INTERVISTA A FELICIA KINGSLEY, LA SOPHIE KINSELLA ITALIANA

Buon giorno meraviglie!

Nel mese di Aprile, vi ho recensito due romanzi “Matrimonio di convenienza” e “Stronze si nasce”, i due frizzanti libri di  Felica Kingsley, autrice dal nome british ma dai natali italiani. E’ in vetta alle classifiche dei romanzi rosa con il suo ultimo libro e ha gentilmente accettato di rispondere all’intervista che avevo preparato per lei…

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Felicia Kingsley è nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Coltiva la passione della scrittura dall’età di dodici anni, va dove la fantasia la porta e non è raro che si perda nei suoi pensieri e nelle sue storie mentre qualcuno le sta parlando. “Matrimonio di convenienza”, inizialmente auto-pubblicato, ha riscosso grande successo in libreria ed è diventato il secondo e-book più letto del 2017. “Stronze si nasce” è il suo nuovo romanzo.

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 ⇒ CLICCA QUI per leggere la recensione di “Matrimonio di convenienza”

⇒ CLICCA QUI per leggere la recensione di “Stronze si nasce”

Intervista a Felicia Kingsley, la Sophie Kinsella italiana

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1. Chi c’è dietro Felicia kingsley?

Dietro a Felicia Kingsley c’è una sognatrice, una ragazza che grazie alla scrittura riesce a regalarsi del tempo ogni giorno e a evadere dall’ordinarietà del quotidiano. Il lavoro dell’architetto è creativo solo in parte, per il resto ci si deve attenere in modo severo a regolamenti, calcoli e budget, quindi da qualche parte devo trovare una via di fuga per la mia fantasia.

2. Quando hai pubblicato “Matrimonio di convenienza” su Amazon e quanto tempo dopo la Newton ti ha contattata?

Se non ricordo male tra la pubblicazione e la prima mail dalla casa editrice erano passati 18 giorni. Così pochi che lì per lì ho dubitato che la richiesta di valutazione del romanzo fosse uno scherzo. Non era uno scherzo, però.

3. Un architetto che scrive romanzi rosa… Hai mai sognato di fare l’autrice o è capitato per caso? Sembra quasi una scelta ossimorica legare il mondo tecnico con quello letterario eppure grandi autori, primo tra tutti l’ingegnere Gadda, lo hanno fatto…

Anche il cantautore Edoardo Bennato è un architetto, così pure il compianto stilista Gianfranco Ferrè, forse uscire dai binari è qualcosa d’istintivo. Ho sempre scritto per me stessa, per mio divertimento, dietro uno slancio personale, ma negli anni dell’università e successivi non avevo considerato sul serio l’idea di scrivere a livello “professionale”. È tutto arrivato da sé, con il tempo, ma la mia formazione scientifica non è d’ostacolo al mio immaginario, anzi! A volte le idee arrivano anche grazie a quello

4. Quello che molti lettori mi stanno chiedendo é : perché la scelta di uno pseudonimo visto che pubblichi le tue foto sui social? E come sono nati questo nome e cognome fittizi?

Lo pseudonimo c’era già quando ho iniziato a pubblicare in self, e a quel tempo non usavo i social allo stesso modo di adesso. Felicia Kingsley era, Felicia Kingsley è rimasta, ed è una scelta nata anche e soprattutto per separare le due vite. La foto ho scelto di metterla, perché a un certo punto mi sono resa conto che dovevo dare anche un contributo umano, per instaurare un rapporto con le lettrici e a me, le persone piace guardarle negli occhi. Non sono la sola autrice ad usare uno pseudonimo pur utilizzando le proprie foto, e immagino che anche le altre lo abbiano fatto per lo stesso motivo. Felicia è molto simile al mio vero nome, mentre Kingsley è un cognome che utilizzavo spesso per personaggi di mia invenzione ai tempi in cui scrivevo fan fiction su EFP e per legami affettivi l’ho tenuto

 5. Le protagoniste dei tuoi romanzi sono molto diverse: una è forte e decisa, l’altra si fa sopraffare dagli eventi passati. Io sono rimasta colpita da come hai deciso di far toccare il fondo ad Allegra… Perché é dovuta arrivare a quel punto e perché il suo vero principe azzurro, l’ha lasciata libera di “rovinarsi” ?

Allegra è un personaggio umano, sbaglia, commette errori di valutazione, ragiona di pancia. Tutti, una volta nella vita, attraversiamo momenti in cui non siamo la miglior versione di noi stessi. Allegra è l’esempio di come ci si può fare condizionare dai “leader” che la società sceglie per noi, e in seguito a troppe scottature dà retta alla sua sete di rivalsa. Il suo principe azzurro sa che non sono le parole a “rimettere in carreggiata” una persona, ma solo i fatti, lo sbatterci la faccia. Io stessa ho passato anni a cercare di fare aprire gli occhi a una persona senza che questa mi desse retta, fino al giorno in cui la “sveglia” le è arrivata bella forte e non ha potuto che concordare con me su tutto quello che le avevo detto. Bisogna bruciarsi per capire che il fuoco scotta.

6. Il tuo uomo ideale tra quelli descritti é…. ? Perché?

Be’, tra tutti, diciamo che Duke raccoglie molte delle caratteristiche del mio principe nero (preferisco i principi neri, a quelli azzurri): brillante, ironico, che sa tenermi testa, tralasciando gli ovvi pregi fisici. Certo anche Ashford hai i suoi perché, la nobiltà inglese ha il suo fascino. Però non direi di no neanche a Harring, spudorato e divertente, è spasso puro assicurato.

7. Quale delle due protagoniste ti assomiglia di più e perché?

Non saprei dirti, così su due piedi credo di avere qualcosa sia di Allegra che di Sparkle, nel bene e nel male: sono determinata, testarda, ma disponibile e mangio davvero i biscotti rotti. Di Sparkle credo di avere l’occhio per cogliere i dettagli e le sfumature delle situazioni in cui mi trovo, solo che a differenza sua (purtroppo per me) non sono quasi mai in grado di volgere questo intuito a mio vantaggio.

8. Indizi sul nuovo romanzo?

I miei progetti futuri sono cose su cui mi piace essere piuttosto riservata, anche perché non ho mai certezze e non sono il tipo di persona che dà le cose per scontate. Ti posso dire che ho già terminato le prime stesure di altri due lavori e adesso mi metterò a ristrutturarli e ripulirli, in attesa di maturare meglio una nuova sinossi che sto meditando da un po’.

 

Maria Antonietta Azara

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