RECENSIONE “GOCCE DI NEBBIA, PROFUMO DI ZENZERO” DI ANNALISA SEVESO

Buon giorno meraviglie!

Oggi voglio parlarvi di “Gocce di nebbia, profumo di zenzero” il nuovo romanzo di Annalisa Seveso, autrice con alle spalle diverse pubblicazioni, più volte recensita e intervistata da Liberamente-Me.com!

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Editore: Lettere animate

Autrice: Annalisa Seveso

Pagine: 362

Prezzo di copertina: 19.00

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Sinossi. Londra, 1908. I marchesi Blake ed Elizabeth Walker sono una coppia sulla quarantina, innamorata ed affiatata, molto stimata all’interno della società e dell’artistocrazia. Ma, l’equilibrio dell’esigua famiglia Walker, viene spezzato alla notizia della morte di Isaac e Susan Taylor, il cognato e la sorella di Blake, che lasciano a Nuova Dehli una figlia, la ventenne April Taylor, compagna di scuola della giovane indiana Suién Goel. Blake ed Elizabeth dovranno abbandonare la tranquillità del loro rifugio inglese per raggiungere la selvaggia India e riportare a casa l’orfana nipote April. Tuttavia, arrivati nel collegio in cui la giovane soggiornava, i marchesi Walker verranno a conoscenza di un bieco segreto e dovranno decidere se intraprendere la strada della verità lasciando che scoppi lo scandalo, o seguire la strada della menzogna, quella stessa strada che i coniugi Taylor avevano già imboccato.

Recensione ” Gocce di nebbia, profumo di zenzero”

Il romanzo si apre nella Londra del 1908, quando il Paese non aveva ancora affrontato quella Prima guerra mondiale che, oltre il dolore della perdita, avrebbe portato con sé anche il vento del cambiamento per il ruolo sociale ed economico della donna.

Nonostante l’atmosfera misogina che aleggia sulla società femminile di quel tempo, le protagoniste di Annalisa Seveso sono donne forti, indipendenti e coraggiose. La prima è Elizabeth Walker, poco amante del pettegolezzo, empatica nei confronti dei problemi altrui, dotata di uno spiccato amore materno che non trova valvola di sfogo: le è infatti preclusa dalla natura la possibilità di generare, e dal marito la possibilità di adottare. Un istinto materno deciso a non arrendersi, che avrà modo di sbocciare davanti alla nipote April e la sua amica indiana Suién, mentre il marito Blake dovrà sforzarsi maggiormente per compensare, con la conoscenza personale, la mancanza di un istinto paterno naturale.

La natura anticonvenzionale e contemporanea di Elizabeth viene rivelata anche attraverso il suo matrimonio. Blake ed Elizabeth Walker si amano sinceramente, sono amanti, confidenti e complici, possiedono un tipo di rapporto molto raro nei matrimoni combinati dell’artistocrazia londinese. La personalità iconoclasta di Elizabeth viene ereditata e accentuata dalle nipoti: April e Suién.

April è la figlia, orfana ed erede di Isaac e Susan Tylor, è nata a Londra, ma è cresciuta in India in un ottimo collegio inglese. April è bianca, aristocratica, bella, intelligente e conosce le regole del bon ton. Insomma, per i canoni aristocratici inglesi del tempo, è perfetta. Tuttavia, April sceglierà di violare le regole tacite a cui i nobili erano tenuti a sottostare, dopo aver conosciuto ed essersi innamorata di un uomo di ceto inferiore. Con April, Annalisa Seveso, affronta in maniere delicata il tema della lotta per l’uguaglianza di classe.

Suién è la figlia adottiva di Blake ed Elizabeth Walker, è nata in India, da madre indiana e padre inglese, ha frequentato lo stesso collegio inglese di April, è una ragazza molto intelligente, interessata alla scienza e alla medicina.
Benché adottata dagli Walker, Suién non viene mai trattata come tale dai membri dall’aristocrazia, che, a volte, la ignorano deliberatamente, mentre altre volte sono incuriositi dal fascino indiano della ragazza, sempre trattata da “Freak” (fenomeno da barracone, ghiribizzo).
Con Suién, l’autrice, esamina il grave e ancora attuale problema della discriminazione razziale.

La trama, che di primo acchito può apparire unicamente trainata dall’indicibile segreto della famiglia protagonista, rivela, ad una lettura più attenta e approfondita, una critica al trattamento riservato dai colonizzatori inglesi ai colonizzati indiani. Gli inglesi, dopo aver colonizzato l’India, trattavano i suoi abitanti come veri e propri schiavi, bestie prive di qualsiasi diritto.

Annalisa Seveso ci presenta entrambe le facce della medaglia.
L’India e l’Ighilterra vengono descritte nella loro essenza più bella e pura, ma anche nella crudeltà che sanno rivelare.
L’omicidio di Isaac Taylor, padre di April e conosole a Nuova Dehli, è l’esempio della voglia di rivalsa degli indiani, sfruttati e incattiviti, mossi dall’unico desiderio di riprendere il controllo sulla propria terra e sulle proprie vite. Tuttavia, Suién equilibra l’empietà indiana, amando suo padre e accettando le sue origini, allontanando dal suo cuore l’odio verso gli inglesi e amando profondamente la sua nuova famiglia, decisa a sfruttare la sua nuova posizione di nobile inglese al servizio dei bisognosi indiani.
Il trattamento discriminatorio e razzista che il “Ton” riserva a Suién, ci mostra un’aristocrazia classica e rigida, chiusa in sé stessa, ligia al rispetto di leggi non scritte. Un’aristocrazia londinese paralizzata dalle sue stesse paure, razzismo e xenofobia. Tuttavia, April si rivela pronta alla conoscenza di Suién che, prima di tutto, diventa sua sorella, nell’anima e nel cuore. Rifiuta i rigidi costumi britannici e ci mostra senza riserva l’amore che la lega a Suién, rappresenta un “Ton” pronto al cambiamento e rappresenta la bellezza dell’Inghilterra e dell’India, già unite nell’evocativo titolo del romanzo “Gocce di nebbia, profumo di zenzero”.

Se qualche evento è apparso prevedibile per l’andamento della trama, molti sono i colpi di scena che sono impossibili da indovinare e che coinvolgono il lettore in un romanzo che, come la vita, è imprevedibile; a volte colpisce come uno schiaffo di vento improvviso per la sua crudeltà, altre volte lascia piacevolmente sorpresi per la bellezza che sa rivelare.

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Eleonora Fara

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