INTERVISTA A MARIA LIDIA PETRULLI

Carissime lettrici,

oggi ho il piacere di presentarvi un’autrice poliedrica e bilingue. Sarda di nascita, vive in Francia per lavoro, ama il mare ma non disdegna la montagna. Ha fatto studi scientifici e il suo hobby è la letturaura. Un personaggio poliedrico che ha deciso di raccontarsi sul mio blog…Ecco a voi Maria Lidia Petrulli!

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1) Chi è Maria Lidia Petrulli?

Non è semplice dare una definizione di se stessi, comunque ci provo.
Lidia è una persona che, come tutte le persone, è un poliedro con mille sfaccettature, di cui si manifesta l’una o l’altra in base alle situazioni.
Sono fondamentalmente un’idealista che crede nella bellezza delle persone. Non che non veda il marcio insito nella nostra società, ma diciamo che, fondamentalmente, nutro una profonda speranza e fiducia nell’uomo, inteso come essere pensante, creativo, più o meno innamorato della vita e delle cose, troppo spesso di se stesso.
Se non fossi stata così, non avrei scelto la mia professione, psichiatra e psicoterapeuta: a dirla alla Woody Allen, una strizzacervelli a tutto tondo.

2) Cosa ti  ha portato in Francia?

Un po’ a causa della crisi, e un po’ perché avevo bisogno di un cambiamento, ho deciso di fare una mattata e mi sono trasferita in Francia, dove lavoro in un posto sperduto fra le Cevennes, dove in inverno si arriva a meno 15 gradi, c’è la neve, il ghiaccio, è ho persino imparato a guidare in condizioni abbastanza estreme senza andare a fracassarmi in qualche precipizio. È un posto tutto boschi, isolato e solitario, ma quando c’è bel tempo, il cielo è di un meraviglioso blu zaffiro.
Queste belle cose non mi impediscono di avere nostalgia del mare e del calore dei paesi del sud, e della Sardegna dove solitamente abito.
Viaggiare è una delle mie grandi passioni, è la scoperta di nuovi mondi, di usanze e persone diverse, mi piace viaggiare alla buona e preferibilmente da sola.

3) Come è nata la tua passione per la scrittura?

Credo di aver iniziato presto a raccontare storie. Da bambina, ritagliavo dei personaggi dai giornalini e li facevo muovere sul palcoscenico della mia fantasia. All’epoca raccontavo le mie storie solo a me stessa, poi ho scoperto carta e penna, la macchina da scrivere e infine il computer: gran bella invenzione, non dovevo più riscrivere tutto continuamente.
Quando scrivo dimentico tutto il resto, e alla fine della giornata, mi trovo con qualche capitolo in più senza quasi essermene accorta.

4) Cosa predilige leggere la Maria Lidia lettrice?

Sono un’appassionata di storia celtica e medievale, una sognatrice, una che combatte e non si arrende, una lettrice accanita, di quelle che si fanno fuori una cinquantina di libri l’anno tra cartaceo ed e-book, non avendo pregiudizi di alcun genere.

5) Come mai una psichiatra decide di pubblicare?

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Copertina del romanzo “Fara e il suo cappello”

Ho pubblicato parecchio, dal 1996, con piccole case editrici, purtroppo sono ancora ben lontana da una casa editrice che non mi costringa a divorare tutto il mio tempo per farmi conoscere in qualità di autrice a trecentosessanta gradi.
Come autrice sono piuttosto eclettica, comunque prediligo le storie a sfondo psicologico e sociale, mascherate di ironia, anche se in realtà ho iniziato col fantasy e la fantascienza, di cui adoro il linguaggio onirico e metaforico.

6) Come mai hai iniziato a scrivere fantasy?

Il fantastico è un linguaggio con cui si può parlare di tutto, dalle situazioni che esistono a quelle che esisteranno, come in qualsiasi altro genere letterario, dove si descrive il “Possibile che non c’è”, o forse c’è ma non sappiamo dove, più probabilmente in quella piccola parte della nostra essenza che si chiama “creatività, nonché apertura mentale.

Da “Del tempo e dell’alieno” a “Fara e il suo cappello”, a “La realtà e il suo enigma”, ho ripubblicato tutto in versione elettronica, mentre gli ultimi romanzi pubblicati, da “Il volto segreto  di Gaia” con i suoi due volumi, a “Emilie Sanslieu”, usciti con Il Ciliegio Edizioni, si trovano in tutte le librerie, virtuali e reali.

7) Il rapporto con le case editrici com’è stato?

Sia con Il Ciliegio che con la 0111 edizioni, mi sono trovata bene. In particolare con Il Ciliegio ha una qualità nettamente superiore, ascoltano le mie esigenze a partire dalla cura delle copertine sino ad arrivare al supporto nella promozione dell’opera. Una casa editrice piccola emblema di gentilezza, onestà e amore per i libri. Inoltre, è sempre presente  in tutte le fiere, rapida nell’ invio dei libri  alle librerie che richiedono i libri. Ormai si è creato un rapporto di amicizia e piena libertà.

 

Io ringrazio Maria Lidia per ‘intervista e ringrazio la casa editrice “Il Ciliegio” per averla indirizzata al mio blog. Se l’articolo  vi è piaciuto vi invito a cliccare “mi piace” e condividerlo sui social.

 

Maria Antonietta Azara

 

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