INTERVISTA A VANESSA ROGGERI

Buon giorno meraviglie!

Un mesetto fa vi avevo parlato di un romanzo che mi aveva piacevolmente colpita, “Fiore di fulmine” della scrittrice conterranea Vanessa Roggeri! Dal momento che ricorre il primo compleanno di “Liberamente Me” grazie alla disponibilità dell’autrice metteremo in palio una copia di “Fiore di fulmine” autografata!

Sotto l’intervista troverete tutte le regole per partecipare al giveaway! In bocca al lupo

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   1. Chi è Vanessa Roggeri?

È una domanda insidiosa difficile da rispondere con obiettività, dato che dovrei definire me stessa. In un’epoca in cui tutti sanno tutto di tutti, preferisco che il lettore mi conosca attraverso le storie che racconto e che il resto non percepibile tra le righe sia affidato alla sua immaginazione.

   2. Come è nata la tua passione per la letteratura?

Sono convinta che lettori non si nasca, ma si diventi. C’è chi lo diventa nell’infanzia, chi nell’adolescenza o nell’età adulta e chi addirittura mai. Per me i libri hanno smesso di essere semplici oggetti per diventare dei preziosi contenitori di emozioni, quasi dei talismani da portare ovunque andassi, verso i dodici anni a una svendita di libri usati. Dai libri per ragazzi sono passata velocemente ai grandi capolavori della letteratura. È stato un passaggio naturale. L’importante è trovare il proprio “libro del destino”, quello che ti folgora e ti fa innamorare della lettura.

    3. Nei tuoi due romanzi “Il cuore selvatico del ginepro” e “Fiore di fulmine” parli della Sardegna facendo riferimento a delle tradizioni arcaiche consolidatesi, secondo gli antropologi, fino alla seconda metà del 1900! Come hai fatto a reperire nei dettagli certi segreti del mondo magico sardo?

La Sardegna è una terra magica, letteralmente. La sua cultura e tradizione sono fortemente intrise di superstizione. I richiami a un sincretismo pagano-cristiano sono talmente forti da influenzare le decisioni degli individui. Quando nasci con un treppiede rovesciato già posizionato sotto la culla che ti accoglierà (il treppiede è uno dei rimedi più potenti contro le cogas), diventa chiaro che alla sottoscritta il mondo magico sardo non ha certo tardato a mostrare parte dei propri segreti.

   4. Nel tuo primo romanzo, Ianetta è una “coga”, una strega secondo gli abitanti del paese! Nel romanzo fai un’ottima descrizione intima dell’animo di una ragazza emarginata per stupide superstizioni dimostrando come sia facile attribuire delle caratteristiche negative a tutto ciò che è diverso dalla normalità…Come è nato il suo personaggio?

È nato nel momento in cui ho voluto raccontare la storia di una bimba ritenuta strega in un contesto avvelenato da ignoranza e superstizione e che in verità altri non è che una creatura innocente destinata a incarnare i mali che affliggono le menti e i cuori delle persone che non si lasciano guidare dalla luce dell’amore e della ragione. Ianetta è il simbolo universale di tutti coloro che non riescono ad omologarsi alla massa e che per questa ragione pagano lo scotto della propria indipendenza e originalità. Chi di noi non si è sentito almeno una volta nella vita diverso dal gruppo? Diventiamo deboli nel momento in cui decidiamo di credere a chi vuol farci credere che le nostre diversità sono le nostre debolezze. Gli altri sono lo specchio della nostra mancata forza. In troppi non capiscono che i nostri punti deboli sono in realtà i nostri punti di forza, i nostri talenti nascosti.

   5. In “Fiore di fulmine” racconti la diversità della protagonista secondo una nuova angolazione! Le tue protagoniste sono sempre “diverse” ma altrettanto forti e capaci di costruirsi un futuro migliore. Quanto credi nel girl power?

Ci credo tantissimo e le mie protagoniste sono un’esatta espressione del girl power perché sono coraggiose, indipendenti e non scendono a patti con niente e nessuno. Rita Levi Montalcini diceva una grande verità: “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno avuto bisogno di mostrare niente altro che la propria intelligenza”. Questo è il mio motto. Le donne, quando vogliono, possono raggiungere qualunque obiettivo rivoluzionando gli status quo, rompendo convenzioni sociali e culturali. Basti pensare a Grazia Deledda che in un’epoca in cui il mondo letterario era ad esclusivo appannaggio maschile, in una terra in cui le donne non dovevano perdere tempo con cose inutili come la lettura e la scrittura, è riuscita a vincere il premio Nobel. E come se ciò non fosse sufficiente, ci tengo a precisare che fu un’autodidatta.

   6. Quanto credi che la Sardegna sia ancora “attaccata” a certe credenze superstiziose?

Credo che secoli e secoli di tradizioni non si possano cancellare con pochi decenni di modernità. Fa parte della nostra storia, del nostro modo di vivere. Mantenere vive le proprie radici significa anche mantenere vivi certi aspetti della vita quotidiana che sono fortemente ritualizzati e legati al mondo soprannaturale. Di tutto ciò ne ho prova ogni giorno.

   7. Hai in progetto un nuovo romanzo?

Certo! Il mio terzo romanzo è in cantiere e mi ha già rapito il cuore.

 

*GIVEAWAY*

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Per partecipare al giveaway bisogna:

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– Invitare 15 amici all’evento: “Fiore di fulmine giveaway”

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Il giveaway inizierà il 12 Novembre e terminerà il 26 Novembre alle ore 18:00! Subito dopo si procederà all’estrazione della fortunata vincitrice tramite il sito RANDOM.ORG.

In bocca al lupo e partecipate in tanti!

 

Maria Antonietta Azara

17 commenti su “INTERVISTA A VANESSA ROGGERI”

  1. Che bel giveaway 😀 Ho questo libro in lista da un bel pò, magari sarà la volta buona per averlo tra le mani *-*
    E leggendo l’intervista, ho ancora più voglia di leggere qualcosa di quest’autrice.

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