Clicca qui per “Eredi” il racconto n.1 di “Storie di Transienda”
Clicca qui per “La scelta di un padre” racconto n.2 di “Storie di Transienda”
Clicca qui per “La guerriera e la rosa”, racconto n. 3 di “Storie di Transienda”
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SINOSSI. C’era una volta una bella casa in fondo alla prateria…
Per la famiglia Knight niente è più bello che trascorrere le vacanze a “Mildred House” insieme ai propri amici, dove tutti i loro figli crescono come fratelli, giocano nell’erba alta dei vasti prati, dove gli adulti possono dimenticare per qualche giorno il mondo esterno, il lavoro, gli impegni. In questo clima di relax e svago cosa c’è di più divertente di Halloween? Sarah Knight pensa che la ricorrenza della festa annuale sia una bella occasione per stare insieme a quella grande famiglia che lei ama tanto, così come sente di amare Xavier, che finalmente sembra essersi accorto della bella ragazza con la pelle di alabastro.  All’alba del suo quindicesimo Halloween, Sarah sente crescere in lei una strana inquietudine, qualcosa di minaccioso avvolge il suo cuore e aleggia fra le mura… tutta l’euforia e il piacere sembrano essersi dissolti. Al tramonto ha inizio la festa di Halloween della grande famiglia, e le pareti di “Mildred House” si tingono di rosso… sangue.

ESTRATTO “LA GRANDE FAMIGLIA”

La confusione, la gente pressata all’interno della grande casa, musica alta, cibo inesauribile e sparso ovunque, maschere di ogni genere. Questo era l’Halloween a cui Sarah era abituata.
Qualcuno provò a chiacchierare con lei ma, ogni volta, il suo interlocutore era assalito dal dubbio su con chi stesse parlando veramente.
Accadeva anche quando alcuni ragazzi fermavano lei, o sua sorella, per attaccare bottone e mentre parlavano l’altra passava con noncuranza, dando l’impressione che ci fosse un fantasma.
Era divertente ma un senso di inquietudine non smetteva di avvolgerla. Perché era in ansia? Lei non era mai stata così. La notte delle streghe non le aveva mai fatto paura, nemmeno tutti gli scherzi piazzati da suo padre, la spaventavano. No, c’era qualcos’altro. Verso mezzanotte, iniziò a cercare Xavier. Non lo vedeva da quando erano entrati i primi ospiti.
Fece il giro intorno a casa, ma trovò solo gorilla scatenati che inseguivano delle Jane strillanti. Qualche coppietta si era appartata fra gli alberi perciò decise di non inoltrarsi e di tornare in casa.
Tutti sembravano divertirsi, gli adulti più dei bambini. Di Xavier nessuna traccia.
– Sarah? –
– Shh… non dovevamo chiamarci! –
– Scusa. – sua sorella sembrava preoccupata. Insieme attiravano l’attenzione più di altre maschere. Erano belle ed effimere con la loro pelle di alabastro e a qualcuno sembrarono davvero dei fantasmi di bambine appartenute a quella dimora tanto tempo prima.
– Cosa è successo? –
– Volevo dirti che… Insomma, preferisco dirtelo io. –
Sarah divenne pallida e le labbra rosse persero il colorito – Xavier? –
– Sì, l’ho visto andare di sopra, con una ragazza. Abbracciati. –
Sarah sentì il cuore perdere un battito – Oh… –  avrebbe voluto sprofondare sotto terra.  – Ė normale che capiti. –
– Ma… –
– Ė un ragazzo giovane, sano. Cosa mi aspettavo? – barcollando mosse qualche passo ma sua sorella la trattenne.
– Aspetta. –
– No, lasciami prendere un po’ d’aria. – Sarah si sentiva stravolta ma voleva a tutti i costi dimostrare che stava bene. Era così che facevano tutte, giusto? Dicevano sempre “no, davvero sto bene.” anche se non era vero.
– No, ascolta. – con decisione la sorella maggiore l’avvicinò a sé. – Quella ragazza ha qualcosa di strano. – si guardarono negli occhi blu, riflettendosi una nell’altra. Per due secondi restarono così, in silenzio, come se un’improvvisa verità si rivelasse loro.
– Ė Halloween. – Sarah scostò la mano della sorella che ancora le serrava il braccio. – Siamo tutti strani. – ferita e infelice, uscì dalla casa affollata per prendere un po’ d’aria sul prato.
“Sei una scema! Scema! Scema!” si ripeté quell’insulto almeno dieci volte. “Come hai potuto credere che un ragazzo del genere guardasse te! Aspettasse la timida e verginella Sarah! “davanti ai finestrini di una macchina vide riflessa la sua immagine. “Tutti dicono che siamo uguali! Ma se lei è così bella lo sono anche io! Perché allora? “
Furiosa e in lacrime si voltò verso il casermone. Voleva sapere almeno chi era la ragazza che Xavier aveva preferito a lei. Ma esitò. Non riusciva a rimettere piede in casa. C’era troppa gente, troppa confusione. No, avrebbe cercato di smaltire la rabbia con una passeggiata.
Non si mosse da dove si trovava. L’essere all’interno della sua pancia riprese a muoversi. Aveva paura.
Maria Antonietta Azara

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