LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI

“Buon giorno meraviglie!

Nuova recensione sul blog di un romanzo che mi ha lasciata incantata dal titolo: “La tentazione di essere felici” di Lorenzo Marone!

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“Mi chiamo Cesare Annunziata, ho settantasette anni, e per settantadue anni e centoundici giorni ho gettato nel cesso la mia vita. Poi ho capito che era giunto il momento di usare la considerazione guadagnata sul campo per iniziare a godermela sul serio.”

 

Questo l’incipit del romanzo che ha consacrato al successo l’avvocato napoletano Lorenzo Marone, che proprio per “essere felice” ha deciso di abbandonare il suo lavoro di giurista per abbracciare la carriera letteraria!
Ci vuole coraggio a parlare di Cesare Annunziata: un uomo cinico, spocchioso, antipatico, poco paterno e amorevole. Un uomo che vive bene da solo e a malappena con gli amici di sempre: Marino che abita al secondo piano e  la vicina gattara Eleonora, che disprezza con tutto se stesso. Nell’esistenza di Cesare non esiste nulla degno della sua attenzione: tutto è ovvio, scontato, noioso. Persino accompagnare o riprendere il nipotino da scuola diventa un appuntamento troppo impegnativo perché lo distrae dai suoi interessi.

Immaginando la vita del signor Annunziata penso ad un film in bianco e nero, finchè, tra un giorno e un altro di un esistenza noiosa, Cesare incontra Emma…l’unico colore che riesce a distinguere dal resto. I suoi occhi, quella sofferenza silenziosa che emanano lo attrae talmente tanto da non riuscire a rimanere fuori dalla vita coniugale della donna.

Ehi ma che state pensando? Emma è una giovane donna e Cesare non è innamorato di lei. Lui le sue notti le passa con l’infermiera Rossana, che per arrotondare trascorre ore di passione con lui instaurando un rapporto di amicizia e di comprensione reciproca. Nessuno dei due giudica l’altro: si capiscono e questo basta a far andare bene tutto!

Ma torniamo ad Emma e al rapporto conflittuale con il marito violento. Nonostante Cesare si autoimponga di non intromettersi in questioni familiari di estranei (così come aveva sempre fatto, evitando pure le sue di questioni familiari), il suo istinto non riesce a trattenersi. Non gli interessa il resto: è pronto a darsi alla vita, correre rischi che fino a quel momento non aveva mai calcolato, rendendosi conto che delle vite dei suoi due figli non sapeva nulla perché, in verità, non gli era mai interessato sapere!

Cesare rischia, agisce e si assume la responsabilità di farlo a settantasette anni, quando il corpo non è fisicamente in grado di farlo ma la testa è quella di un venticinquenne…  Emma è la morte e la rinascita, quel quid utile a fargli comprendere che la vita è piena di colori intensi e sfumature nascoste, tutto ciò che era troppo impegnato a non vedere per paura di aprirsi alla vita. E allora chi lo dice che non si può rinascere a quasi Ottant’anni? Cesare Annunziata lo ha fatto e ha rischiato di ESSERE FELICE!

Maria Antonietta Azara

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