RECENSIONE SERIE TV: “THE WHITE PRINCESS”

Buon giorno meraviglie,

oggi voglio parlarvi della serie tv “The White Princess”, l’adattamento televisivo del romanzo storico “Una principessa per due re”, scritto da Philippa Gregory e inserito nella più larga saga “La guerra dei cugini”. La serie tv, realizzata da Starz, è una miniserie spin-off di “The white queen” (“La regina della rosa bianca”) ed è composta da otto episodi da 60 minuti ciascuno, andata in onda nella primavera del 2017.

La scelta della giornata di pubblicazione del post, non è casuale, in quanto la genesi dell’opera è datata 22 Agosto 1485…

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Trama “The White Princess”

Il 22 agosto 1485, a sud di Market Bosworth in Inghilterra, si compiva la “Battaglia di Bosworth”, che avrebbe concluso la Guerra delle due rose, sul campo di battaglia il vincitore dei Lancaster, della rosa rossa, Enrico Tudor futuro Re Enrico VII d’Inghilterra, contro il vinto degli York, della rosa bianca, Riccardo Plantageneto morto come Re Riccardo III d’Inghilterra.
Elisabetta di York, “Lisa”, la giovane e attraente figlia ed erede del defunto Re Edoardo IV d’Inghilterra, dovrà sposare il vincitore, unendo le due casate in una sola attraverso il matrimonio, portando la pace in Inghilterra e dando origine alla futura dinastia regale Tudor.

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Da sinistra. Elisabeth di York e Re Enrico VII

Ma, la Regina vedova, Elisabetta Woodville, non ha accettato la sconfitta degli York e continua a tramare per offrire la corona a suo figlio, Riccardo di York, grazie alla magia donatale dalla dea dell’acqua Melusina.
Al contrario, la Regina madre, Margaret Beaufort, è soddisfatta dell’esito della guerra che ha portato sul trono suo figlio, Enrico Tudor, e continua a proteggere la Casa Lancaster attraverso punizioni ed esecuzioni, consapevole di rispondere al disegno divino.
Elisabetta “Lisa” e Margaret “Maggie”, le due cugine York, lotteranno per i loro fratelli, Riccardo di York e Edoardo “Teddy” di Warwick, gli unici due legittimi eredi maschi della Casa York, uno in esilio e l’altro imprigionato nella Torre di Londra. Ma il matrimonio con un Tudor allontana le giovani principesse dalla casata di origine avvicinandole alla casata nemica, e quando il fuoco della guerra si riaccenderà dalla brace ormai spenta, Lisa e Maggie dovranno scegliere da quale parte stare e chi sostenere.

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Da sinistra. Elisabeth di York e Maggie Pole di York

 

∼SPOILER∼

Recensione Serie TV: “The White Princess”

“The white princess” è la mini-serie, spin-off di “The white queen” (“La regine della rosa bianca”), che porta sul piccolo schermo i due romanzi di Philippa Gregory, “Una principessa per due re” e, parzialmente, “La maledizione del re”, i quali trattano la conclusione della Guerra delle due rose e del lungo regno di Enrico VII d’Inghilterra.
L’opera è stata realizzata con un budget limitato, rispetto alla serie madre, da una casa produttrice differente, la Starz, la quale ha operato un re-casting, scegliendo attori differenti per gli stessi personaggi, ad eccezione di Caroline Goodall, la quale riprende i panni della mitica e bisbetica nonna, Cecilia Neville, Duchessa di York, e con l’introduzione di un’attrice d’eccellenza, Michelle Fairley, famosa per la sua interpretazione di Catelyn Stark in “Game of thrones” (“Il trono di spade”), che qui interpreta la Regina madre Margaret Beaufort, con un taglio forte e deciso.

“Umile e penitente, non mi si addice.
Insidiosa e paziente, questo sarà il mio motto.”
Elisabetta “Lisa” di York

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Da sinistra. La Regina madre Margaret Beaufort. Sul trono Lisa Elisabetta di York

Elisabetta di York è il personaggio meno allineato con la controparte storica. La storia ci insegna che ella fu una vera regina medievale, più interessata alla musica e alla danza che alle dispute politiche e agli intrighi di palazzo. Lasciò per questo motivo il ruolo di Regina alla suocera, Margaret Beaufort, che influenzò il regno di suo figlio, Enrico, e la formazione di suo nipote, Arturo.
La “Lisa greogryana” appare più simile al temperamento della genitrice e l’interpretazione di Jodie Comer è distante da quella di Freya Mavor che le passò il timone.
L’opera ci presenta una principessa bianca pronta a divenire regina rossa: una donna forte, tenace e intrigante, consapevole della sua bellezza e degli usi che potrebbe farne, ligia al suo dovere di madre e pronta a difendere lo status che ha ottenuto imboccando la via del sangue.

“Gli uomini sono deboli, succubi della bellezza.
Le donne devono essere più forti.”
Regina Madre Margaret Beaufort

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Da sinistra. Re Enrico VII d’Inghilterra con la Regina madre Margaret Beaufort

Nella serie televisiva “The white queen”, Re Riccardo III d’Inghilterra è stato ripulito dai giudizi e dai pregiudizi che attanagliavano la sua figura, a causa della storia scritta dai vincitori (i Tudor), e che deformarono anche la coscienza del sommo William Shakespeare, figlio del suo tempo e autore della nota opera teatrale “The Life and Death of King Richard III”, nella quale il personaggio è stato rappresentato come un uomo, gobbo e malformato, invidioso, subdolo e mosso dai più biechi desideri.
In una sorta di osmosi culturale, le peculiarità che caratterizzavano il Richard shakespeariano sono state trasmesse all’Henry gregoryano.
Nella serie televisiva “The white princess”, Re Enrico VII d’Inghilterra appare come un sovrano poco abile nel suo nuovo ruolo, privo di carisma e privo dell’amore del popolo, con un seguito talmente vacillante, da trovare traditori persino tra i suoi strenui sostenitori. Uomo più idoneo a conquistare il potere che a gestirlo, Enrico è vissuto in esilio, lontano dall’Inghilterra e dalla nobiltà, con la sola guida dello zio, Jasper Tudor, e la lontana presenza della madre, Margaret Beaufort. Esperto nei combattimenti e abile nelle battaglie, non è stato sufficientemente preparato a ciò che sarebbe accaduto dopo la conquista del trono. E i suoi alleati, suo zio e sua madre, non sono in grado di prestargli il giusto aiuto.

“Siamo donne.
E le donne fanno quello che bisogna fare.”
Margert di York, Duchessa di Borgogna

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Margaret di York duchessa di Borgogna

Ed è in questo quadro che si inserisce Elisabetta di York, protagonista femminile segnata da una evoluzione così forte e repentina da lasciare sbigottito il marito e gli stessi spettatori.
La forza, che in lei non è mai mancata, viene, improvvisamente, canalizzata a difesa della rosa rossa dei Tudor.
Lei, che in passato aveva redarguito la madre per il suo strenuo attaccamento al trono, si ritrova intossicata dallo stesso veleno che aveva corrotto la genitrice, conducendola alla morte. Sinceramente coinvolta dalla paura di perdere i propri figli, Arturo ed Enrico, e viziata dalla supremazia regale, Lisa sarà l’unica ad avere il coraggio di compiere la missione della sua vita, e in un ultimo e disperato tentativo di salvare la corona e la prole, si accomunerà a Caino, commettendo il supremo peccato biblico del fratricidio.

 

Eleonora Fara

2 commenti su “RECENSIONE SERIE TV: “THE WHITE PRINCESS””

  1. Buongiorno Tiziana, ti ringrazio, ancora una volta, per il tuo intervento, ma ti invito a guardare “The white princess” e farmi sapere il tuo parere, così mi potrai dire se hai cambiato idea su Elisabetta “Lisa” di York o se il tuo parere negativo sul personaggio è stato confermato.Se posso, vorrei consigliarti di guardare questa miniserie come se fosse una produzione a sé stante, separata dalla serie madre, il recasting ti agevolerà in questo e potrai goderti la serie tv senza pregiudizi.
    Per quanto concerne l’immagine di Riccardo III, come ampiamente spiegato nella mia recensione, furono i letterati e i nobili del periodo successivo all’ascesa al trono di Enrico VII a descrivere Riccardo III come un mostro, gli attribuirono i seguenti problemi fisici: deforme, gobbo, storto, rachitico, piccolo di statura, debole di gambe, dai lineamenti duri e con la spalla destra più alta della sinistra. Nel 2014, l’osteoarcheologa dott.ssa Appleby, dell’Università di Leicester, ha condotto uno studio sulla colonna spinale ricostruita in un modello 3-D di Riccardo III, giungendo alla conclusione che questi soffrisse di una scoliosi idiopatica, sicuramente importante, ma facilmente celabile attraverso i vestiti, e che, comunque, tale problema non gli impedisse di muoversi o combattere. Sicuramente scegliendo Aneurin Barnard come inteprete di Riccardo di York si dà, visivamente, un immagine diversa e di impatto, in quanto si tratta di un attore giovane e avvenente.
    Non conosco la ragione per la quale la scrittrice Phlippa Gregory abbia scelto di accettare come veritiero il pettegolezzo riguardante un possibile matrimonio tra Riccardo di York ed Elisabetta “Lisa” di York. Non ho mai letto notizie in merito. Nel 1646, George Buck, discendente di un sostenitore degli York, pubblicò un’opera che consisteva in una biografia sul sovrano calunniato al fine di riabilitarne il nome, questi affermò di aver letto una lettera autografa di Lisa nella quale la giovane asseriva di voler sposare suo zio. Tuttavia, sebbene altre affermazioni di Buck furono ampiamente sostenute da prove sopravvissute alla censura dei Tudor, tale lettera non fu’ mai presentata.
    Concludendo, posso solo supporre le motivazioni che hanno indotto la Gregory a inserire questa contestata e incestuosa relazione amorosa: una motivazione personale, la scrittrice è chiaramente di parte, sostiene gli York a scapito dei Lancaster/Tudor, forse desiderava in qualche modo riunire i discendenti della rosa bianca; una motivazione letteraria, la scrittrice necessitava l’inserimento di un elemento piccante per concludere il suo romanzo degnamente.

    Eleonora Fara

  2. Premessa: non ho ancora visto questa serie tv, e nemmeno letto i libri da cui è tratta. E visto che in “The white queen” non ho sopportato la protagonista (da me prontamente soprannominata “The bitch princess”), non sono sicura che la guerderò, anche se comunque mi interessa perchè la serie di libri mi è piaciuta.
    Mi limito a dire che,, se lo scopo dell’autrice (presente anche come sceneggiatrice delle serie tv) era quello d riabilitare Riccardo III, ci è riuscita solo in parte, causa la sua incomprensibile scelta di mostrarlo alla fine come puttaniere che va con la nipote sotto al naso della moglie morente (ok, nel romanzo il tutto viene fatto passare come l’ennesima maledizione delle Woodwille allo scopo di riprendersi il trono….), contraddicendo del tutto il carattere del personaggio per come era stato sviscerato durante la serie (anche nei romanzi è cosi), e facendo soffrire noi poveri spettatori amanti di Anna e richard. Tra tutte le cose che l’autrice ha voluto smentire su di lui (tra l’altro,è vero che non aveva la gobba ma una forte scoliosi sì), ha tenuto proprio uno dei pettegolezzi che, per quanto se ne sa, era proprio tale. Riabilitatissimo…..

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