RECENSIONE SERIE TV: “I MEDICI”

Buon giorno meraviglie!

Oggi  la critica cinematografica di Liberamente Me, in occasione della messa in onda della seconda stagione, ha recensito“I Medici” (“Medici – Masters of Florence”) è una serie televisiva anglo-italiana di produzione internazionale, incentrata sull’ascesa della nota famiglia di banchieri fiorentini de’ Medici, andata in onda in prima visione in Italia nel 2016 generando una forte critica.

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Trama. Firenze, XV secolo. L’improvviso e crudele assassinio di Giovanni di Bicci de’ Medici rende il banchiere fiorentino Cosimo de’ Medici patriarca della nota famiglia, composta dall’indomita moglie Contessina, dal rancoroso fratello Lorenzo e dall’inesperto figlio Piero, nonché dal fedele servitore e amico Marco Bello. La machiavellica famiglia si scontrerà con Rinaldo Albizzi il quale teme l’elevazione della Repubblica di Firenze nella Signoria dei Medici, fiore all’occhiello del rinascimento italiano.

Recensione serie TV: “I Medici”

Spoiler

Martedì 18 ottobre 2016, su Rai 1, andarono in onda i primi due episodi della serie tv “I Medici” conquistando uno share del 30%.

Il primo episodio è aperto dalla sigla “Renaissance” (Rinascimento, letteralmente) intonata dalla cantante inglese Skin, nota come Giudice di X Factor Italia 2015, che unisce una voce ritmica e graffiante all’elettro rock moderno, creando una suggestiva atmosfera rinascimentale, sorretta dalla carrellata di immagini che si susseguono una dopo l’altra: lo stemma dei Medici, il Duomo di Firenze spoglio della sua Cupola, uno scorcio fiorentino e il profilo del volto dei protagonisti della serie tv interpretati dagli attori: Richard Madden, Stuart Martin, Annabel Scholey e Dustin Hoffman.

“Io giudico l’intero vigneto da questa singola vite
e quando è pronta so che è tempo di vendemmiare.”
Giovanni de’ Medici

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Giovanni de’ Medici

La telecamera indugia su un vigneto maturo in una solare giornata autunnale, l’anziano proprietario assapora l’uva dolce scrutando da lontano la sua amata Firenze. L’idillio è interrotto da un funerale, volti tristi, abiti scuri e il rintocco delle campane. Giovanni de’ Medici è morto, avvelenato dalla cicuta cosparsa nell’uva. È l’inizio di un giallo che accompagnerà il telespettarore per otto episodi trovando la giusta risposta solo alla conclusione di essi: chi ha ucciso Giovanni de’ Medici?

Inizia così il caratteristico, e a tratti scombussolante, passaggio tra scene che ci raccontano avvenimenti passati e scene che ci mostrano le vicende future e successive alla morte del patriarca. Solo con la terza puntata il presente prenderà il sopravvento concedendo solo pochi e brevi flash-back al fine di creare episodi più lineari e godibili.

“Prima di intraprendere una vendetta
scava due tombe.”
Cosimo de’ Medici

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Cosimo de’ Medici

Cosimo de’ Medici appare come un uomo deciso, severo e cupo. Poco incline ad entusiasmi e risate, vive in un costante affanno. Lontana è la spensierarezza giovanile che ha accompagnato il periodo romano dove visse come artista accanto all’amante e musa Bianca e al famoso Donatello. Ora, il nuovo capostipite di Casa de’ Medici, porta sulle sue spalle il gravoso peso di una famiglia, di una banca e di una repubblica. Costretto a sposare una donna che non conosceva, non si è concesso il lusso di un nuovo amore sottraendo alla moglie la possibilità di amarlo e di coadiuvarlo nel suo difficile compito. Fortemente risentito con il padre, Giovanni, per avergli impedito una carriera artistica, e con la madre, Piccarda, per averlo costantemente incolpato della morte accidentale del fratello gemello Damiano, Cosimo non si libererà dello spettro dei suoi genitori nemmeno quando questi spireranno lontani dalla sua presenza, uno morto per avvelenamento, l’altra morta per peste. L’unica licenza che riesce a concedere a sé stesso è la realizzazione della cupola del duomo, primo amore del giovane banchiere e motore centrale di tutto il racconto, grazie al quale conosceremo il folle genio Brunelleschi.

“La cupola non verrà completata da un artista o da un architetto.
Verrà completata da un uomo capace di raccogliere
le vaste risorse necessarie a terminare il lavoro.
Un uomo di grande ricchezza e potere”.
Giovanni de’ Medici

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Filippo Brunelleschi

Contessina de’ Bardi è uno dei protagonisti principali e il personaggio femminile più importante. Ma il suo ruolo non può essere semplicemente descritto in virtù delle sue qualità di moglie di Cosimo e di madre di Piero. Donna astuta e forte, forse più del marito a cui ruba costantemente i riflettori con la sua sola presenza, riempie la scena col suo personaggio non in linea coi tempi, iconoclasta, più tenace e più all’avanguardia. Un personaggio che non si priva delle fragilità che la rendono ancora più amabile e vera agli occhi dello spettatore, come, per esempio, il cieco amore nei confronti del marito a cui perdona persino il tradimentocon la schiava Maddalena che le donerà un figlio illegittimo.
Contessina, che da sempre è stata declassata e sminuita dal marito, costituirà l’ultimo baluardo per un Cosimo ormai condannato a morte, ed entrando come una furia a cavallo nella Signoria supplica per lui una commutazione della pena ottenendo il semplice esilio. Macchia nell’orgoglio del banchiere che difficilmente perdonerà alla moglie.

“Ho rischiato tutto per salvarti, ed è così che mi ripaghi?
Credevi di essere un martire, ma non eri altro che un bambino con una spada di carta.
Potessi scegliere di nuovo, forse, ti lascerei morire.”
Contessina de’ Bardi

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Contessina de’ Bardi

Lorenzo de’ Medici è il fratello minore di Cosimo che, come il maggiore, ha vissuto le ardue punizioni a cui il padre li sottoponeva costantemente per rendere i figli degni del nome che si era conquistato con fatica. Lorenzo, da sempre innamorato della popolana Rosa, aveva vissuto come Cosimo il trauma dell’allontanamento e del fallimento di un vero amore. Inoltre, in costante competizione col fratello, era stato scartato dal padre nella possibilità di ottenere il suo lavoro. Giovanni de’ Medici aveva compreso che, oltre le spiccate doti d’artista, Cosimo possedeva tutti i requisiti necessarie alla gestione della banca, elementi che lo portarono a preferirlo a Lorenzo, l’unico veramente felice di poter portare avanti questo importante lavoro famigliare. Spodestato nel cuore del padre e del fratello, Lorenzo vivrà come ultimo affronto il doversi difendere dall’ignominiosa accusa dell’amico Marco Bello di aver ucciso il padre Giovanni de’ Medici.

“Cosimo, ti rendi conto che, ogni giorno che passa,
somigli sempre di più al nostro defunto padre?”
Lorenzo de’ Medici

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Lorenzo de’ Medici

 

Nel frattempo, la Repubblica di Firenze è minacciata dalla nobile famiglia fiorentina degli Albizzi che tenta con ogni mezzo di imporre il proprio dominio. Rinaldo Albizzi, erede morale di un’antica antipatia famigliare, contrasterà Giovanni, prima, e Cosimo, poi, responsabili dell’impoverimento della sua famiglia. Gli Albizzi sono l’estrema rappresentazione di una casta nobiliare immobile e immutata, chiusa nelle severe regole aristocratiche medievali. Gli Albizzi non accettano che un povero popolano possa diventare un ricco aristocratico e sminuiscono il lavoro del bancario a semplice usura. Ma, ben presto, scopriremo che dietro gli Albizzi si cela un’altra famiglia nobile, ben più forte, ricca e agguerrita: i Pazzi. E proprio come il giovane e fragile fanciullo Davide è riuscito a sconfiggere il gigante Golia, anche Cosimo dovrà lottare e vincere la sua battaglia contro Andrea de’ Pazzi.

“I Pazzi non sono una minaccia per voi Medici.”
Bernardo Guadagni

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Piero de’ Medici

Gli italiani, in particolari, e gli europei, in generale, amano e rispettano la propria storia, tale attaccamento alle radici può portare a criticare prodotti con ampie licenze poetiche. Spesso, infatti, serie tv storiche che all’estero trovano un ampio riscontro in Italia restano telefilm di nicchia, amati e conosciuti da pochi. È il caso di “Roma”, amatissima serie tv americana che passò quasi inosservata in Italia, o della serie tv canadese “I Borgia”, ampiamente contestata per i numerosi eventi inventati o modificati. Il caso “I Medici” non è diverso. Il pubblico italiano fremeva nell’attesa di una produzione che esaltasse la famiglia medicea riportandone dettagliatamenti le gesta. Ma una serie tv non è un documentario. Le numerose libertà di adattamento alla regia hanno fortemente influenzato l’opinione pubblica portando ad un’aspra critica del telefilm. Eppure, “I Medici” non fa che ripercorrere quella strada già battuta da altre serie tv di spicco. Pensiamo a “Il trono di spade” (“Game of thrones”) che inizia proprio con un (tentato) omicidio e la necessità della famiglia di scovare il colpevole.

Sicuramente il telefilm non è esente da errori, in particolare nei primi episodi si fatica a seguire il filo logico del passaggio tra “presente” e “passato flashback”, ma siamo già un passo avanti alle precedenti produzioni italiane. La Rai, con uno slancio coraggioso, è arrivata a creare una serie tv che ha superato i confini italiani, anche grazie alla scelta di un cast internazionale, dimostrando di saper scegliere sapientemente i propri interpreti.
E se qualche madornale errore è stato commesso, e se seguire la trama può risultare un cammino lento e difficoltoso, molti sono gli aspetti che tendono la mano in soccorso e che rendono questa serie tv degna di essere stata realizzata e degna di essere guardata, anche solo per vedere Cosimo de’ Medici impazzire per la realizzazione della sua amata cupola, anche solo per la soddisfazione di vedere David Bradley riuscire finalmente a dare in sposa una delle sue figlie a Richard Madden. Chi ama le serie tv, chi ha amato “Il trono di spade” e “I Medici” lo sa.

 

Eleonora Fara

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