INTERVISTA A LORENA BIANCHI

Buon giorno meraviglie!
Finalmente torno con una delle tanto amate interviste agli autori che sono super richieste e che amo postare sul mio blog. Se avete letto il post precedente immaginerete già di chi voglio parlarvi: di Lorena Bianchi, l’autrice de “Il profumo dell’oro” edito da Rizzoli ed uscito a fine Gennaio 2016.

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1) Chi è Lorena Bianchi?

Cara Maria Antonietta, grazie per il tuo gentile invito!
Sono una donna come tante, che esce presto la mattina per andare a lavoro e torna tardi la sera. Sono una figlia, una sorella e una zia. Mi piace perdermi nelle grandi passioni, nelle emozioni delle epoche passate come in quelle travolgenti del nostro tempo.

2) Quando e come hai deciso di approcciarti al mondo della scrittura?

Il desiderio di scrivere discende direttamente dall’amore per la lettura, dal piacere irrinunciabile di sentirsi raccontare una storia. Per me scrivere significa divertimento, evasione, esplorare luoghi ed epoche lontane, vedere grandezze e miserie attraverso gli occhi di altri uomini e altre donne.

3) Hai scelto un periodo storico particolare: il Rinascimento. Un epoca di grandi traguardi per le arti e la letteratura, ma anche un periodo di grandi cambiamenti religiosi…Come mai hai scelto il 1527?
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Il Cinquecento è il secolo del Rinascimento. Il Cinquecento è luce che risplende: l’intelletto umano si risveglia e vibra nonostante le guerre che, soprattutto in Italia, funestano questo grande secolo. E’ la luce dell’oro che lavora Fiamma, protagonista del romanzo, e la storia di Fiamma poteva svolgersi solo in quegli anni di eccellenza ineguagliabile e tragedie. Leggendo “Il Profumo dell’Oro” non credo possano esserci dubbi che la vita di Fiamma non sarebbe stata la stessa a Roma senza il 1527… senza il 6 Maggio 1527.

4) Come hai svolto le ricerche storiche?

La Storia mi ha sempre appassionata, soprattutto l’epoca rinascimentale. Gli storici, e storici dell’arte, hanno scritto pagine indimenticabili sul Rinascimento italiano: una storiografia ricchissima, che mi ha permesso di ricostruire la grande Roma del Cinquecento, la vita  condotta dai suoi artisti e nelle corti cardinalizie, l’aria che si respirava nelle sue strade.

5) Il personaggio femminile che hai plasmato, nasce da una figura realmente esistita?

Fiamma è figlia del suo tempo e della mia immaginazione, vicinissima a noi donne di oggi nel suo desiderio di affermarsi nel mondo, nell’amore che prova per gli uomini della sua vita, nella determinazione con cui affronta le avversità senza arrendersi mai.

6) Perché hai scelto il mondo dell’oro e soprattutto come hai fatto a descrivere con verosimiglianza il lavoro di un orafo?

L’oro è il metallo che accompagna l’uomo fin dai tempi più antichi, e l’arte orafa è presente ancora oggi nella nostra vita: si pensi al dono per celebrare la nascita di un bambino o agli anniversari, ai regali tra innamorati e agli anelli di fidanzamento. I gioielli non sono solo ornamenti, ma esprimono la personalità di chi li indossa e i sentimenti di chi ha voluto farne un dono. La protagonista de “Il Profumo dell’Oro” è un’orafa che, nel metallo prezioso, sa incastonare anche emozioni e sentimenti. Le tecniche artigianali per la forgiatura dei gioielli sono rimaste quasi invariate nei secoli: la fusione a cera persa o con l’osso di seppia non avveniva in maniera sostanzialmente diversa nel Cinquecento rispetto a oggi. Martelletti, bulini e ceselli hanno attraversato il tempo. Sono rimasta stregata da questa continuità, ed è stato meraviglioso chiacchierare con i professionisti di quest’arte, gli orafi, che hanno mostrato grande pazienza e disponibilità nel rispondere alle mie domande.

 

Maria Antonietta Azara

 

 

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