RECENSIONE SERIE TV: “I MEDICI 2 – LORENZO IL MAGNIFICO”

Buon giorno meraviglie!

Oggi la critica cinematografica Eleonora Fara ci parla della 2° stagione de “I Medici – Lorenzo Il Magnifico” serie tv conclusa la scorsa settimana con 8 episodi all’attivo…

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“I Medici 2 – Lorenzo il Magnifico” (“Medici – The Magnificent”) è la seconda stagione dell’omonima serie tv di produzione anglo-italiana, andata in onda in Italia in prima visione su Rai 1 nell’autunno del 2018, ripercorre le vicende di uno degli eventi storici italiani e fiorentini più noti la Congiura dei Pazzi ai danni di Lorenzo il Magnifico e di tutta la famiglia de’ Medici.

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Trama. Piero de’ Medici, erede di Cosimo de’ Medici, ormai anziano e malato, ha portato al fallimento la banca familiare. Seppur giovanissimo, Lorenzo de’ Medici riesce a prendere le redini della banca, della famiglia e della repubblica, ma è continuamente osteggiato dalla nobile famiglia fiorentina dei Pazzi, composta dal malvagio e calcolatore Jacopo de’ Pazzi e dai suoi nipoti orfani, Francesco e Guglielmo. Sebbene sia innamorato fin dalla fanciullezza della sua musa, Lucrezia Donati, Lorenzo è costretto a sposare la nobile romana Clarice Orsini, bella e amorevole; mentre suo fratello minore, Giuliano, scapolo e libertino, si innamorerà di Simonetta Vespucci, la musa che ha ispirato Sandro Botticelli per opere famose come “Venere e Marte” e “Primavera”. L’inaspettato matrimonio tra Bianca de’ Medici e Guglielmo de’ Pazzi appiana momentaneamente le divergenze famigliari che hanno diviso la Repubblica di Firenze in due fazioni, ma Jacopo non si arrende ed escogiterà con Papa Sisto IV la nota Congiura dei Pazzi per rovesciare la tirannia di Lorenzo il Magnifico.

Recensione serie TV “I Medici 2 – Lorenzo Il Magnifico”

∼ Spoiler ∼

Colate di oro fuso illuminano lo sfondo nero forgiando quel simbolo che presto rivelerà essere il giglio fiorentino. Le note della familiare melodia di apertura riportano alla mente i ricordi di una Firenze dilaniata dalla lotta intestina tra i Medici e gli Albizzi che pur seppe raccontare del profondo e duraturo legame fra il capostipite della famiglia de’ Medici e la sua giovane e fedele moglie. Ma la musica è più lenta, ritmica e raffinata, trascina in uno stato di angoscia e trepidazione, e il lungo elenco dei nomi che compaiono in sovrimpressione rivela un cast rinnovato e adattato al nuovo e “più recente” contesto storico: Daniel Sharman, Bradley James, Alessandra Mastronardi, Matteo Martari, Synnøve Karlsen, Aurora Ruffino, Filippo Nigro, Sean Bean e Raoul Bova.

“Farò di Firenze una vera Repubblica”
Lorenzo de’ Medici

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Da sinistra: Lucrezia Tornabuoni. Al centro: Lorenzo Il magnifico. A destra: Giuliano de’ Medici

La telecamera rivela un luogo e una data: siamo a Firenze ed è il 26 aprile 1478. La repubblica fiorentina è gettata nello scompiglio e un coraggioso e affascinante Lorenzo de’ Medici guida un piccolo gruppo armato intento a scovare il temibile nemico, che presto si paleserà sguainando la spada contro il giovane. L’immagine si blocca e torna indietro, a ben nove anni prima. È solo una prolessi, l’anticipazione di un evento storico noto della storia italiana e fiorentina. Sappiamo cosa è accaduto, ma non conosciamo in quale modalità la serie televisiva presenterà gli accadimenti accompagnando il telespettatore a quel preciso evento storico, possiamo solo aspettare e guardare.

“In ogni tavola c’è uno dei Magi che va a Betlemme per vedere il Bambino.
Li riconosci?
Quello è tuo padre e quello è tuo nonno, su un muro del tuo bisnonno.
Questo significa che la nostra famiglia è qui per servire Dio come fecero i Magi.
E ora, guarda chi è che ci guida: sei tu, Lorenzo.
Un giorno ci guiderai, come tuo padre ha guidato la famiglia e suo padre prma di lui.”
Contessina de’ Bardi

Attraverso pochi ma decisivi flashback, godiamo del ritorno di due personaggi, amati e conosciuti nella prima stagione, Contessina de’ Bardi e Marco Bello, entrambi reinterpretati da Annabel Scholey e Guido Caprino, truccati e invecchiati per l’occasione, che con la loro saggezza, in campi diversi, forgeranno il futuro Lorenzo il Magnifico. È ormai iconica la scena in cui un’anziana Contessina conduce il giovanissimo nipote nella Cappella dei Magi nel Palazzo Medici per mostrargli l’affresco in cui suo padre e suo nonno sono rappresentati come due dei tre re magi e lui, un idealizzato Lorenzo de’ Medici, li guida, in pompa magna, su un cavallo bianco, predicendo il magnifico futuro dell’erede: erudito, poeta, amante dell’arte, stratega, condottiero e sovrano illuminato.

“Clarice, se tu mi dai il tuo cuore prometto, davanti a Dio, che me ne prenderò cura.
Io non ti conosco e tu non conosci me e non mi ami, ma col tempo mi ameresti e io amerei te,
con tutto quello che sono, adesso e anche in futuro.”
Lorenzo de’ Medici

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Da sinistra. Clarice Orsini con il marito Lorenzo de’ Medici

È Lorenzo de’ Medici a presentarci Lucrezia Donati, la cui bellezza è decantata in ogni sua poesia. Gentildonna fiorentina, bella e intelligente, fu’ da lui amata sin dalla giovane età di sedici anni, ma la ragazza non possedeva le giuste qualità per poter sposare l’erede della famiglia medicea ed era stata costretta ad unirsi in matrimonio con l’anziano mercante Niccolò Ardinghelli. Di contro, per ragioni politiche, Lorenzo de’ Medici fu’ costretto a sposare, prima per procura, poi tradizionalmente, la nobildonna romana Clarice Orsini, forse meno acculturata e progredita della bella fiorentina, ma fedele e compassionevole, pia e interessata ad una vita monacale, amò sinceramente Il Magnifico, da lui ricambiata. Per amore di Clarice, Lorenzo mise da parte Lucrezia. E nonostante la storia ci insegni che l’amore tra Lorenzo e Lucrezia fu’ forte e puro, dichiaratamente platonico, i telespettatori non possono non schierarsi dalla parte dell’ingenua e tradita Clarice che, seguendo le orme della nonna di Lorenzo, saprà coadiuvare e sostenere il marito nei momenti difficile e riuscirà a farsi amare donandogli il primo dei loro futuri dieci figli e raccogliendo l’eredità del tanto amato personaggio di Contessina.

“A certi uomini piace tenere le cose belle in gabbia, in mostra per gli altri. A me no.
Quando le dipingo lo faccio per liberarle.
Io verrò qui ogni giorno, Madonna, e vi implorerò di dipingervi,
di liberarvi, se non da una gabbia, allora sarà dalle offese del tempo.
Vi renderò immortale.”
Sandro Botticelli

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“Venere e Marte” dipinto a tecnica mista su tavola, di Sandro Botticelli, databile tra 1482 – 1483. Il viso di Venere è attribuibile a quello di Simonetta Vespucci, quello di Marte corrisponde al viso di Giuliano de’ Medici.

“Cos’altro fare se non andare avanti? È un genere diverso di “Venere e Marte”, sono in un aranceto in mezzo a fiori, a frutta e colore. La chiamerò “Primavera” perché dopo la morte torna la vita. Si rinasce.”

Sandro Botticelli

La serie tv “I Medici”, celebra l’arte in tutte le sue forme: è un inno all’amore e alla conoscenza del nostro patrimonio artistico apprezzato e invidiato da tutto il mondo. Se nella prima stagione abbiamo avuto l’occasione di conoscere Donatello e Brunelleschi e di poter seguire l’agognata realizzazione della Cupola della Chiesa di Santa Maria del Fiore. Nella seconda stagione compaiono il poeta Angelo Poliziano e il pittore Sandro Botticelli, attraverso il quale abbiamo ripercorso il possibile retroscena della realizzazione del noto dipinto “Venere e Marte”. Sandro Botticelli e Giuliano de’ Medici amano sinceramente Simonetta Vespucci, giovane e affascinante nobildonna maritata. Quello di Sandro è un amore artistico e platonico, quello di Giuliano è un amore romantico e carnale , ed è solo quest’ultimo a essere proibito, pertanto è irresistibile e bramato dai giovani che vivono con coraggio la relazione adulterina che condurrà la giovane ad un atroce morte per consunzione. Privato della musa ispiratrice e avvilito dalla scomparsa dell’amico, Botticelli realizzerà in onore dei due giovani e sventurati amanti “Primavera”, l’opera della rinascita e della nuova vita.

“Adesso voglio che tutta la famiglia Pazzi sia perseguitata e sia sterminata.
E voglio che tutti i loro beni siano confiscati e siano dati al popolo.
E voglio che il loro stemma sia rimosso da ogni palazzo, da ogni documento, da ogni moneta
e da ogni luogo di questa nostra città.
Io voglio che il nome dei Pazzi sia cancellato per sempre dalla storia.”
Lorenzo de’ Medici

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Jacopo Pazzi, capofamiglia e mente della congiura contro i Medici

 

La seconda stagione è incentrata intorno ad un evento storico fondamentale, pertanto ogni episodio tende a quello che sarà l’obiettivo: la Congiura dei Pazzi. I primi sette episodi costituiranno gli antefatti della congiura, preparata nell’arco narrativo di nove anni, e attuata durante l’ottavo ed ultimo episodio che ripercorrerà i tragici eventi del 26 aprile 1478.
I Pazzi rappresentano la nobiltà medievale, chiusa alle novità, gelosa dei propri beni e crudele verso il popolo, intimorita da chi riesce con le proprie forze a elevarsi socialmente.
I Medici rappresentano il nuovo che avanza, il Rinascimento nella sua forma di elevazione artistica, filosofica e morale, quella casta nuova e pericolosa di mercanti e banchieri, ricchi come i nobili, ma privi di titolo nobiliare come il popolo.
Eredi morali del rancore degli Albizzi, i Pazzi si scontrano con i Medici in più terreni, sono infatti anche loro potenti banchieri fiorentini, ma possiedono un titolo nobiliare di lunga data che fa capo a Pazzino de’ Pazzi.
L’inimicizia già interiorizzata, trova sollecitazione nei più svariati accadimenti: il pontefice aveva esautorato la Banca de’ Medici dall’amministrazione delle finanze pontificie affidandole alla Banca de’ Pazzi, la questione della più redditizia fonte di guadagno papale: l’allume, e il trattato che Lorenzo de’ Medici era riuscito a concludere tra Firenze, Venezia e Milano.
La Congiura era stata accuratamente preparata da Jacopo Pazzi, Francesco Pazzi, Francesco Salviati e Giovan Battista Montesecco. Questi godevano dell’appoggio del Papa, Sisto IV, e di tutti i suoi territori pontifici, compresa Imola, nonché dell’appoggio esterno della Repubblica di Siena e del Regno di Napoli.

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Da sinistra. Papa Paolo IV con l’arcivescovo di Pisa, Francesco Salviati

Il piano prevedeva che Lorenzo e Giuliano de’ Medici venissero uccisi nel Duomo, dove la domenica sarebbe stata officiata la Santa Messa da Riario Sansoni, colpiti a tradimento nel momento solenne dell’elevazione, in cui tutti si mettevano tradizionalmente inginocchio.
Ma il piano fallì miseramente, giacché solo Giuliano morì, mentre Lorenzo fu’ solo ferito.
Inoltre, i Pazzi ritenevano che il popolo fiorentino, liberato dalla tirannia medicea, si schierasse dalla loro parte, ma contrariamente alle aspettative i congiurati furono osteggiati e condannati nelle loro azioni, i fiorentini si ribellarono massacrandoli e impiccandoli, dando inizio ad una rivolta popolare difficile da sopprimere.
I Pazzi non furono solo condannati a morte e spogliati dei loro possedimenti senza processo, ma fu’ loro inflitta la pena della Damnatio memoriae (letteralmente, La condanna della memoria), attraverso la quale ogni documento che attestava l’esistenza dei Pazzi fu’ distrutto e il loro nome fu’ cancellato dalle pagine della storia.

“Goditi il vino della giovinezza
è una coppa da cui si beve una volta sola.”
Piero de’ Medici

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Lucrezia Donati, nobildonna amata da Lorenzo Il Magnifico sin dall’età adolescenziale

Con “I Medici – Lorenzo il Magnifico” la Rai ha saputo ripetere il successo della prima stagione, conservando gli aspetti che hanno conquistato il telespettatore e modificando quelli che avevano portato a una critica negativa. In particolare troviamo una maggiore attenzione alla verità storica, che viene quasi seguita pedissequamente nell’episodio finale.

Le scenografie e i costumi rivelano un particolare impegno, impiegato solo parzialmente nel doppiaggio italiano. Ancora una volta si ripete la scelta di un cast eterogeneo che unisce attori stranieri di fama mondiale, primo fra tutti Sean Bean, che come Richard Madden (che in “I Medici – Signori di Firenze” aveva interpretato Cosimo de’ Medici) aveva preso parte alla nota serie tv “Il trono di spade”, e attori italiani che hanno dimostrato di sapersi calare in ruoli storici e complessi, sapendo confrontarsi con attori statunitensi e inglesi: Alessandra Mastronardi (Lucrezia Donati), Matteo Martari (Francesco de’ Pazzi), Aurora Ruffino(Bianca de’ Medici), Filippo Nigro(Luca Soderini) e Raoul Bova (Papa Sisto IV).

Eleonora Fara

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