RECENSIONE “CESARE L’IMMORTALE. OLTRE I CONFINI DEL MONDO”

Buon giorno meraviglie!

Una decina di giorni fa pubblicai sul mio account Instagram un video spacchettamento in merito ad un romanzo storico inviatomi dalla Mondadori. Si trattava di “Cesare l’immortale. Oltre i confini del mondo” l’ultima fatica letteraria dell’editor e scrittore Franco Forte che è  tornato a parlare della storia romana dandole un taglio fantascientifico.

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Editore: Mondadori

Autore: Franco Forte

Pagine: 365

Prezzo: 19.00 €

 

“Se c’è un luogo in cui è conservato il segreto della vita eterna, non essere che l’isola di Thule, perché laggiù solo gli dei e gli esseri soprannaturali possono avere dimora.”

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La storia ci ha insegnato la fatidica frase: “Tu quoque, Brute, fili mi” che con dolore e disprezzo, Cesare tuonò irabondo davanti a quel figlio che aveva allevato come sangue del suo sangue e che diventò per la storia il traditore pagano alla stregua del cristiano Pietro. E se invece Cesare non fosse morto in quelle famose Idi di Marzo del 44 a.C?

L’autore Franco Forte, conscio della vasta conoscenza storica della Roma repubblicana ormai prossima all’impero, usa ogni dettaglio storico per creare le fondamenta verso la sua supposizione fantasy: Cesare non morì il 15 Marzo del 44 a.C. ma continuò a combattere verso l’unico grande desiderio che neppure la ricchezza poteva garantirgli…l’immortalità, dono esclusivo degli dei.

Questo romanzo riscrive la storia di Roma rispondendo alle domande che tanti appassionati si saranno posti nel corso dei loro studi. Perché Cesare rifiutò di essere accompagnato dalla scorta, nonostante le voci sempre più insistenti anticipassero una congiura ai suoi danni? Perché un lembo della tonaca regale che indossava gli coprì il viso mentre il corpo fu portato subito via dai suoi schiavi? Si parlò di diciotto coltellate di cui una mortale, ma Cesare, morto, non lo vide mai nessuno.

Dopo il tradimento in senato e la sua apparente morte, Cesare, inizia a concretizzare il suo piano verso l’immortalità, nato almeno un anno prima, nel 45 a.C. quando fece incendiare la biblioteca di Alessandria d’Egitto, meta del sapere di tutto il mondo antico, per impossessarsi di quegli unici tomi al mondo, ivi contenuti, e scritti da Pitea e altri studiosi ellenistici, al fine di trovare l’isola degli dei, quella dell’immortalità.

Nel suo viaggio Cesare non sceglie di stare solo, ma nel suo piano creò la Legio Caesaris, un gruppo di fedelissimi (tra i quali troverete chi non immaginerete mai) e Marco Tullio Cicerone: il re dell’oratoria, dell’ambizione letteraria e giuridica, uno dei fautori della conservazione di quei privilegi che Cesare e Crasso invitarono, agli esordi del primo triumvirato, a donare a favore delle classi meno abbienti. Cesare e Cicerone: uno dei binomi più ossimorici della storia. Mai concordi, sempre nemici, persino davanti a quel Catilina che Cicerone odiava e Cesare tentò invano di salvare.

Il grande giurista è l’unico uomo che non lo venerasse come un Dio. Colui che si tenne fuori dalla congiura cesaricida ma che non ebbe problemi a dichiarare la sua ammirazione per Bruto e congratularsi con uno dei senatori coinvolti nelle pugnalate per aver posto fine alla vita del tiranno

Da Roma alla Sardegna. Dalla Sardegna alla Spagna e alle Colonne d’Ercole, in cerca di quell’immortalità, che Cesare, ha comunque ottenuto in ogni libro di storia in questi 2061 anni. Cesare, la sua immortalità l’ha davvero ottenuta.

Maria Antonietta Azara

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