NECROPOLI DI SAN SIMPLICIO

Buon giorno meraviglie!

Oggi vi porto con me nei sotterranei della Basilica di San Simplicio, martire e patrono della città di Olbia. Il 15 Maggio si celebra il suo martirio e in occasione della festa, da due anni a questa parte i sotterranei della chiesa  romanica vengono aperti al pubblico per mostrare una piccola parte di ciò che per ora e’ stato ritrovato…Dopo 30 minuti di fila, ecco lo spettacolo che si è mostrato davanti ai miei occhi…

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Reperti e pozzo di epoca greca

I lavori del cosiddetto “Progetto Urban Center”, e in particolare quelli per i parcheggi sotterranei, hanno portato alla luce un’immensa necropoli proprio davanti alla basilica di San Simplicio. Gli archeologi, in quell’occasione, hanno trovato ben 450 tombe con relativi corredi funerari, ma anche la rampa d’accesso al mitico Tempio di Cerere sul cui culto il cristianesimo impiantò letteralmente le radici del culto di San Simplicio. Non solo: gli archeologi hanno trovato anche due pozzi e una fornace. Interessante l’arco di tempo coperto dai reperti: dal 750 a.C. al 1300 d.C., dal “principio” di Olbia al “recente” medioevo in cui gli olbiesi usavano ancora quella collinetta come i loro antichissimi predecessori. Questo stratificarsi di epoche, culti e culture, ha portato gli archeologi a scoperte interessantissime e a un corredo di reperti molto ricco. Questi reperti, ripuliti dagli acciacchi del tempo, adesso sono nelle mani del Comune di Olbia.

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Vasellame funerario e statuetta della Dea Cerere, divinità di prosperità che avrebbe consentito benessere al defunto nell’aldilà

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A sinistra. Vasellame e statuette. Al centro. Bamboline e chiodi che fermavano la suola di una scarpa di epoca romana. A destra. Contenitori di vetro: quelli celesti e blu erano molto rari.

Quest’anno  ci sono state novità molto importanti; sono state installate delle vetrine contenenti nuovi reperti trovati nelle tombe: da piccoli manufatti raffiguranti persone e animali a anfore di vetro fino ad arrivare alla tomba “del signore degli anelli”, così denominata perché contenente una gran quantità di gioielli, soprattutto anelli, appunto.

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La fornace

 

Maria Antonietta Azara

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