RECENSIONE SERIE TV (BBC): “THE WHITE QUEEN”

Buon giorno meraviglie!
Oggi parliamo di Serie TV ed in particolar modo di “The White Queen” (“La regina della rosa bianca”). A parlare della fortunatissima serie della BBC è Eleonora Fara, a cui oggi diamo il benvenuto in qualità di contributor per “Liberamente Me”…

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“The White Queen” (“La regina della rosa bianca”) è l’adattamento televisivo della saga letteraria “La guerra dei cugini” opera della scrittrice inglese Philippa Gregory della quale riprende e unisce i primi tre libri “La regina della rosa bianca”, “La regina della rosa rossa” e “La futura regina” realizzando una serie televisiva composta da un’unica stagione di 10 episodi da 60 minuti ciascuno che è stata rilasciata nell’estate del 2013.

Trama “The White Queen”

1464. Elisabetta Woodville, l’affascinante figlia di Riccardo Woodville I, conte di Rivers, e di Giacometta di Lussemburgo, dopo la morte di suo marito trucidato nel campo di battaglia mentre guidava le truppe dei Lancaster, è rimasta vedova con due figli in tenera età da accudire e nessun potere e possedimento, in quanto spodestata dalla Casa reale degli York. Elisabetta raggiunge il corteo del nuovo re York: Edoardo IV d’Inghilterra per supplicarlo di resituirle il potere e le terre che le sono state tolte. Il virile e regale Edoardo, rimane affascinato dalla donna che, seppur appartenente a un casato reale nemico e seppur in età matura, già vedova con figli, appare come un angelo dai capelli biondo cenere e la pelle diafana. Edoardo stringe la donna in un corteggiamento al quale Elisabetta non saprà resistere, scegliendo di sposarla in gran segreto e di farla diventare la futura regina d’Inghilterra: la regina dalla rosa bianca. Richard Neville, il “creatore di re”, la rifiuta come sua regina, e opera affinché sul trono d’Inghilterra salga, prima Giorgio Plantageneto, fratello minore di Edoardo e sposo di Isabella Neville, poi, Edoardo di Lancaster, erede designato dei Lancaster e primo marito di Anna Neville. E quando ormai la guerra delle due rose sembra volgersi a favore della Rosa bianca, Re Edoardo muore lasciando orfani due figli troppo giovani, la cui sparizione nella Torre di Londra è divenuta il fulcro di un enigma che ancora oggi non è stato risolto. Riccardo III d’Inghilterra e sua moglie Anna Neville si scontreranno con il futuro Enrico VII d’Inghilterra e sua madre Margaret Beaufort nella battaglia finale che darà inizio alla breve, ma significativa dinastia Tudor.

∼ SPOILER∼

Recensione serie TV: “The White Queen”

L’originalità dell’opera consiste nel raccontare una guerra dinastica attraverso gli occhi di una donna, o meglio di tre donne, le tre regine che si succederanno al trono d’Inghilterra, raccontando le loro paura e le loro ambizioni:

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Da sinistra. Elisabetta Woodwille, Anne Neville, Margaret Beaufort.

♥ “La regina della rosa bianca”, la Regina consorte Elisabetta Woodwille sposa di Edoardo IV,
♥ “La futura regina”, la Regina consorte Anna Neville sposa di Riccardo III,
♥ “La regina della rosa rossa”, la Regina madre Margaret Beaufort madre di Enrico VII.

“Non dubitate del mio coraggio, vostra grazia, esso è pari a quello di un uomo.”
Elisabetta Woodville

Elisabetta Woodville appare come una giovane vedova dedita all’accudimento dei suoi figli, ma tanto coraggiosa e determinata da affrontare da sola il re in persona. Il suo destino sembra ormai segnato: crescere i figli, occuparsi del suo piccolo appezzamento di terra, forse risposarsi con qualche nobile decaduto. Ma l’incontro col suo nemico cambia tutto: si innamorano, si sposano, diventano i regnanti di Inghilterra; ed Elisabetta capirà ben presto che dovrà temprare il suo carattere se vorrà impedire che il suo fragile capo si sgretoli sotto il peso della corona. Sposare il re e diventare regina consorte ha come logica conseguenza che ogni figlio e figlia nato all’interno del matrimonio sia per diritto di nascita principe e principessa reale, significa porre un bersaglio costante sulla propria testa, lottare ogni giorno per salvarsi la vita. Elisabetta, da vittima diventa carnefice. All’inizio impaurita e remissiva, dopo ambiziosa e determinata, tanto da apparire come il burattinaio che tira i fili annodati intorno all’armatura del marito.

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Da sinistra. Elisabetta Woodwille e suo marito Re Edoardo.

“Non puoi innamorarti di un re di York, a meno che tu non riesca a trarne profitto.
Dovrai farti strada nel sangue e conoscerai la perdita.
Dovrai essere più forte.”
Contessa Giacometta di Lussemburgo

Mentre i personaggi maschili, avvenenti, coraggiosi e abili nel loro mestiere, appaiono persino scontati nella loro abnormale normalità, i personaggi femminili abbandonano il classico ruolo che la visione medievale attribuiva alla donna, indossando metaforicamente l’armatura maschile e guerreggiando più e meglio di un qualsiasi altro uomo in quella guerra femminile, fatta di falsi sorrisi e di ipocrite condoglianze alla donna alla quale tu stessa hai strappato il figlio. E nel susseguirsi di giustiziazioni e battaglie, saranno solo le scelte delle donne a determinare la conclusione della Guerra delle due rose.

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I fratelli di York: Giorgio, Edoardo, Riccardo.

“State attente.
Le vostre maledizioni durano a lungo,
e potrebbero colpire qualcuno che amate”
Re Riccardo III d’Inghilterra

La magia e la religione si intrecciano in una visione baudelairiana dove la preghiera diventa la formula magica adatta alla risoluzione dei problemi e al perseguimento di uno scopo. La strega, Elisabetta, si avvarrà della magia che scorre nel suo sangue in quanto discendente della mitica divinità del fiume, Melusina, arrivando a gettare una maledizione sulla sua stessa discendenza. La pia, Margaret, ricorrerà al privilegiato e presunto rapporto diretto con il Dio cristiano, sfruttando ogni minimo accadimento come simbolo del volere divino, e al grido di “Deus Vult” combatterà con blasfema spietatezza.

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Margaret Beaufort

“Se tornassi indietro non vorrei più essere regina.”
Regina Anna Neville

Tra la yorkista Elisabetta e la lancastriana Margaret, si insinuerà un personaggio inaspettato, Anna Neville, la figlia del creatore di re, la cui crescita è palpabile episodio dopo episodio. Prima sciocca ragazzina abilmente sfruttata dal padre, poi ambiziosa sposa e madre, e, infine, rassegnata sovrana. La futura regina troppo tardi capirà che la corona porta con sé rinunce e sacrifici, e che tutto l’oro e la seta del mondo non possono compensare le perdite, troppo tardi capirà che l’invidia segretamente covata verso Elisabetta Woodville non era dettata dalla sua condizione regale, ma dal desiderio di essere amata nello stesso modo in cui Edoardo amava Elisabetta, quell’amore solido che aveva accompagnato il re sul letto di morte sino al suo ultimo respiro e che Anna non conoscerà mai.

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Da sinistra. Re Riccardo III e Anne Neville.

Ormai anziana e consumata dovrà subire il corteggiamento di suo marito, Re Riccardo III, verso la sua stessa nipote, Elisabetta di York, figlia della donna che ella tanto disprezzava e invidiava, subendo, ancora in vita, il peggiore contrappasso dantesco.

 

Eleonora Fara

5 commenti su “RECENSIONE SERIE TV (BBC): “THE WHITE QUEEN””

  1. Buongiorno Tiziana, grazie per avere commentato, mi ha fatto veramente piacere leggere la tua opione puntuale e appassionata, la trovo un valore aggiunto alla mia recensione e ti invito a continuare a seguirmi per altri articoli sulle serie tv. Prima di risponderti vorrei ricordati che la recensione non prescinde dal mio parere personale, ma ne è la diretta conseguenza, pertanto è chiaro che pur tentando di recensire con obiettività e discernimento, sarò sempre e inevitabilmente influenzata dal mio gusto personale; io non costituisco un soggetto super partes e la mia recensione non si arroga il diritto di divenire portavoce del parere di tutte le persone che hanno visto la serie tv, ma rappresenta solo ed esclusivamente me e le emozioni che la sua visione ha suscitato. Giustamente, è possibile venire in conflitto con una recensione che porta avanti un parere personale, ed è per questo motivo che è sempre possibile commentare (sia attraverso il blog, che attraverso i social network) per dare voci alle diverse versioni.

    Detto questo, mi auguro che la mia risposta sia soddisfacente, la articolerò in tre punti per una maggiore chiarezza.
    Anna Neville è nata l’11 giugno 1456 ed è morta il 16 marzo 1485, pertanto alla sua morte ella non aveva ancora compiuto il 29esimo anno di età. Teniamo conto che: il concetto di anzianità odierno non corrisponde al concetto di anzianità nel Medioevo, infatti, la durata media della vita era di 45 anni circa e una donna di 28 anni è già considerata anziana. Tuttavia, questa è la versione storica, io mi attengo all’argomento in questione, la recensione della serie tv. Nel finale di stagione, Anna Neville appare molto pallida, con occhiaie ben pronunciate, fragile e sterile, consumata dalla tubercolosi e ben più anziana del marito. Il termine “anziana” va oltre il senso letterale, serve per evocare celermente un concetto che, altrimenti, avrei dovuto spiegare con più parole, come adesso, e l’articolo in un blog ha una lunghezza limitata.
    È vero che Elisabetta utilizza i suoi poteri per realizzare i suoi desideri, ma Anna non ha alcuna prova in merito, le sue sono semplici supposizione non supportate da alcuna testimonianza tangibile, tanto che, quando si esprime col termine “strega” o racconta delle maledizioni, Riccardo non sostiene mai la sua tesi, o la confuta o la ignora, semplicemente. Quindi, a mio modesto avviso, Anna non odia Elisabetta per le sue maledizioni, piuttosto le maledizioni diventano la giustificazione dell’odio viscerale che Anna prova nei confronti di Elisabetta, ritenuta la rovina dei Warwick che, invece, si sono rovinati con le proprie mani non accettando la nuova regina e combattendo strenuamente Re Edoardo.
    Per quanto concerne la questione della presunta invidia covata da Anna Neville nei confronti di Elisabetta Woodville, come hai già sottolineato tu nel commento (“Secondo me”) si tratta solo ed esclusivamente di una opinione personale, pertanto opinabile. Abbiamo visto la stessa serie televisiva, ma l’abbiamo interpretata in due modi diversi. Quello che posso aggiungere a sostegno della mia tesi è, molto semplicemente, che i tuoi riferimenti iniziano con la Regina Elisabetta che è costretta a scegliere Isabella e Anna Warwick come sue dame di compagnia, tuttavia questo è accaduto solo nel terzo episodio “The storm”, ma la storia inizia prima. Fin dal primo episodio trapela l’invidia di Richard Warwick nei confronti della posizione privilegiata che è riuscita a raggiungere la famiglia Woodwille ritenuta da lui inferiore e quindi indegna di poter salire al trono. Tale risentimento ha corroso la sua famiglia portandola alla rovina e anche Anna è stata contagiata dal male dell’invidia, non per sua scelta, ma per imposizione, infatti inizialmente apprezza la nuova regina ed è Isabella a metterla in guardia sul fatto che mai otterranno ciò che ha ottenuto lei e mai saranno amate come è amata lei Per tua stessa ammissione (“Ho amato tantissimo i personaggi di Anna e Riccardo”) hai sostenuto (in gergo televisivo “shippato”) la coppia “Riccardo x Anna” con grande passione ed entusiasmo, pertanto è chiaro che l’intera serie tv è stata filtrata ai tuoi occhi da questo grande amore. Anche qui parliamo di una questione personale e opinabile, ma io ho cercato di essere obiettiva e con la massima obiettività non posso affermare che l’amore che legava Edoardo ed Elisabetta sia paragonabile all’amore che legava Riccardo e Anna. Edoardo, benché avesse diverse amanti, tra cui la nota Jane Shore, non ha mai accettato altra donna al suo fianco, ed è egli stesso a chiarire a Elisabetta che nessuno prenderà il suo posto. Egli muore tra le braccia di Elisabetta, ed entrambi sono consapevoli del loro amore. Invece, seppur forte e puro, il sentimento che lega Riccardo ad Anna scompare alla vista di sua nipota Elisabetta “Lisa” di York, fattasi ormai una bella donna. Anna morirà da sola (Riccardo e Lisa fissavano separatamente l’eclissi ignorandola) consapevole che Riccardo si era, quanto meno, invaghito di Lisa, la figlia della donna che ella aveva tanto odiato.

    Eleonora Fara

    1. Beh diciamo che il fatto che nella sceneggiatura sia presente l’autrice dei libri (che parteggia apertamente per le woodville) purtroppo non ha favorito Anna, che in effetti da una puntata all’altra passa dall’essere felice della sua vita lontana dalla corte all’avere come unico obiettivo il trono (qui purtroppo il cambiamento è stato troppo repentino a mio avviso). Per quanto riguarda le maledizioni, dato che erano vere, conta poco il fatto che Anna non ne avesse alcuna prova: evidentemente era più sgamata sotto questo punto di vista di altri. Da quello che ho visto, fin dalla prima puntata elisabetta e la sua famiglia odiano isabella e anna e fanno di tutto per umiliarle.mossi sopratutto dalla loro avidità e dal volere prendere sempre più potere a corte senza lasciare nulla a nessuno. Infatti il padre di Anne non sarà stato Mr Simpatia (io l’ho detestato), ma era stato a fianco di Edoardo ed era anche grazie a lui che il re era sul trono; Elisabetta non mostra un minimo di gratitudine nei suoi confronti, chiede di avere le figlie come dame a corte solo su sollecitazione del marito (e qui è stato un errore di Warwick impuntarsi e non mandargliele, insomma potevano venirsi incontro entrambi); tutto questo ben prima dell’uccisione del padre e del fratello, che avrebbero costituito un’adeguata giustificazione ai suoi comportamenti. Anche il giorno dell’incoronazione, quando Warwick propone alla regina di farla accompagnare dalle sue figlie, il padre di Elisabetta gli risponde in maniera arrogante che ai primi posti ci saranno le sorelle della regina e che loro avrebbero dovuto stare dietro: giusto che lei preferisse avere a fianco le proprie sorelle, ma – sempre considerando la questione che il re era dove era anche grazie a quell’uomo, e che oltretutto era il tutore dei fratelli del re, avrebbe potuto agire diversamente e falre comuqnue partecipi. Sono stati i comportamenti avidi e arroganti della famiglia di Elisabetta a dare inizio a tutto ciò, visto che non ne avevano mai abbastanza del potere (ottenuto comunque senza alcun merito, al contrario di quello che, perlomeno, si potrebbe dire di Warwick). Nel libro inoltre viene bene messo in evidenza come Isabella e il suo neonato siano stati avvelenati da spie messe in casa loro da Elisabetta, che Giorgio fece giustiziare; ed Elisabetta deride la morte del piccolo davanti ad Anna (quest’ultimo particolare in effetti non ricordo se sia stato messo nella serie tv). Se non è una donna malvagia questa…persino la sua stessa madre è migliore di lei: l’aiuta sempre, ma le ricorda anche che ogni maledizione che lancia contro innocenti potrà avere conseguenze anche per lei. Ecco, diciamo che forse era il caso di ascoltarla….

      P.S: scusa di nuovo pe il commento ma mi fa piacere poterne discutere in questo modo, nn conosco nessuno che ha visto questa serie e quindi mi fa piacere avere uno scambio di opinioni con qualcuno anche se non la pensa come me.

    2. ho dimenticato un pezzo: per quanto riguarda riccardo, non vuole credere alla storia delle maledizioni perchè è fedele al fratello e non vuole pensare che si sia sbagliato cosi tanto da prendere in moglie una donna simile; ma in fondo in fondo qualche dubbio ce l’ha….altrimenti perchè avrebbe assunto in casa sua degli assaggiatori e perchè si sarebbe rifiutato di far venire il figlio a Londra, tranne che per l’incoronazione, tenendolo sempre lontano dalla corte? (nel libro infatti il bambino quando muore è nel castello dove vive ed è sempre vissuto). Mah, gatta ci cova…

      P.S: e con questo giuro che ho finito riguardo al tema! grazie per avermi dato l’opportunità di parlarne….

      1. Buongiorno Tiziana, rispondo ancora una volta al tuo commento con grande gioia. Da amante di “The white queen” sono contenta di poter intavolare una discussione con te, spesso è più appagante discutere di un argomento con una persona che presenta opinioni contrastanti alle tue, perché potrà darti gli strumenti per analizzare i fatti da un’angolatura diversa, come tu stai facendo con me e come io, spero, di star facendo con te, attraverso la mia recensione e i miei ulteriori chiarimenti.
        Purtroppo, devo sottolineare che la mia recensione verte solo ed esclusivamente su un argomento: la serie tv “The white queen”. I tuoi interventi riguardanti il romanzo da cui la serie tv è stata tratta sono molto interessanti, ma esulano dall’argomento di cui trattiamo. Chiaramente, avendo visto la serie tv e letto i romanzi tendi a integrare le due produzioni, licenza che io non posso permettermi, in quanto chiamata ad analizzare unicamente la versione televisiva.
        Come hai già giustamente spiegato nel tuo intervento, nonostante la presenza di Philippa Gregory, la serie tv tende a modificare alcuni avvenimenti dal romanzo, dettagli relativi alla persona di Elisabetta Woodwille che risultano anche piuttosto importanti.
        Citando la Bibbia “Le colpe dei padri ricadano sui figli”. Probabilmente, la Regina Elisabetta e la Regina Anna non si sarebbero ritrovate in questa spiacevole situazione se i loro padri avessero portato avanti un comportamento civile e corretto, se avessero trovato un punto d’incontro per il bene del regno. Tuttavia, permettimi di ricordarti che: è Richard Warwick il primo a sbeffeggiare e ridicolizzare Richard Woodville per le sue origini modeste, è Warwick a non desiderare una Woodville come regina arrivando a paragonarla alla tanto odiata Margherita d’Angiò, è Warwick il primo a dichiarare guerra agli Woodville. Elisabetta, per la sua posizione di regina, doveva essere grata solo ed esclusivamente a suo marito, non a Warwick; piuttosto era Edoardo a dover essere riconoscente al cugino per averlo aiutato a ottenere la corona e concedergli maggiori grazie.
        Per quanto concerne la posizione di Riccardo circa la cognata Elisabetta, nel telefilm emerge rispetto e sentimento fraterno, tanto che Riccardo, prima, è stizzito con Giorgio per aver rivelato a Elisabetta la relazione adulterina di Edoardo, poi, alla morte del re caccia malamente l’amante Jane Shore dalla corte. Riccardo, appare molto combattuto e fortemente manipolato dalla moglie e dalla madre che lo convincono a sottrarre il trono al nipote. Inoltre, non solo Riccardo non ha nulla a che fare con la morte del nipote, ma accertatosi della sua reale scomparsa corre da Elisabetta e da Lisa per discolparsi (“La gente dice che ho ucciso i vostri fratelli, ma voglio che sappiate che sono innocente, vi do la mia parola.”) e per concederle piena libertà (“Mi dispiace per la vostra perdita, non avete più motivo di restare qui nell’abbazia. Stringeremo un patto.”). I due cognati non hanno mai avuto scontri, anzi Giorgio ribadisce in più di una occasione che Riccardo è il cognato preferito di Elisabetta.
        Ti saluto informandoti che, probabilmente, nel 2019 verrà rilasciato un nuovo spin-off di “The white queen” e di “The white princess”, ovvero “The spanish princess”, nuova miniserie statunitense basata sui romanzi “Caterina, la prima moglie” e “La maledizione del re” di Philippa Gregory. Magari ci ritroveremo ancora una volta qui a commentare questa nuova serie tv!

        Eleonora Fara

  2. Non sono d’accordo sul giudizio su Anna Neville. Innanzitutto quando è morta non era affatto anziana, aveva 28 anni. Inoltre, sempre secondo me, non è vero che Anna è invidiosa di Elisabetta: da ragazzina, quando Elisabetta la prese come sua damigella a corte, ha dovuto subire pesanti umiliazioni dovute al fatto di essere la figlia dell’uomo che aveva ucciso il padre e il fratello di Elisabetta, che quindi voleva vendicarsi in questo modo. E’ la convinzione di essere dal lei maledetta, e quindi la paura che la maledizione ricada sulle persone che ama, che l’accompagna per tutta la vita arrivando- questo si- anche ad offuscare il suo giudizio verso la stessa Elisabetta. Dal punto di vista di anna i segnali non sono pochi: la tempesta causata da Elisabetta e Jacquetta che ha causato la morte del primogenito di Isabella, la fragile salute del proprio figlio e il fatto di non riuscire ad averne altri, infine la morte di Isabella (e, nel libro, la morte anche del bambino di quest’ultima) la convincono sempre più della giustezza delle sue idee. Per cui, nonostante non l’abbia davvero desiderato, quando si presenta l’occasione di “rifarsi” e sconfiggere la sua nemica è troppo ghiotta per rinunciarvi, ed è da questo che nasce l’ambizione di Anna, oltre che dal desiderio di realizzare i sogni paterni (desiderio incomprensibile visto che prima di allora non c’era stato e inoltre il padre la trattava malissimo). Ma non è vero che Anna invidia Elisabetta per l’amore fra lei e il re: anche Anna sa cosa è l’amore perchè lei e Riccardo si sono amati fin da ragazzi e sono sempre vissuti felici fino alla morte del figlio. Non ha bisogno di alcun contrappasso perchè lei non ha mia fatto nulla di male, mentre Elisabetta ha passato la vita a odiare e mandare maledizioni a chiunque.
    Scusa il commento lunghissimo ma ho amato tantissimo i personaggi di Anna e Riccardo sia nel libro che nella serie Tv.

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