MARIO GREGU, IL CANTORE GALLURESE: DAL SUCCESSO LETTERARIO DI “NATO ALL’INFERNO” A “MALEDETTA NOBILTA'”

Buon giorno meraviglie!

Oggi voglio parlarvi di un autore sardo, Mario Gregu, il cantore gallurese di “Maledetta nobiltà”, conosciuto ai più con la pubblicazione di “Nato all’ inferno” per la Salani Editore…

⇒ SEGUIMI SU FACEBOOK

⇒ SEGUIMI SU INSTAGRAM

image-4121

Autore: Mario Gregu

Editore: EBS Print

Pagine: 154

Prezzo: 13.50 €

⇒ CLICCA QUI per acquistare con lo sconto “MALEDETTA NOBILTA'”⇐

Mario Gregu da “Nato all’inferno”…

Mario Gregu, classe 1934, la sua storia l’ha raccontata nel suo romanzo d’esordio: “Nato all’inferno” edito da Salani e capace di scatenare un successo di pubblico inaspettato. La sua storia è quella di un bambino, Mario, che a undici anni resta orfano, in quanto la mamma è morta di malaria e il padre scappa via, lasciando i sei figli alla mercè del mondo. Mario diventa servo pastore di capre, poi manovale nei campi, poi “uomo di fiducia” di un gruppo di banditi che vivono nascosti nella natura più aspra e selvaggia che lui, ragazzino scalzo, deve percorrere per ore prima di raggiungerli. E proprio questo suo continuo camminare, conoscere persone di ogni tipo, cattive o buone, scoprire luoghi, usanze, superstizioni, si traduce in una avventura straordinaria.

⇒ CLICCA QUI per acquistare con lo sconto “NATO ALL’INFERNO” ⇐

Fra i tanti mestieri che Mario, conosciuto come «l’intimoratu» per la sua capacità di affrontare ogni difficoltà e ogni pericolo, eserciterà, c’è anche quello di guida a un regista che viene da Roma per girare un film sulle montagne della Sardegna, e poi di venditore di biancheria intima alle famiglie che abitano in «stazzi» isolati. Sempre per loro, sarà anche il «portasanti», cioè colui che trasporta la statua del Santo protettore perché possa essere venerato anche da chi sta troppo lontano per poter andare in processione. La scrittura è pulita, un italiano con poche parole in dialetto soltanto quando sono necessarie e intraducibili, senza retorica né sentimentalismi. Quella di “Nato all’inferno” è anche la storia di un’Italia che non c’è più, ma che ha costruito la vera ricchezza di questo Paese.

Nonostante alla mia domanda “Signor Gregu, a quale dei suoi numerosissimi romanzi è maggiormente legato?”, la risposta sia stata “Il principe di Fiumara”, ad oggi le forze dell’autore sono concentrate sulla promozione del suo ultimo romanzo, pubblicato dalla EBS Print nell’ Aprile 2018.

 

 … a “Maledetta nobiltà”

⇒ CLICCA QUI per acquistare “MALEDETTA NOBILTA'” ⇐

L’ambiente delle storie di Gregu è quello di una Sardegna arcaica, cronologicamente indefinita, come se il lettore si immergesse in storie remote, in un mondo dove i ricchi vincono e i poveri difficilmente trovano riscatto, ma a differenza della visione verista di Verga, che con il suo ciclo dei vinti intendeva studiare il tema del progresso dell’umanità da una prospettiva che rovesciava il trionfalismo positivistico, i “suoi vinti” sono tali non per un processo naturale, ma di corruzione. Più volte nel corso della lettura, l’autore con spiccata ironia sottolinea “la legge è uguale per tutti” mostrano nei fatti quanto nella realtà, alle parole non corrispondessero i fatti.  Nella cornice narrativa creata per racchiudere le sue storie, Ghjuanni Spalisatu, il protagonista, è un giovane che non riesce ad accasarsi. Nessuna ragazza lo vuole sposare perché è povero. Per cambiare lo status delle cose, l’uomo decide di partire alla ricerca di un tesoro: in tanti si sono arricchiti rinvenendo uno dei numerosi bottini dei pirati, celati tra le rocce poco distanti dalle coste. Nella cornice narrativa creata per racchiudere le sue storie, Ghjuanni Spalisatu, il protagonista, è un giovane che non riesce ad accasarsi. Nessuna ragazza lo vuole sposare perché è povero. Ghjuanni è un giovane intelligente e saprà volgere la situazione a proprio vantaggio, come nelle più classiche fiabe. L’imbattersi nel brigante sarà però l’occasione per far uscire allo scoperto alcune storie della “maledetta nobiltà” che, infine, spiegheranno perché spesso un brigante sia in realtà più onesto della gente definita “rispettabile” per reddito ma non per onore.

 

image-4122

Maria Antonietta Azara

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.