RECENSIONE “SPIACENTE, NON SEI IL MIO TIPO”

Buon giorno meraviglie!

Oggi voglio parlarvi del romanzo di Anna Zarlenga “Spiacente, non sei il mio tipo” edito dalla Newton Compton Editori. Ho visto questo romanzo il libreria è l’ho acquistato per due motivi: tema leggero e copertina semplicemente meravigliosa. Potevo lasciare sullo scaffale un romanzo con una copertina rosa e color Tiffany? Tutti in coro… “Ovviamente no”.

⇒ SEGUIMI SU FACEBOOK

⇒ SEGUIMI SU INSTAGRAM

 

Editore: Newton Compton Editori

Autore: Anna Zarlenga

Pagine: 283

Costo: 10.00 €

⇒ CLICCA QUI per acquistare “Spiacente, non sei il mio tipo” ⇐

Sinossi. Sara e Teo non potrebbero essere più diversi. Lei lavora come ricercatrice all’università, lui è un figlio di papà che presto o tardi erediterà una casa di produzione televisiva. Lei è bassina, ha forme morbide ed è poco appariscente, lui è il classico playboy sbruffone. In sostanza non hanno nulla in comune se non, a quanto pare, un’indiscussa antipatia per i matrimoni. Ed è proprio a una cerimonia di nozze che si conoscono e hanno modo di trovarsi insopportabili a vicenda. La reciproca e dichiarata incompatibilità non impedisce loro di dare inizio a un battibecco che li porta, un po’ per sfida, un po’ per gioco, a oltrepassare il limite… Ma nessuno dei due dà peso alla cosa: sono perfettamente consapevoli di non piacersi e che non si incontreranno mai più. I piani del destino sono però ben altri. Dopo una vita passata a dissipare soldi senza realizzare granché, Teo è costretto dal padre a riprendere a frequentare l’università: in caso contrario potrà dire addio al suo lavoro nell’azienda di famiglia. E il caso vuole che una delle sue docenti sia proprio l’insopportabile ragazza conosciuta mesi prima a un matrimonio…

Recensione di “Spiacente, non sei il mio tipo” di Anna Zarlenga

Sara Doria e Teo Pagani, due ragazzi appena trentenni, sono i protagonisti del romanzo d’esordio di Anna Zarlenga. Si incontrano ad un matrimonio e nonostante siano diversi in tutto e per tutto, su una cosa sono assentono: odiare il “per sempre”. Per tutta una serie di ragioni, proprio a quel matrimonio, tra i due scapperà un bacio.

“Non so cosa mi prenda. Forse il prosecco che ho bevuto mi ha fatto ubriacare davvero, o forse Silvio ci ha fatto mettere qualche droga. Io non mi sono mai infrattato con una racchia. Mai. Eppure, per chissà per quale cavolo di motivo, ho deciso di trascinare via Sara con me, pur non avendo alcuna intenzione di toccarla. Con quale coraggio potrei farlo? E’ assolutamente lontana da ogni minimo requisito che ritengo fondamentale in una donna”

A distanza di mesi, durante il primo giorno di Università, dove Sara insegna come assistente di semiotica, mentre è intenta ad illustrare il programma al centinaio di ragazzi presenti, sente qualcuno che dalle ultime file è intento a deriderla.

Non ci vorrà molto per scoprire chi si cela dietro quelle risate: Teo Pagani, all’anagrafe Teodoro,  il ragazzo che incontrò al matrimonio della sorella Sonia. Nonostante sia ampiamente fuoricorso, è stato costretto dal padre a riprendere gli studi, visto che il suo unico talento, oltre a conquistare un’infinità di ragazze, è quello di dissipare il patrimonio di famiglia.

Nonostante Sara cerchi di mantenere la questione sotto un piano strettamente professionale, sarà lui ad avvicinarsi in modo provocatorio a questa donna, che non rispecchia minimamente i canoni estetici da lui ricercati e che nonostante questo, lo attrae tremendamente. Sara è bassa, burrosa, porta gli occhiali ed è la classica secchiona nascosta dentro abiti che renderebbero poco attraente anche la più bella modella del mondo. Lui è alto, occhi chiari, ricco ed estremamente corteggiato. Una coppia ossimorica, se non fosse che sono costretti a frequentarsi per questioni professionali.

Teo inizia a dare attenzioni a Sara, non perché se ne senta innamorato, ma perché il suo orgoglio non accetta di essere indifferente ad una ragazza che nemmeno gli piace. L’indifferenza che Sara gli dimostra, lo spinge a offrirle attenzioni che normalmente non darebbe ad una donna, con la quale è, invece, solito condividere l’intimità fisica, e mai quella mentale.

Ciò che il romanzo sottolinea, dietro battute, risate, dispetti, ecc. è che la vita tende sempre a scomporre i nostri piani: nel bene e nel male. Nel caso dei due protagonisti sarà un lieto fine, ma quello che stimola il lettore è il modo in cui ci arrivano: con una conoscenza lenta ma insieme.

Dimostra che di parole se ne possono dire fino all’inverosimile ma vincono sempre i fatti; che se una persona la si vuole, la si può “avere”; che qualsiasi piano noi facciamo, la vita è pronta a comandare a suo piacimento.

E allora a che serve pensare al principe azzurro? A come vorremmo il nostro uomo o la nostra donna? Probabilmente a distrarci dall’attesa che l’amore arrivi, perché quando decide di palesarsi, alle volte è completamente distante dall’archetipo sognato, eppure è perfetto così.

“E’ proprio vero che la persona giusta non corrisponde sempre alla nostra persona ideale. L’amore ha scombinato i miei progetti, ma alla fine dovrò pure ringraziarlo per avermi incasinato la vita”

 

Maria Antonietta Azara

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.