IL PROFUMO DELL’ORO

Buon giorno meraviglie!

Voglio concludere il mese di Marzo parlandovi di un libro che ha accompagnato le mie letture serali rendendole ricche di curiosità, sentimento, azione, ingegno, passione. Voglio parlarvi de “Il profumo dell’oro” opera prima dell’autrice Lorena Bianchi per Rizzoli.

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Prima di iniziare voglio ringraziare Lorena per la sua disponibilità e cortesia perché guardo sempre al di là di un libro per percepire la natura di chi lo ha pensato, scritto, plasmato, terminato.

Il romanzo mi è arrivato l’8 Marzo, il giorno della festa della donna ed è per questo che ho tenuto a ricordare l’evento pubblicando sul mio profilo Instagram la foto con mazzo di mimosa.

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Solo inoltrandomi nella lettura ho capito che forse, il postino, avesse suonato al campanello quasi per un segno del destino, perché Fiamma, la donna di cui ci parla Lorena nel suo romanzo, è la classica dimostrazione che il sesso debole non esiste.

Fiamma Giraldini, è figlia di uno dei più noti orefici di Roma, la puttana aurea che da millenni teneva sotto scacco l’Europa. La Roma sfarzosa e simoniaca di Papi e Cardinali che commissionavano agli artisti delle opere di efficiente fattura nonché dai costi esorbitanti.

Fiamma è orfana di madre e ha un rapporto strettissimo con il padre, che l’ha sempre tenuta con se nella fucina per insegnarle i segreti del mestiere, nonostante fosse cosciente che una donna, non avrebbe potuto ereditare il suo lavoro e il suo marchio. Per questo in fucina lavora anche il giovane Domenico, di quindici anni, molto legato a Fiamma e a suo padre. Tutto cambia quando a Roma le commissioni degli ecclesiastici e laici vengono affidate ad un nuovo orafo proveniente da Firenze. Il suo modo di plasmare e di dare vita al gioiello riesce ad attrarre la città rinascimentale che inizia a trascurare la famiglia Giraldini. Il padre, si lascia andare alla disperazione per il lavoro mancante e Fiamma si recherà alla bottega dell’orafo Cellini per capire quali fossero i segreti di questo stimato maestro. Ma qui incontra Lorenzo, un giovane orafo con cui si instaura un rapporto di odio e amore che le farà apprendere cosa voglia dire amare. Fiamma diventa donna, orafa, amante. Si completa.

Ma Lorenzo è Ebreo, vive nel ghetto ebraico e nella Roma rinascimentale, nessun ebreo avrebbe potuto sposare una donna romana di una famiglia in vista. Il 6 Maggio del 1527 Roma cambia aspetto. La città cade nelle mani dei lanzichenecchi, i soldati mercenari tedeschi arruolati nell’esercito dell’Imperatore Carlo V d’Asburgo. I tedeschi portarono distruzione e violenza nell’urbe. La devastazione e l’occupazione della città di Roma sembrarono confermare simbolicamente il declino dell’Italia in balia degli eserciti stranieri e l’umiliazione della Chiesa cattolica impegnata a contrastare anche il movimento della Riforma luterana sviluppatosi in Germania.

Bianca rimane sola, la casa brutalmente saccheggiata dalle guardie, la balia e le serve violentate e uccise dai soldati, il padre impazzito dal dolore e Lorenzo di cui si sono perse le tracce. L’incontro con Michael, un lanzichenecco renitente arrichitosi dal saccheggio, che offre protezione a Fiamma e alla piccola Camilla, figlia di una delle serve uccise di casa Girardini, riuscirà a far trovare alla giovane orafa il coraggio per sopravvivere, nonostante tutto. Fiamma sa che Roma non è più in grado di offrire nulla alla sua vita e decide di recarsi a Firenze, dove ancora poteva sperare di crearsi una vita lontana dai ricordi logoranti che aveva dovuto subire nell’ultima settimana. Michel possiede il capitale e lei ha la giusta cultura per poterlo gestire ed aprirsi un’attività di orafa senza avere alcun debito col lanzichenecco. A Firenze i gioielli, attireranno l’attenzione di giovani nobildonne, mogli, figlie, amanti. Fiamma saprà conquistarsi il successo, finchè un individuo misterioso, chiederà ad un noto pittore di immortalarla nella tela senza i suoi amati gioielli, ma nella sua semplicità di donna. Chi è costui? Cosa vuole da Fiamma?

Lo scoprirete durante la lettura di questo romanzo storico che vi consiglio di condividere con le amiche! Fatemi sapere se lo avete letto o se lo leggerete.

Maria Antonietta Azara

 

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