RECENSIONE DE “LA GUARDIA DELLA RA” E INTERVISTA A MARIA THEA CHIODINO

Buon giorno meraviglie!
Oggi voglio farvi una recensione de “La guardia della Ra” e intervista a Maria Thea Chiodino, un romanzo fantasy, che vede la vita di Sabrina, figlia di Kendra e Randolf, leader della rivolta, ristabilire l’equilibrio sociale. Protetta dalla sua fedele guardia del corpo, la Guida della Nazione dovrà districarsi fra attentati, prese di potere e decisioni difficili, mentre attorno a lei ruota la vita di un intero Paese e un amore che potrebbe sbocciare.
Una visione utopica di quello che potrebbe essere un mondo perfetto.
Potrebbe…

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AUTORE: Maria Thea Chiodino

EDITORE: Amazon

PAGINE: 156

PREZZO: 10.00€

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Recensione de “La guardia della Ra” di Maria Thea Chiodino

Il romanzo si apre all’indomani di una rivoluzione politica ed economica, che ha visto trionfare il capo dei rivoltosi, Randolf. L’uomo, durante la guerra, perde la moglie Kendra, vera mente della rivolta, ma riesce a ritrovare i suoi due figli: Sabrina e Mirko.

Randolf diventa capo supremo della Nazione, un luogo senza nome proprio, ma a causa delle ferite riportate in battaglia muore in breve tempo chiedendo espressamente ai consiglieri di accettare Sabrina, allora solo dodicenne, come capo della Nazione, convinto che abbia la capacità di prenderne le redini perché addestrata sin dalla tenerissima età.

Attraverso un flash for word di ben diciasette anni, Sabrina ha 30 anni, un marito di nome Max e tre figli. E’ il capo supremo della Nazione e lavora tutto il giorno in quel palazzo che oltre ad essere il suo ufficio è divenuto anche la sua casa. Dopo un attentato alla sua vita, le possibilità di “vivere” in mezzo al popolo sono venute meno, e lei e la sua famiglia sono lì, in quella sorta di palazzo antico ricco di arazzi, mobili d’epoca, pesanti tende di velluto, a lavorare ma ricevere una paga alla pari di un qualsiasi cittadino. Sabrina non vive nel lusso, Sabrina vive per compiere una missione che non ha scelto, ma che le è stata affidata da suo padre: anteporre il bene della comunità al proprio. E’ il marito Max ad occuparsi dei figli, mentre lei, nei suoi taier usurati cerca di gestire un popolo che non conosce e che forse la odia. Nonostante questa guerra fredda tra lei e la sua gente, Sabrina è tranquilla: il padre in punto di morte disse a lei e ai suoi consiglieri che qualsiasi pericolo avrebbe incontrato, ci sarebbe stata una guardia segreta pronta a difenderla da tutto e da tutti. Nessuno conosce chi sia, nessuno ne conosce le fattezze e l’identità.

Mirko, è il diplomatico della Nazione, bravissimo nella sua professione ma vanesio e alla moda. Da delle voci, viene a scoprire che il fratello ha avuto tre figli da tre donne diverse, ma non ha voluto mai prendersi le responsabilità della paternità. Davanti alla consapevolezza di quei tre nipoti, di cui non conosceva l’esistenza, Sabrina inizia a pensare al futuro, per i propri figli e nipoti.

Inizia ad elaborare un flusso di coscienza nel quale riflette sulla sua condizione, quella di rispettare le volontà e le scelte dei genitori, seppur a caro prezzo e privandola di una vita “normale” e della vita che avrebbe voluto, ma quello di cui realmente si preoccupa è il futuro della propria progenie: è giusto che i suoi figli e i suoi nipoti continuino a sacrificare le proprie ambizioni, i propri sogni per lavorare ad un progetto che gli antenati avevano ideato ma che sta cambiando e ha bisogno di qualcuno che sia disposto al cambiamento e a sacrificarsi per esso?

Dalla finestra del palazzo governativo in cui vive e lavora, osserva il suo popolo e rimpiange quella casetta di periferia in cui era cresciuta, in cui aveva vissuto felice…in cui avrebbe voluto ritornare. E proprio lei, donna disciplinata, a volte glaciale, si ritrova spaventata dall’esigenza di toccare il vetro ghiacciato della finestra, quando in realtà sarebbe voluta andare oltre e toccare il mondo dal vivo.

Un giorno, camminando nel parco che lei credeva esclusivo del palazzo, incontra un suo coetaneo e iniziano per puro caso a parlare. Lei si presenta con il suo appellativo familiare “Brì” e lui come Jhon White. I due iniziano a vedersi, si piacciono, Sabrina prova una forte attrazione per questo sconosciuto ma nel momento in cui sta per scattare il bacio, scappa, terrorizzata da un’emozione che è riuscita a farle perdere il controllo e la ragione.

Ma proprio quell’uomo, Jhon White, è il delegato di una Nazione che, incuriosito dalla tipologia di governo quasi dittatoriale portato avanti da Sabrina, si è fatto ospitare per carpire i punti deboli e tentare una conquista del territorio. Quando i due scoprono di essere “nemici” alla festa di benvenuto per il delegato, c’è uno scontro di ideologia tra i due, e c’è anche qualcuno che cerca di attentare alla sua vita. E’ qui, che scoprirete davvero “La guardia della Ra”.

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A sinistra. Maria Antonietta Azara, fondatrice e blogger di www.Liberamente-me.com. A destra. L’autrice Maria Thea Chiodino.

 

Intervista a Maria Thea Chiodino autrice de “La guardia della Ra”

1) Com’è nato questo romanzo?

Prima di rispondere lasciate che ringrazi Maria Antonietta per aver accettato ancora una volta di presentare un mio libro, e di inserirlo nel suo Blog, Liberamente Me, che a tre anni dalla sua nascita ormai conta un pubblico molto vasto.

“La guardia della Ra”, è nata un passo alla volta perché da tempo aleggiava nella mia mente l’immagine di una donna dal grande potere governativo. Vedevo una figura scura, con uno sguardo determinato e duro, una donna prigioniera del suo ruolo.
Potevo fare di lei una regina o un presidente ma non avrebbero calzato con il carattere del mio personaggio.
Accantonato per il momento questo pensiero, la notte del 31 dicembre 2011 mi accingevo a cambiare canale per non ascoltare il discorso del presidente della Repubblica, in quanto non avevo voglia di sentire di avere fiducia nelle istituzioni mentre tutto intorno crollava, quando all’improvviso l’idea! Di corsa mi sono seduta al pc per scrivere subito l’introduzione per non perdere l’attimo di ispirazione. Ormai avevo la storia delineata, mi mancano solo dei dettagli che sono arrivati come una rintocco di campana quando un amico mi ha parlato della sua amica Sabrina. È bastato quel nome per capire chi e cosa doveva essere la mia donna potente.
Una visione utopica di quello che potrebbe essere un mondo perfetto dove non ci sono ingiustizie e favoritismi; se non fosse che nella storia nasceranno a volte questioni che metteranno in dubbio il sistema perfetto sotto la Guida della Nazione.
La mia piccola storia non vuole dare insegnamenti ma solo trasportare fatti di vita reale in un mondo immaginario dove i problemi che spesso noi affrontiamo trovano una soluzione.

2) Il titolo è particolare: cosa vuol dire “Ra”?

Il nuovo ordine sociale abroga anche il nome della famiglia, utilizzando le prime lettere utili del nome proprio del padre o della madre. Così Sabrina diventerà Sabrina Ra (Sabrina figlia di Randolf) e, nei primi anni del suo governo, verrà quasi identificata con il Dio Sole. In realtà io volevo chiamare questo romanzo “una storia semplice” ma da una ricerca ho scoperto che è un titolo usato da Sascia, così ho scelto di portare l’attenzione sia sulla guardia del corpo, questa figura determinante nella storia, che sulla figura di Sabrina identificata dalla popolazione come una guida splendente.

3) Sabrina la protagonista?

Sabrina è una bambina di cinque anni che assiste all’uccisione della madre, vede campi disseminati di distruzioni e morte, per questo non è come gli altri bambini della sua età. A guerra finita Randolf suo padre sa di non avere molto da vivere, e pensa che alla sua morte la nazione sprofonderà nel caos e dato che lui è stato eletto dal popolo considera che solo un suo erede possa continuare la missione di risanare questo paese innominato. Forse Randolf credeva di vivere più a lungo, e che Sabrina sarebbe stata più grande o che nel frattempo il popolo decidesse di tornare alle urne. In realtà nel piano originale doveva essere Kendra a guidare la nazione dopo la rivoluzione, con Randolf come leader ma lei di fianco per consigliarlo con la sua mente pratica e animo materno. Ma Kendra non c’è più e il marito si chiede come farà senza di lei, senza apparire un tiranno? Purtroppo sia lui che la sua cara amica Kalinda muoiono prematuramente e Sabrina accetta l’eredità dei genitori convinta che portare avanti i principi e gli ideali della madre sia un sacrosanto dovere.
In effetti la storia della rivoluzione e la figura di Sabrina erano nate separatamente. Un giorno mi ero chiesta cosa comporta il potere. Un potere così grande da essere l’unica persona a poter decidere. Nella mia mente si era formata l’immagine di questa donna dall’algida bellezza, elegante nella figura ma dimessa come abbigliamento, con lunghi capelli neri, occhi freddi, sguardo duro che è conscia di essere potente ma anche di essere prigioniera di questo potere. Disciplinata e determinata la donna dovrà ricordare sempre a se stessa di mantenere il controllo e non perdere di vista l’obbiettivo; perché non sarà un’eredità facile quella che Randolf le ha lasciato. Attentati alla sua vita e scontri verbali metteranno spesso Sabrina nella condizione di prendere decisioni risolute, mentre ruotano attorno a lei le vite di altre persone: suo marito Max, i tre figli, il fratello Mirko e la sua misteriosa e devota guardia del corpo.
Ad un certo punto, Sabrina si troverà a lottare con se stessa per mantenere fede all’ideale ereditato, rinunciando ad una vita propria finchè un giorno le catene del potere diventeranno troppo pesanti e strette. Cosa deciderà Sabrina: liberarsi per sempre dall’eredità del padre o continuare ad essere La Guida della Nazione? Trovare se stessa o tradire se stessa? Sabrina dovrà fare una scelta fra le tante possibilità, tutte con conseguenze positive e negative. La guardia del corpo, sempre nell’ombra, sosterrà la sua protetta, aiutandola a percorrere il difficile cammino con le proprie gambe, mettendola in guardia da possibili nemici ma lasciandola libera di seguire il proprio cuore.
E per dare una visione più ampia della protagonista ho chiesto all’associazione “pittura” che hanno accettato il mio invito per arricchire la scenografia di questa presentazione. Mi fa sempre piacere ospitare altri artisti perchè siamo accumunati dalla passione, dai sacrifici che spesso dobbiamo. Per descrivere Sabrina mi aiuterò con I quadri portati dall’associazione.

4) L’amore può nascere da un bisogno e un rispetto reciproco in amicizia, e poi giunta ai 30 conosce la passione?

Nel caso di Sabrina è stato naturale. Lei si è sposata stipulando un vero e proprio accordo con Max per avere una persona su cui contare che non fossero I consiglieri, qualcuno appartenente al popolo che potesse anche dare un parare da popolano per le decisioni che lei avrebbe preso. Sabrina non è un’adolescente come le altre, la sua maturità è evidente eppure non vive quelle esperienze che servono a formare il suo essere una donna adulta. In Max lei vede una persona indispensabile, un caro amico, la famiglia che lei ha perduto da piccola. E questo è tutto l’amore che Sabrina conosce, finchè incontra John With e per la prima volta ha una cotta, qualcosa che durante la crescita non ha mai conosciuto e dopo un periodo di scombussolamento riesce a trovare quella maturità sentimentale che fin’ora le era mancata.

5) La copertina è molto particolare. Perché l’hai pensata così?

La copertina è stata disegnata da Massimiliano Mascheretti, un collega di una mia amica. Volevo l’immagine di una donna dallo sguardo deciso ma pensieroso che tiene tra le mani una sfera che rappresenta il suo mondo, la maternità sia propria che l’intero popolo che deve accudire ma anche il potere che lei detiene fra le mani. Con questa spiegazione Massimiliano è riuscito a carpire l’essenza di Sabrina.

6) Quale personaggio ti rappresenta di più?

Nel complesso nessuno. Forse in Sabrina vedo una disciplina e una determinazione che a me manca. In Max un carattere dolce e devozione. In Mirko la capacità di divertirsi senza troppi pensieri e di piacere alla gente.

7) A cosa stai lavorando?

Prosimamente pubblicherò il sesto di Storie di Transineda: Alba Subinde. Sto lavorando alla stesura del settimo “il giorno di fiamma”. Poi ci sono vari romanzi da revisionare e ho in mente di realizzare una raccolta di miei racconti dal tema la vendetta. E poi si vedrà.

 

Maria Antonietta Azara

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