RECENSIONE “CATERINA DELLA NOTTE” DI SABINA MINARDI

Buon giorno meraviglie!

Oggi voglio parlarvi di un romanzo che ha ottenuto la mia attenzione sin dall’uscita: il romanzo “Caterina della notte” di Sabina Minardi, vice-caporedattrice del settimanale “L’Espresso”, dedicato alla figura di Santa Caterina da Siena, religiosa patrona d’Italia, dottore della Chiesa, Santa. Una donna straordinaria, che conosceremo tra le pagine misteriose del diario di una donna…

SEGUIMI SU FACEBOOK

⇒ SEGUIMI SU INSTAGRAM

image-3723

EDITORE: Piemme

AUTORE: Sabina Minardi

PAGINE: 377

PREZZO: 18.50 €

⇒ CLICCA QUI per acquistare “Caterina della notte” su Amazon ⇐


“Con le braccia aperte e un crocifisso brandito dalla mano destra, finalmente ho di fronte l’immagine intera di questa donna col mantello, che non fu suora ma fu santa, che non andò a scuola ma fu letterata. Che predicava l’umiltà, dando del tu ai potenti…

image-3724

Recensione “Caterina della notte” di Sabina Minardi

Cathrine ha quarant’anni, è di origine italiana ma vive a Londra con suo padre sin da quando era piccolissima e non ha ricordi di sua madre, morta in un incidente d’auto. Ha una vita sentimentale instabile, caratterizzata da molti uomini, con i quali tende a tradire (o per meglio dire, passare bei momenti) a discapito del il suo fidanzato David, con il quale sta da anni, ma di cui non sembra più gradire la presenza quotidiana o le gite fuori porta nei week end.

Il rapporto inesistente con una figura materna, l’ha portata sin da piccola a legarsi al padre, che la ama e in cuor suo vorrebbe che dietro quella acquisizione della cultura British, la figlia conoscesse anche le tradizioni e la storia della sua patria, in particolar modo della terra in cui è nata: Siena. Nonostante i diversi tentativi dell’uomo di farla avvicinare alle tradizioni senesi, la figlia ha sempre avuto un senso di rifiuto o apatia nei confronti della propria terra natale, nonostante conoscesse la lingua italiana e avesse visitato Venezia e Firenze diverse volte.

Un giorno, trova sulla sua scrivania una busta priva di mittente, ma destinata a lei. Dentro, le pagine scritte in italiano, di un diario posteriore alla prima metà del 1300…

Siena… dal 24 al 29 Aprile 1380

Tra le mura dell’Ospedale di Santa Maria della Scala, un’anima in pena scrive nella notte, ricordando la sua vita all’interno di quel luogo di cura per malati e di assistenza per i “gettatelli”, rifugio di viandanti e pellegrini lungo la Via Francigena. Un ospedale, sorto intorno all’anno Mille, crocevia di culture diverse ed emblema di convivenza tra laici e religiosi, tra ricchi, poveri, artisti, gente in cammino: uomini e donne che deviano dalla loro strada, in cerca di sé. In quel luogo straripante di vita, la donna è costretta a non vedere mai la luce del giorno, per una colpa segreta che porta fin dalla nascita. Giovanna da Fontebranda, questo è il suo nome, svolge più funzioni: dall’assistenza ai malati, all’aiuto in cucina, al pellegrinaio, ecc. E’ una donna che attraverso la sua miserevole vita, vissuta all’ombra di un manto non scelto, con il rimpianto di un amore perduto che spera fino alla fine di poter vivere, ci porta dentro alle nervature di questo Ospedale, a cui Caterina da Siena è legata e si reca spesso per pregare quando non è in viaggio per le sue missioni religiose e diplomatiche. Attraverso le pagine di Giovanna, che ci apre il suo cuore mentre è intenta a guardare il “carnaio”, la cui voragine precipitava dal piano superiore, corrispondente alla piazza del Duomo, fino a quello di piazza della Selva, posto molto più in basso, intenta a porre fine alla sua esistenza, scopriamo la cultura, le tradizioni, l’amore di Dio, le leggi della Chiesa, il Papa e l’antipapa, Roma o Avignone, il giusto o l’errato.

E poi c’è lei… Caterina da Siena, una ragazza nata per Dio e destinata a portare tra le corti d’Europa la sua parola. Una bambina già grande, che voleva entrare nelle mantellate di San Domenico pur non conoscendo uomo, e che a causa di una febbre non si sarebbe salvata se non fosse entrata nell’ordine. La leggenda narra che appena ottenne il permesso di entrare tra le mantellate la febbre miracolosamente cessò e da quel momento iniziò il suo percorso. Tentò di imparare il latino, seppur con scarsi risultati, eppure conosceva dogmi teologici e argomentava di teologia con Papi e re. Dava sostegno ai malati, non si risparmiava mai, ma la cosa più bella è che il suo essere donna non fu mai un limite, anzi, a volte un modo per arrivare dove nessun uomo avrebbe potuto aspirare attraverso la grazia e l’intelligenza e sfruttando la convinzione che le donne fossero esseri inferiori per non farsi temere…e questo per una donna che visse nel 1300 e che aveva umili origini era un valore aggiunto. Caterina non subì la storia ma la creò, i suoi pareri, i suoi consigli, furono determinanti in molte decisioni che cambiarono il corso degli eventi.

Catherine partirà per L’Italia? Troverà un uomo capace di starle affianco? Scoprirà il mandante di quel misterioso manoscritto? E Giovanna da Fontebranda, chi è? Cosa può mai aver fatto per vivere la sua vita tra quelle mura e sotterranei?

Per chi volesse immergersi nella Siena medievale, tra viandanti, pellegrini, preghiere, convinzioni errate, verità nascoste e , consiglio questo libro, che mi ha fatto scoprire e approfondire la storia di una Santa, e di una donna che ha fatto del suo dono la sua vita.

“La bellezza ha un legame sottile e forte con la giustizia. E di continuo ci suggerisce strade per essere migliori.”

 

Maria Antonietta Azara

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.