RECENSIONE SERIE TV: “I MEDICI 3 – NEL NOME DELLA FAMIGLIA”

Buon giorno meraviglie!

Oggi, la nostra critica cinematografica Eleonora Fara, torna su Liberamente Me per parlarci della terza stagione de “I Medici – Nel nome della famiglia”. La serie tv è andata in onda in Italia su Rai 1, dall’inizio di dicembre per due settimane, nelle quali sono stati messi in onda gli otto episodi.

La storia ripercorre la vita della Famiglia de Medici dopo la Congiura dei Pazzi, lo scontro tra Lorenzo de Medici il Magnifico e Girolamo Riario, ultimo congiurato in vita, e l’arrivo a Firenze del frate Girolamo Savonarola.

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Se non hai seguito le prime due stagione della Serie Tv “I Medici”, le trovi recensite qui:

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“I Medici” (“Medici”)
Serie Tv
Stagioni 3 – Episodi 24 – Durata 55 minuti
Storico Drammatico In costume
2016 – 2020
Rai
Con: Dustin Hoffman, Richard Madden, Annabel Scholey, Daniel Sharman, Sinnøve Karlsen, Alessandra Mastronardi

 La trama

Sono trascorsi diversi anni dalla Congiura dei Pazzi, ma la famiglia Medici è ancora stretta in un triste lutto. Lorenzo de Medici detto il Magnifico dovrà difendere Firenze dall’attacco di Papa Sisto IV attraverso il nipote e comandante delle guardie papali Girolamo Riario, ultimo congiurato ancora in vita. Intanto, l’amore tra Lorenzo e Clarice ha portato alla nascita di tre figli: Piero, futuro banchiere, Giovanni, futuro sacerdote, e Maddalena. Giulio de Medici figlio di Giuliano de Medici, prima naturale poi legittimato, viene ritrovato e accolto nella famiglia. Nel frattempo, arriva a Firenze il frate domenicano Girolamo Savonarola, le indubbie doti oratorie cattureranno l’attenzione dei fiorentini.

 

Recensione Serie TV “I Medici 3 – Nel nome della famiglia”

∼Spoiler∼

“I Medici 3 – Nel nome della famiglia” è la stagione conclusiva dell’omonima Serie Tv di produzione anglo-italiana.

Le prime note di “Revolution Bones” illuminano lo sfondo nero e le colate di fuoco forgiano il simbolo fiorentino che appare come un giglio di fuoco rovente, mentre le parole pronunciate in inglese, con tono ritmico e graffiante, riecheggiano nella mente dello spettatore, come quel “I can say that I can change the world”.

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Lorenzo de Medici

“The beauty and the power”, la scelta del sottotitolo internazionale non è casuale, esplica ed elogia le due nature coesistenti nel solo uomo che è Lorenzo de Medici: una votata alla bellezza, espressa attraverso l’amore per l’arte in tutte le sue forme; l’altra, viziata dal potere politico e militare, contaminato ed estremizzato dalla rabbia conseguente la congiura. Tali nature, contrastanti e incompatibili, partoriscono un personaggio complesso e “bipolare”, risultato dello studio approfondito di un personaggio storico e delle manipolazioni autorali.

Il Magnifico, che sacrifica sé stesso per la famiglia, si ritrova ad un certo punto a sacrificare la famiglia per il potere. Un’ambiguità che attrae, travolge e appassiona, ma a tratti stona, rigettando la visione di quello che era il capostipite mediceo ante-congiura, più giusto e più compassionevole, un uomo magnifico.

“Tu sei un vero credente, Sandro, e vivrai in eterno nella Grazia di Dio, mentre Leonardo brucerà all’Inferno.”
Frate Girolamo Savonarola

Ed è questa evoluzione a condurre l’amico d’infanzia e abile artista Sandro Botticelli a prendere le distanze da Lorenzo de Medici, dopo aver concluso l’affresco che ritrae i congiurati impiccati e aver rifiutato la proposta di lavorare per la neonata bottega medicea. Accanto a Botticelli e Poliziano, compaiono nuovi artisti della scena fiorentina, che fioriranno anche grazie al contributo del Magnifico: Leonardo da Vinci, artista e inventore, dichiaratamente ateo, colto nell’atto di un’autopsia, donerà al banchiere la sua catapulta; Michelangelo Buonarroti, giovane sculture intento a produrre le sue opere giovanili più celebri “Testa di fauno” e “Battaglia dei centauri”, e Niccolò Machiavelli, giovanissimo collaboratore della famiglia medicea che rimarrà folgorato dalla persona di Lorenzo il Magnifico, tanto da dedicargli, in futuro, la sua opera più celebre “Il principe”.

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Clarice Orsini e Lorenzo de’ Medici

Le donne de “I Medici 3”

Clarice Orsini vive, come il consorte, una frattura interiore. Ella, che avrebbe mantenuto la sua integrità solo prendendo i voti come era suo desiderio, si trova a dover mettere la famiglia dinnanzi a Dio, diventando pienamente connivente del marito, in particolare quando prenderà le redini della banca famigliare dopo la morte dell’anziana e malata suocera Lucrezia Tornabuoni. La donna che restò fedele al marito, amandolo sinceramente nonostante le sue continue “disattenzioni”, provata dalla quarta gravidanza e dal matrimonio forzato dell’unica figlia ancora bambina, si spegnerà rapidamente consumata dalla sconvolgente notizia di sapere il marito un assassino. Morirà tra le sue braccia giurandogli ancora una volta amore eterno.

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Bianca de Medici

“Forse un giorno sarò per mio marito quello che Clarice de Medici è per il suo, voglio dire, molto più che una moglie.”

Caterina Sforza Riario

Se la storia è la storia degli uomini, nelle cui pagine non v’è posto per le donne, la serie tv “I Medici” copre le distanze ricreando ad arte capitoli al femminile credibili e interessanti, sfruttando personaggi già conosciuti. come Bianca de Medici e Lucrezia Donati, rispettivamente sorella e musa del Magnifico che, sebbene siano fisicamente ed emotivamente lontane dai problemi familiari, riusciranno a soccorrere la famiglia de Medici nel momento più tragico.

In questa terza stagione faranno il loro ingresso in scena due donne, storicamente rilevanti: Ippolita Maria Sforza, emblema di una donna ancora prigioniera degli uomini capaci di sfruttare abilmente la sua bellezza; e Caterina Sforza Riario, che saprà sacrificare la sua sete di potere per la salvaguardia del figlio che porta in grembo, mettendo a repentaglio la vita del crudele marito, pienamente consapevole di poter sopravvivere da sola.

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Da sinistra: Re Ferdinando I di Napoli Ferrante, Ippolito Maria Sforza, Bruno Bernardi, Lorenzo de Medici, Girolamo Riario

“Lasciate che il popolo scelga tra l’amore per voi e l’amore per Dio, Lorenzo”
Girolamo Riario

Girolamo Riario, nipote del pontefice e comandante delle truppe papali, ultimo congiurato (non impiccato), è deciso a uccidere Lorenzo de Medici. Tra loro si consumerà un vero e proprio duello all’ultimo sangue, entrambi consapevoli che solo la morte porterà la pace. Lo scontro ci farà spostare da Firenze a Napoli e da Napoli a Roma. Sotto il beneplacito di Papa Sisto IV, Riario commette le peggiori atrocità sino a che, alla morte dello zio, non perderà la sua posizione e il suo potere, e tenterà in ogni modo di far salire al soglio pontificio il suo prescelto, ma la fumata bianca che segnerà l’elevazione di Giovanni Battista Cybo, sarà l’araldo della vittoria dei Medici. Entrambi i personaggi hanno subito un recasting: John Lynch ha interpretato Papa Sisto IV, timone concesso da Roul Bova (che lo interpretava nella seconda stagione), con il plauso del pubblico che ha gradito un pontefice più anziano; Jack Roth ha interpretato Girolamo Riario, ruolo precedentemente affidato a Marius Bizau, che ha dato vita ad un personaggio superbo, misogino e crudele.

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Girolamo Savonarola

“Clarice, siete turbata. Non perché quest’uomo è morto, ma perché ha voltato le spalle a Dio.”
Frate Girolamo Savonarola

La morte di Riario apre un capitolo nuovo e incompiuto della storia medicea, che vede protagonista indiscusso Girolamo Savonarola, frate domenicano noto per essere un teologo erudito e un abilissimo oratore. Egli combatterà Lorenzo de Medici non con la spada, ma con la Parola di Dio, riuscendo a catturare e manipolare l’attenzione dei fiorentini sempre più plasmati dalle sue prediche, che esaltavano la povertà quale status di vita superiore; combattendo e dissacrando l’opulenza del Papa, in primis, e dei Medici, in secundis. Lorenzo de Medici inviterà, sul letto di morte, il frate domenicano, consapevole della celere dipartita, gli confermerà che nonostante la sua eresia, chiusura mentale ed esaltazione religiosa la bellezza che i Medici hanno creato a Firenze, sopravvivrà.

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Bruno Bernardi

“Non bisogna mai sfidare i Medici.”
Bruno Bernardi

Ampio spazio è stato concesso ai figli di Lorenzo e Clarice. La scelta di non rispettare la storia non portando sul piccolo schermo i numerosi figli che la coppia ebbe è stata criticata negativamente, ma ha una chiara funzionalità televisiva. Infatti, il rispetto storico avrebbe portato due problemi: il primo è che Clarice sarebbe comparsa sempre gravida in scena generando confusione, il secondo è che i figli non avrebbero avuto tutti spazio sulla scena, sottraendo l’attenzione da quelli considerati più importanti per lo show e quindi inseriti in esso. Piero di Lorenzo de Medici (Louis Partridge) erede della banca e futuro capostipite, mostra fin giovanissimo l’incapacità che lo condurrà all’esilio. Giovanni di Lorenzo de Medici (William Franklin-Miller) dall’animo puro e la passione artistica, abbandonerà il suo destino per le vesti sacerdotali e diverrà cardinale a soli 14 anni, in futuro diverrà Papa Leone X. Giulio de Medici (Jacob Dudman), figlio del defunto Giuliano de Medici, dopo aver abbandonato la vendetta seguirà il cugino e diverrà sacerdote, in futuro diverrà Papa Clemente VII. Infine, Maddalena de Medici, concessa in sposa già bambina a Francesco “Franceschetto” Cybo, figlio del pontefice.

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Lorenzo de Medici con la figlioletta Maddalena de Medici

“Ci sono molte cose di cui mi pento, ma di altre non posso: la bellezza che è fiorita qui. Separare l’arte da Dio è una menzogna, perché il cuore dell’uomo desidera la bellezza quanto desidera Dio. Ciò che è successo a Firenze non credo potrà mai essere cancellato, ma questo voi lo sapete.”
Lorenzo de Medici

Il pubblico italiano, che ha amato e seguito con passione “I Medici”, ha mosso un’aspra critica agli autori della Serie Tv riguardante il mancato rispetto della verità storica. Tuttavia, una fiction non è un documentario, non ha il dovere di mostrarci gli avvenimenti così come realmente accaduti, ma solo di intrattenere il telespettatore creando la giusta curiosità sulla storia italiana che può essere singolarmente approfondita, nonché canalizzare attenzione e interesse su Firenze, città d’arte dall’inestimabile valore artistico, vivo ancora oggi nonostante la censura di Frate Savonarola.
È da apprezzare la creazione di una Serie Tv Made in Italy che abbia generato un risalto internazionale offrendo un prodotto d’eccellenza, con attori, costumi e fotografia eccezionali. Unica pecca il doppiaggio italiano che poteva essere maggiormente curato, soprattutto nella scelta di parole-chiave (in Toscana usano “babbo” e non “papà).

La Rai ha confermato che la terza stagione de I Medici sarà l’ultimo concludendo in questo modo la trilogia degnamente, ma aprendo le porte allo spin-off di Leonardo da Vinci con protagonista il noto attore irlandese Aidan Turner.

“Il Signore mi ha ordinato di distruggere ogni cosa. Nessuno ricorderà mai i tuoi giardini, i nomi di Leonardo da Vinci, di Botticelli e degli altri, e le loro opere diventeranno polvere spazzata via dal vento.”
Frate Girolamo Savonarola

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Eleonora Fara

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