RECENSIONE “MATRIMONIO DI CONVENIENZA” DI FELICIA KINGSLEY

Buon giorno meraviglie!

Oggi sul blog parliamo di matrimonio, anzi… di “Matrimonio di convenienza”, il romanzo d’esordio di Felicia Kingsley edito dalla Newton Compton nella primavera 2017…

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AUTORE: Felicia Kingsley

EDITORE: Newton Compton Editori

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2017

PAGINE: 353

COSTO: 10.00 €

SINOSSI. Jemma fa la truccatrice teatrale, vive in un seminterrato a Londra e colleziona insuccessi in amore. Un giorno però riceve una telefonata dal suo avvocato che potrebbe cambiarle la vita: la nonna Catriona, la stessa che ha diseredato sua madre per aver sposato un uomo qualunque e senza titolo nobiliare, ha lasciato a lei un’enorme ricchezza. Ma a una condizione: che sposi un uomo di nobili natali. Il caso vuole che l’avvocato di Jemma segua un cliente che non naviga proprio in acque tranquille: Ashford, il dodicesimo duca di Burlingham, è infatti al verde e rischia di perdere, insieme ai beni di famiglia, anche il titolo. Ashford è un duca, Jemma ha molti soldi. Ashford ha bisogno di liquidi, Jemma di un blasone… Ma cosa può avere in comune la figlia di una simpatica coppia hippy, che ama girare per casa nuda, con un compassato lord inglese? Apparentemente nulla… Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a entrambi di ottenere ciò che vogliono. Ma Jemma non immagina cosa l’aspetta, una volta arrivata nella lussuosa residenza dei Burlingham: galateo, formalità, inviti, ricevimenti e un’odiosa suocera aristocratica. E a quel punto sarà guerra aperta…

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Recensione “Matrimonio di convenienza” di Felicia Kingsley

“Matrimonio di convenienza” doveva essere il mio libro jolly, ovvero quello che avrei letto nelle sere in cui, demolita dalle ore di studio, non avrei avuto il tempo (e la voglia) di prendere in mano letture impegnate. Questo romanzo, che doveva essere il manifesto del mio relax notturno, si è in realtà trasformato in un libro che ho divorato in due notti.

Il matrimonio di convenienza è quello tra Jemma e Ashford.

Premetto che… All’inizio di questo romanzo Jemma e Ashford non si conoscono, non sono fidanzati e tantomeno pensano al matrimonio. Sono semplicemente i due protagonisti di una commedia degli errori sortita dall’avvocato che li segue, affiché entrambe possano ottenere ciò a cui ambiscono: i soldi. Rewind e scopriamo cosa è successo…

Jemma ha venticinque anni, vive in uno scantinato, fa la truccatrice in un teatro di serie B ed è figlia di una coppia di genitori hippie. La madre appartiene ad una ricchissima famiglia di armatori che l’hanno diseredata quando ha sposato un uomo senza titolo. Quando nonna Catriona muore, l’unica erede è proprio Jemma.

Ashford è il duca di Burlingham, da poco succeduto al defunto padre, che oltre al titolo gli ha lasciato un grande debito a causa di investimenti sbagliati. La soluzione è vendere qualche proprietà o trovare tanti soldi…

Qui entra in ballo l’avvocato di entrambi, che unisce l’utile al dilettevole… Fa incontrare Jemma e Ashford ad una cena, entrambi inconsapevoli dei piani forensi, si ritrovano a battibeccare su tutto… Per citare Tiziano Ferro “figli di mondi diversi”.
Ma Jemma con un marito nobile otterrebbe la fruttuosa eredità  della nonna, e Ashford con una somma insignificante dei soldi di Jemma potrebbe estinguere tutti i debiti. Dopo il matrimonio non avrebbero nemmeno il vincolo di vedersi e allo scadere di un anno potrebbero richiedere il divorzio.

Sembra tutto perfetto, se non fosse che la notizia del matrimonio di Ashford, uno degli scapoli d’oro di Londra,  duca di Berlingham, trapeli così velocemente che Jemma si vede inaspettatamente a convivere con lui, nel suo castello e sua madre che tra ansiolitici e rimproveri, è l’unico personaggio odiato da entrambe i protagonisti.

Jemma, nel mondo aristocratico di Ashford, è quello che gli inglesi definirebbero “too much”. E’ eccentrica, simpatica, schietta, non conosce etichetta. Lui è l’esatto opposto: un trentenne ingessato nel corpo e nello spirito dagli stereotipi che il suo mondo gli ha affibbiato e che di consueto disprezza anche. Pagina dopo pagina leggerete quanto marito e moglie si stuzzichino, ma senza doppi fini. Arriveranno forse anche ad odiarsi.

“Matrimonio di convenienza” è una storia che inizia dalla fine: parte con un matrimonio e finisce con l’innamoramento. Ed è in questo passaggio che la trama quasi ovvia, si capovolge dando origine ad un significato profondo: per amarsi bisogna imparare a conoscersi, rispettarsi, venirsi incontro. Per amarsi bisogna IMPARARE… ed è questo che Jemma e Ashford impareranno a fare.

“Scuoto la testa senza convinzione. “Fidarsi di qualcun altro è sempre un salto nel vuoto”
Ashford mi prende la mano. “Ma io salto con te.””

Felicia Kingsley si rivolge al pubblico come una moderna Jane Austen, autrice che presumo adori, visti i riferimenti velati alle sue opere e personaggi in questo romanzo e nel suo secondo, “Stronze si nasce” (la cui recensione uscirà la prossima settimana). Inutile dire che l’autrice, di cui Felicia Kingsley è uno pseudonimo, è italianissima e la vedo pronta a diventare la Sophie Kinsella italiana.

 

Maria Antonietta Azara

 

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