L’INTRODUZIONE DELL’ALBERO DI NATALE IN EPOCA VITTORIANA

Buon giorno meraviglie!

Oggi iniziamo i preparativi per la festa dell’Immacolata parlando dell’albero di Natale, un simbolo delle festività nella nostra era, ma quasi sconosciuto fino all’epoca vittoriana. Fu infatti il principe consorte d’Inghilterra, Albert, a portare questa usanza tedesca a Londra, per poi farla diventare il “simbolo pagano” della natività.

La critica cinematografica Eleonora Fara, ripercorre le tappe di questa usanza, partendo dall’episodio speciale sul Natale inserito tra la seconda e la terza stagione della serie tv “Victoria”, andata in onda il 25 dicembre 2017…

⇒ SEGUICI SU FACEBOOK

⇒ SEGUICI SU INSTAGRAM

Trama serie TV “Victoria”

“Victoria” racconta la storia della Regina Vittoria dalla morte dello zio e predecessore.
XIX secolo, Inghilterra. Con la morte di Guglielmo IV d’Inghilterra, la diciottenne nipote e principessa Alexandrina Victoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld diventerà Regina d’Inghilterra con il nome di Victoria. La regina è giovane e inesperta, tuttavia impara in fretta e desidera governare senza essere supportata da nessuno. Particolarmente ostica nei confronti della madre, all’inizio del suo regno si affiderà alle cure di Lord Melbourne, sino a che non deciderà di sposarsi con lo sconosciuto cugino Alberto, il Principe Consorte, con il quale vivrà un’intensa storia d’amore spesso incrinata dalla sua posizione regale.

Recensione della puntata natalizia “Conforto e Gioia”

È arrivato il Natale a Buckingham Palace e l’aria natalizia ha avvolto tutto il palazzo. Il Principe consorte Alberto ha deciso di dirigere l’allestimento del salone per i festeggiamenti importando le tradizioni del suo paese d’origine a cui è particolarmente legato, come quella dell’Albero di Natale, da lui scelto personalmente. Alberto sembra ritrovare la gioia natalizia della fanciullezza, ma il ritorno del fratello Ernest e dello zio Leopoldo lo fanno ritornare in sé: Ernest rovina il suo unico ricordo natalizio della sua infanzia con una rivelazione e l’incontro con Leopoldo riporta a galla antichi timori sulla sua origine. Intanto, Vittoria non solo soffre per la mancanza di Lehzen, ma deve anche accettare la poco gradita presenza della madre. I coniugi reali sembrano più innamorati e uniti che mai e i doni di Natale lo dimostrano: Alberto ha regalato a Vittoria una corona da lui disegnata, e la Regina ha donato al Principe un quadro che la dipinge in una posa audace. La Regina Vittoria riceve come dono natalizio da Re Gezo una principessa africana, Sarah, che accetta a corte e tratta come una figlia, sebbene questa fatichi a trovare la serenità.

image-5339

L’introduzione dell’albero di Natale in epoca vittoriana…

“Victoria, tu sai da dove proviene la tradizione di addobbare gli alberi a natale?
Martin Lutero stava attraversando una foresta di notte,
guardò in alto e vide le stelle d’inverno che brillavano attraverso i rami e pensò:
“Prenderò un albero, lo sistemerò nella mia casa e sopra ci metterò delle candele.
In questo modo i miei figli potranno guardare quest’Albero
e immaginare le stelle sopra Betlemme nella notte della natività.”
E quest’anno, Victoria, i nostri figli faranno lo stesso.”
Principe Alberto

Il Principe Consorte d’Inghilterra, Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, era nato e vissuto in Germania, formandosi nell’ambiente evangelico-luterano tedesco. Dopo il matrimonio con la Regina d’Inghilterra, Vittoria, cugina e coetanea, avvenuto nel 1840, volle importare alcune tradizioni religiose e natalizie del suo Paese d’origine per rallegrare il clima natalizio inglese, particolamente conservatore e disinteressato a tale festa, uno di queste introduzioni fu quella de: l’Albero di Natale.
Il primo Albero di Natale fu inserito nel Castello di Windsor nel 1841 e ornato con le classiche decorazioni tedesche, per volere del Principe Alberto.
Il “The Illustrated London News” pubblicò nel 1848 una littografia dell’Albero addobbato circondato dalla famiglia reale, contribuendo alla diffusione per imitazione di questa tradizione che fu subito accolta dall’aristocrazia.

“Questo è esattamente l’Albero che stavo cercando.
Alto, dritto, con molti rami.
Sento una particolare affinità con questo.”
Principe Alberto

image-5340

Il compito di recarsi nel bosco, scegliere l’albero giusto, tagliarlo e trasportarlo fino a casa era affidato agli uomini, nelle famiglie indigenti, e ai servi, nelle famiglie degli aristocratici e dei borghesi, i quali ne sceglievano due: uno per i padroni di casa da disporre nel salone principale e uno per la servitù da posizionare nelle sale comuni.
Talvolta gli uomini venivano accompagnati da donne e bambini che raccoglievano ramoscelli e bacche per realizzare le decorazioni per tutta la casa, altre volte le piante venivano acquistate in città dai numerosi venditori ambulanti che affollavano le strade durante il periodo natalizio.
Particolarmente ambiti erano:

  • il Vischio, considerato sacro e benefico, veniva appeso nella porta e in punti strategici, la donna che sostava sotto il vischio doveva essere baciata da un uomo che in cambio le offriva una bacca bianca della pianta;
  • l’Agrifoglio, nella tradizione inglese rappresenta l’uomo con le sue spine, è considerato di buon auspicio, decorava tutti gli ambienti della casa ma anche le pietanze come il Pudding natalizio;
  • l’Edera, nella tradizione inglese rappresenta la donna con le sue fragili foglie, frequentemente utilizzata per le decorazioni perché facile da modellare.

Gli alberi di Natale in Epoca Vittoriana non erano presenti in tutta l’Inghilterra, infatti venivano generalmente importati dalla Germania o dalla Norvegia e venduti ad un prezzo che variava da pochi centesimi a più di mezzo dollaro.

image-5341

L’albero poteva essere così alto da sfiorare il soffitto o talmente corto da essere appeso al tavolo con una base a forma di croce o inserito in un vaso riempito di pietre o carbone.

Nell’Ottocento furono realizzati i primi Alberi di Natale artificiali, ancora utilizzati in Inghilterra e Germania, erano composti da filo metallico e bastoni coperti da piume di oca, tacchino, struzzo o cigno, poi colorate con pigmento verde, simile agli aghi degli abeti.

“Vorrei che ci fosse un Albero per ogni membro della famiglia
e sotto di essi verrà messo un altare.”
Principe Alberto

Il “Christmas Putz” era un altare inserito sotto l’albero con un recinto per nasconderne la base. Nel tavolino veniva ricreato un paesaggio in miniatura attraverso il sapiente utilizzo di muschio, carta, minerali, specchi, conchiglie e piccoli giocattoli. Il piccolo villaggio conteneva di tutto: case, automobili, treni, laghi, animali e persone. Inoltre veniva illuminato. Naturalmente i più piccoli potevano sfruttare la creazione per trascorrere intense ore di divertimento. Il “Christmas Putz” può essere paragonato all’odierno e italiano Presepio.

“E qui, nel centro del salone, avremo l’Albero principale appeso al soffitto.
Sceglierò io personalmente gli alberi e, come tradizione comanda,
dovranno essere sistemati alla Vigilia di Natale.”
Principe Alberto

image-5342

Gli Alberi di Natale dell’Epoca Vittoriana erano riccamente decorati, una scelta talvolta eccessiva che oggi riterremo un po’ kitch.
Dal 1840 l’Albero di Natale inglese era decorato alla tedesca, ovvero con decorazioni alimentari: arance, noci e nocciole, frutta di vario tipo e sacchetti contenenti biscotti.
Ma dal 1870 gli ornamenti commestibili lasciarono posto a decorazioni più durature, ovvero decorazioni importate dalla Turingia e dalla Sassonia e costruite con varie tecniche e vari materiali, come: carta, pizzo, piombo, ferro o vetro, particolarmente ricercato e costoso, sulle quali comparivano motivi familiari, come: angeli, bambini, persone, animali e Babbo Natale (Santa Claus), o particolari motivi patriottici o legati alle innovazioni tecnologiche, come: la bandiera della nazione o delle colonie, il treno e l’automobile.
I benestanti acquistavano le costose decorazioni dei negozi, il cui valore e la cui unicità costituiva un vero e proprio status-symbol, tanto da essere tramandati di generazione in generazione.
Mentre nelle famiglie indigenti le decorazioni dovevano essere costruire personalmente, dalle donne o dagli anziani della famiglia, tra le più utilizzate ricordiamo sacchetti e cornucopie di carta colorata riempiti di frutta secca e dolci.
Le donne dei ceti elevati possedevano molto tempo a disposizione e lo impiegavano realizzando decorazioni natalizie attraverso la tecnica dello “scrapbooking” o “decoupage”, ovvero ritagliavano, da comuni giornali o da riviste specializzate nel settore, dei disegni di carta colorata con motivi natalizi e poi li incollavano a piacimento per realizzare le decorazioni.

Un’altra importante decorazione, utilizzata in Italia tra gli Anni ’80 e ’90, erano i Capelli d’angelo, lunghe strisce monocolore e luccicanti, indicate col termine inglese “Lametta”, che rappresentavano i ghiaccioli degli alberi innevati.
La punta dell’Albero di Natale vittoriano era incoronata da una Stella, che rappresentava la Stella Cometa che ha guidato il cammino dei Tre Re Magi, o dall’Angelo del Natale (chiamato “Orpello di Norimberga”, dal termine inglese “Nuremberg tinsel”), una bambola con il viso i porcellana e il corpo in metallo che poteva essere piegato facilmente.
L’Angelo del Natale, è ispirato alla tradizione tedesco-luterana del “Christkind”, secondo la quale, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, Gesù Bambino invia un Messaggero, raffigurato come un giovane bello e biondo, vestito di bianco e con le ali, a offrire doni ai bambini. L’Angelo era l’ alternativa tedesco-luterana a Babbo Natale (Santa Claus) e la tradizione sopravvive tutt’oggi a Norimberga.

“Ernest, ricordi quando eravamo piccoli e dovevamo aspettare fuori dal salone principale, a Rosenau, e attendevamo che la campana suonasse per avere il permesso di entrare?
E quando lo facevamo, eccolo lì, l’Albero di Natale, tutto illuminato con le candele.
E mamma e papà, in piedi dietro di esso, sorridenti.”
Principe Alberto

image-5343

Gli Alberi di Natale erano illuminati con la candele, una fonte di luce relativamente costosa, incollate nei rami con cera fusa o mediante dei perni, successivamente furono introdotti particolari candelabri che si infilavano nei rami e reggevano la candela e delle piccole lanterne e sfere di vetro per contenere le candele. Accadeva frequentemente che l’albero si incendiasse distruggendo l’intera abitazione, ecco perché veniva decorato e illuminato solo alla Vigilia di Natale. Le luminarie natalizie elettriche furono introdotte nel 1880 da Edward H. Johnson, socio di Thomas Edison nella “Edison’s Illumination Company”, che illuminò per la prima volta l’ Albero di Natale attraverso la corrente elettrica decorandolo con ottanta lampadine bianche, blu e rosse.

“Signor Penge, quest’Albero dovrà essere sospeso per il tronco al centro del soffitto
e dovremo avere anche sei tavoli sotto di esso
con i regali che verranno messi più tardi.”
Principe Alberto

L’Albero di Natale veniva acquistato diversi giorni prima della festa, ma doveva essere decorato nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, tradizione rispettata ancora oggi negli Stati Uniti d’America, e i bambini non potevano vederlo finché non veniva completato e acceso. Poi venivano fatti entrare nella stanza che nascondeva l’albero e con grande stupore e meraviglia trovavano sotto l’albero addobbato dei numerosi doni.
Il Natale è direttamente connesso al concetto di “famiglia” grazie alla Regina Vittoria, che si rese conto della potenza economica e sociale di tale festività riuscendo a sfruttarla per trasmetter i valori cristiani e conservatori, rafforzando il legame famigliare che trovava massima espressione nella Famiglia Reale costruita con l’amato marito Alberto.


“Voglio che i miei figli sappiano che il Natale sarà sempre un momento d’incanto,
un momento in cui tutto è perfetto.”
Principe Alberto

 

Articoli consultati

“L’albero di Natale nella tradizione e nell’epoca vittoriana”

“Il Natale vittoriano – tra usi, costumi e tradizioni”

“Le decorazioni natalizie in epoca vittoriana”

 

Eleonora Fara

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.