RECENSIONE “CATILINA. LA FINE DI UN’EPOCA” DI MARIO FADDA

Buon giorno meraviglie!

Oggi voglio parlarvi dell’ultima fatica letteraria in ambito narrativo dello storico e saggista Mario Fadda, autore più volte ospite di Liberamente Me. Il romanzo storico di cui vi parlo oggi ha come protagonista uno degli uomini più complessi e dibattuti dell’ epoca latina: Lucio Sergio Catilina. 

L’autore maneggia con maestria luoghi e personaggi: le strade, i toponimi, i caratteri. L’obiettivo è quello di restituire ai lettori un’immagine di Catilina diversa dalla solita analizzando con la giusta cognizione di causa tutti gli aspetti negativi ma anche geniali di Catilina.

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Autore: Mario Fadda

Editore: Amazon

Pagine: 318

Prezzo: 2.99 €

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Sinossi. Eric Durand, giovane paleografo francese, si trova su un volo per l’Italia, catapultato verso la più grande avventura della sua vita. Ad essere sconvolta non è solo la sua carriera ma anche la sua vita privata. In un rocambolesco susseguirsi di colpi di scena, corteggiamenti, intrighi al limite del thriller, la vicenda si snoda attorno a quella che potrebbe essere la svolta epocale circa gli studi sull’ultima fase della Roma Repubblicana che precedette l’ascesa di Giulio Cesare. Il romanzo, in un gioco di equilibri tra il presente della narrazione di Eric Durand e il passato burrascoso di Catilina, tengono col fiato in sospeso fino al duplice epilogo, giallo nel giallo, che misteriosamente accomuna i due protagonisti paralleli. Pur salvaguardando il rigore storico, cardine fondativo del romanzo, si è scelto di impiegare la dicitura moderna dei nomi e toponimi per rendere più scorrevole la lettura.

Recensione “Catilina. La fine di un’epoca” di Mario Fadda

Il romanzo viaggia su due epoche temporali distinte: il presente (Parigi – Ercolano) e il passato (Roma).

Il lettore si trova catapultato nello studio di Eric Durand, il paleografo francese appassionato di storia romana, dedito a lavorare nel suo studio in un piovoso pomeriggio di metà maggio. Nonostante la tenerezza per il figlio a lui legatissimo, è incoraggiato da Sandrine, la biondissima e premurosa moglie, a partire per l’Italia appena arriva una telefonata da parte di Ennio De Vecchi, il Sovraintendente degli scavi di Ercolano, grande amico di suo padre, rinomato docente di Storia Romana presso la Sorbonne.

Grazie alla tecnica della Tomografia, in grado di evidenziare il testo dei papiri carbonizzati, sono stati ritrovati e letti dei testi. Tra questi documenti, uno in particolare colpisce l’attenzione: è scritto da Flavio Marzio Iovine e parla di Catilina…

“Il mio nome è Flavio Marzio Iovine […]Ora mi giunge voce che quel leccapiedi di Sallustio stia componendo un poema per esaltare il suo mentore, Cesare, che ormai fa parte del Pantheon delle nostre divinità. Al fango che Cicerone ed i suoi gettarono addosso a Lucio Sergio Catilina, questo imbrattacarte aggiunge nuovo disonore…”

Discendente da una delle famiglie patrizie di Roma (i Sergii), Catilina fece le sue prime esperienze militari e politiche con Silla. Tornato dall’Africa dopo un breve periodo di governo, gli venne negata nel 65 a.C. la candidatura al consolato perché accusato di avere amministrato in proprio favore il territorio a lui affidato. A causa di tali accuse, che molto lo amareggiarono, dovette presto subire anche l’allontanamento dal partito democratico di Crasso e di Cesare, al quale si era in precedenza accostato e che lo aveva prontamente accolto.
Fu allora che decise di trovare un seguito politico.

“Nato da nobile stirpe, fu di grande forza d’animo e di corpo, ma l’ingegno suo era malvagio e vizioso”

Con queste parole lo storico romano Sallustio ci presenta nel “De Catilinae coniurazione” la complessità di Lucio Sergio Catilina, narrazione nella quale lo storico Fadda ha cercato di insinuarsi per carpirne le crepe e stilare delle ipotesi più neutrali tra le parti.

“Non posso permettere che ai posteri venga tramandata una simile menzogna. Non voglio che la mia vita abbandoni queste membra stanche senza aver combattuto per la verità fino all’ultimo dei miei giorni […] E’ per questo che, finché la memoria mi assiste, ho deciso di rivivermi su questo specchio di inchiostro”

La storia scritta da Fadda sotto forma di un memoriale, racconta di come lo scontro frontale tra le forze di Catilina e il Senato della Repubblica romana avvenne nel 63 a.C., anno in cui Catilina, dopo essersi presentato per la seconda volta al consolato, sconfitto dal candidato Cicerone, fu da questi accusato pubblicamente nel corso di quattro orazioni, note col nome di Catilinarie, di attentare in gran segreto alla salute dello Stato. Prima però che l’accusa potesse leggere per intero i capi di imputazione, Catilina fuggì da Roma e si nascose in Toscana, il covo presunto dei suoi congiurati.
La fuga venne interpretata come una prova schiacciante ai danni dell’accusato e nel giro di pochi giorni il console Cicerone fece sospendere le garanzie costituzionali, normalmente spettanti a ogni cittadino di Roma, convincendo il Senato a dichiarare lo stato di calamità e a considerare Catilina un fuorilegge.
L’ultimo capitolo di questa vicenda si consuma sui campi nei pressi di Pistoia il 5 gennaio del 62 a.C., quando Catilina, stretto dagli eserciti consolari, morì combattendo valorosamente al fianco dei suoi fuoriusciti, in un ultimo disperato tentativo di resistenza.

Così come Catilina lotta per la vittoria, a lottare è anche il Paleografo, che oltre a trovarsi immischiato in una passione verso Elisabeth, una ricercatrice inglese avvenente e misteriosa, si trova in un aereo che improvvisamente cambia rotta, dopo aver trovato uno steward con il volto sanguinante. Cosa sarà successo? Perché non può arrivare a Parigi e consegnare la scoperta del secolo all’editore?

Con un registro linguistico tendente al poetico nelle parti descrittive, Mario Fadda gioca sapientemente con personaggi, amori, intrighi, giustizie e ingiustizie di un tempo lontano, analizzando misteri ancora irrisolti dopo più di duemila anni. Colpisce la dovizia di particolari nelle descrizioni dettagliate di uno stile di vita, che solo uno storico professionista può lavorare con maestria. Il lato odierno, quello del verosimile paleografo è trattato con una velocità di lettura che si oppone al dettaglio, all’accuratezza e alla lentezza della narrazione storica. L’opera è  quindi un mix di stili, tempi, storie e generi: inizia come un romanzo storico e finisce come un thriller. Quali novità dovremmo aspettarci nel secondo romanzo della serie?

 

Maria Antonietta Azara

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