IL GIARDINO DEI FIORI SEGRETI

Buon giorno meraviglie!

Oggi vi parlo di uno dei libri più attesi del momento: mi riferisco a “Il giardino dei fiori segreti” di Cristina Caboni, autrice de ♦”La custode del miele e delle api” ♦ e de  “Il sentiero dei profumi” tradotto in oltre 30 paesi.

Ho avuto modo di conoscere Cristina in due occasioni, e di presentarla questa estate alla rassegna letteraria Porto Rotondo Book Lovers, ed è una persona autentica e pura così come i temi che tratta nei suoi libri.

Quest’ultimo parla di fiori, di un giardino magico, di un mistero di famiglia.

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Editore: Garzanti

Autore: Cristina Caboni

Pagine: 356

Prezzo: 16.90 €

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“Il giardino è contemplazione, spazio. E’ il luogo dove poggiare i propri pensieri, ma soprattutto il giardino è silenzio”

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Iris e Viola sono due gemelle: fisicamente complementari, opposte nel carattere, all’oscuro dell’esistenza l’una dell’altra, ma accomunate da un’unica grande passione: i fiori. Sarà proprio ad una mostra vivaistica a Londra, che le due ragazze si incontreranno con tanto stupore da farle fuggire in direzioni opposte in cerca di risposte che non riusciranno inizialmente a trovare.

Iris, infatti, vive ad Amsterdam con il padre. E’ gentile, curiosa, premurosa e talmente sensibile da apparire fragile. Viola abita a Londra con la madre e a primo impatto risulta antipatica, sicura di sé, scontrosa, irritante, ma è solo la paura di soffrire che negli anni le ha creato una corazza. Entrambe sono convinte di avere un unico genitore e non possedere nessun’altro parente.

La realtà è ben diversa da quella che le due ragazze immaginano: esse sono le discendenti di un’antica famiglia, quella dei Donati, e furono divise in tenera età a causa della separazione dei genitori, troppo giovani e incoscenti per capire che le due bambine avrebbero dovuto crescere insieme, indipendentemente dal matrimonio naufragato a causa di ingerenze causate dalla madre di Francesco, Giulia, la matriarca della famiglia Donati, che ormai anziana vede il suo amato giardino de La Spinosa, appassito da cause scientificamente inspiegabili. La donna sa che il giardino non è un luogo inanimato, ma un compagno, un amante, un amico che merita il cuore e l’anima da tutte le donne della famiglia, perché così è sempre stato nei secoli. Il giardino è il grande protagonista dell’opera di Cristina Caboni. E’ un’entità con cui confrontarsi, parlare, un testimone della sua vita e delle sue scelte. Infatti saranno le sue scelte del passato a costringere Giulia a richiamare a sé suo figlio e le sue due nipoti.

Tra viali alberati e verdi colline, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. Solo qui, Giulia Donati  può spiegare a Iris e Viola perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Le due ragazze non sanno che ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, ha un compito da svolgere per salvaguardare la sopravvivenza del giardino. Devono imparare cosa significa prendersene cura, e soprattutto devono capire il suo grande potere: quello di curare l’anima. C’è una rosa nascosta che può spiegare tutto: perché è attraverso le spine che nasce il cuore più prezioso.

Le due ragazze devono imparare a conoscersi, a convivere e ad accettarsi. Leggere della rosa e del viandante è stato a dir poco magico: da una parte volevo divorare il libro, dall’altra avevo timore ad andare avanti, perché volevo non finisse mai.

La narrazione si svolge su due piani. Quello del presente e quello delle rimembranze sfumate di Bianca Donati, la cui presenza aleggia nella villa, come quella di un’anima che non trova pace perché ha qualcosa in sospeso.
Alla realtà quindi si intreccia il mistero di quella che, a tutti gli effetti, è una leggenda.

La passione delle due Donati, riuscirà ad abbattere i muri fisici e sentimentali che da troppo tempo hanno indebolito la forza della loro famiglia e tenuta secolare? Ve lo lascio scoprire attraverso la lettura di questo romanzo, nel quale tra passato e presente, le storie di donne si mescolano nel mostrare coraggio, forza, vita.

Maria Antonietta Azara

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