CROSTATA AI MIRTILLI

Buon giorno meraviglie!

L’altro giorno ho preparato una crostata ai mirtilli semplice ma di impatto, adatta per una merenda con le amiche o ad una colazione dolce, per tutti coloro che amano la crema pasticcera al limone legata al sapore dei mirtilli…

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Ingredienti

Per la pasta frolla:

  • 2 uova
  • 160 gr di zucchero
  • 80 gr latte di riso
  • 120 gr olio EVO
  • 300 gr farina 00
  • 320 gr di fecola di patate
  • 2 fialette di al limone

Per la crema:

  • 3 tuorli
  • 5750 ml di latte
  • 120 g di zucchero
  • 50 g farina 00

Per la decorazione:

  • 3 vaschette di mirtilli
  • zucchero a velo q.b.

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Procedimento “Crostata ai mirtilli”

Per prima cosa mettete in una ciotola le uova, lo zucchero, la scorza del limone, l’olio evo, il latte di riso, la farina, la fecola di patate e mescolate con le mani fino ad ottenere un panetto omogeneo. Conservatelo in frigo avvolto nella pellicola trasparente per almeno un’oretta.

Trascorso il tempo sopra indicato, stendete la pasta e mettetela in una teglia rotonda dal diametro di 24 cm. Lavorate i bordi della pasta per dare alla crostata l’effetto che vi piace di più e puntellate l’impasto con una forchetta per non farlo alzare in fase di cottura.

Fate cuocere il tutto in forno statico, preriscaldato a 200°, per 15 minuti.

La crema pasticcera

Dopo aver messo il latte a scaldare a fuoco lento, in una ciotola versate i tuorli insieme all’essenza di vaniglia, e sbattete velocemente con le fruste i tuorli insieme allo zucchero.
Quando il composto si sarà amalgamato, setacciate direttamente nella ciotola l’amido di mais, mescolando energicamente.
Ora eliminate il baccello di vaniglia dal tegame con il latte e la panna, prelevate un mestolo di liquido e aggiungetelo al composto di uova, zucchero e amido per stemperarlo con la frusta. Una volta stemperato riversate il composto nel tegame, lasciate addensare a fuoco dolce mescolando continuamente con la frusta.
Proseguite la cottura, senza smettere di mescolare, finché la crema non si sarà addensata, a questo punto versatela subito in una pirofila.

Decorazione

Ho deciso di decorare la torta cospargendo l’intera superficie con mirtilli e qualche foglia di menta, per colorare e profumare ulteriormente il dolce. Prima di servirla in tavola, ho cosparso tutto con lo zucchero a velo. Un successo!

 

Maria Antonietta Azara

 

RECENSIONE SERIE TV: “ROMA”

Buon giorno meraviglie!

Oggi, per rimanere in tema con la recensione del romanzo “Catilina: la fine di un’epoca”, parliamo della serie tv “Rome” (“Roma”), una delle serie  più costose della storia.
Creata da Heller, Milius e Macdonald che l’hanno prodotta tra il 2005 e il 2007 e girata negli Studi di Cinecittà grazie alla collaborazione di tre grandi emittenti televisive: la statunitene HBO, l’inglese BBC e l”italiana Rai Fiction.

La serie tv è composta da 2 stagioni per 22 episodi complessivi della durata di 50 minuti circa ciascuno. Trasmessa, prima censurata e poi completa, da Rai 2 e Rai 4, che ne ripropone frequentemente le repliche.

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Trama. Roma, I secolo a.C. I centurioni della XIII legione, Lucio Voreno e Tito Pullo, seguono le vicende che trasformeranno la morente Repubblica di Roma nell’Impero Romano. Gneo Pompeo Magno accusa l’amico e suocero Gaio Giulio Cesare di sostenere una posizione antirepubblicana volta all’ istituzione di una dittatura in suo favore. Ma prima di soccombere tra le pugnalate di Bruto e Cassio, Cesare lascia la sua eredità al figlio putativo Cesare Ottaviano e all’alleato Marco Antonio, i quali si sfideranno tra intrighi politici e sanguinose battaglie, intrecciate da travolgenti storie d’amore.

Recensione serie TV “Roma” 

Gli indiscussi protagonisti di “Roma” ci vengono presentati da Gaio Giulio Cesare nella nota opera De bello gallico con i loro nomi latini, Lucius Vorenus e Titus Pullo. Centurioni della XI legione, in continua competizione per raggiungere i gradi più alti, contribuirono alla realizzazione della Resa di Vercingetorige. Gli sceneggiatori hanno ripescato i loro nomi dalle pagine della storia donandogli nuova vita.

Lucio Voreno, interpretato da Kevin McKidd, è il fulvo Centurione prima lancia della XIII legione, uomo astuto e fiero, timorato degli dei romani che venera o bestemmia costantemente, dotato di una cieca lealtà che viene spesso malamente riposta, privo del dono della misericordia e del perdono.

Tito Pullo, interpretato da Ray Stevenson e doppiato da Luca Ward, è un centurione della XIII legione, particolarmente coraggioso e amante della guerra, spregiudicato e incontrollabile, è dedito ai piaceri della carne.

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A sinistra: Lucio Voreno. A destra: Marco Antonio

La prima stagione segue le vicende storiche dalla Resa di Vercingetorige alle Idi di Marzo. Personaggio di primo piano dei primi dodici episodi è il noto console e dittatore Gaio Giulio Cesare, interpretato da Ciarán Hinds, che in “Roma” ci viene presentato con un carattere più deciso rispetto alla controparte storica: autoritario, severo, leggermente superbo e abbastanza incline all’utilizzo delle maniere forti.. La seconda stagione riprende ove la prima si era conclusa raccontandoci della sfida tra Cesare Ottaviano e Marco Antonio, sino alla morte di quest’ultimo e all’istituzione dell’Impero romano. Gli ultimi dieci episodi conducono all’evoluzione psicologica e caratteriale di Cesare Ottaviano, la quale viene sottolineata dal cambiamento fisico che portò il giovane ragazzo a divenire un uomo adulto grazie al recasting che avvenne a stagione inoltrata, il giovane Max Pirkis passò il timone al più adulto Simon Woods. La libertà di adattamento della sceneggiatura ha portato alla nascita di un personaggio fittizio che si discosta dal suo corrispettivo storico: Ottaviano è crudele, privo di scrupoli, superbo, classista, ossessionato dalle regole, dal potere e dalla famiglia.

“La guardia può tenere lontani i miei nemici,
ma nulla può contro i miei amici”
Gaio Giulio Cesare

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A sinistra: Gaio Giulio Cesare. Da destra: Cesare Ottaviano.

Nella storia degli uomini, tra i virili combattimenti sul campo di battaglia e gli articolati intrighi politici e giudiziari del senato, si inseriscono le figure femminili, non meno complesse e importanti delle precedenti, tra le quali spiccano: la seducente e manipolatrice Azia, la rancorosa e inquieta Servilia, la romantica e immatura Ottaviana, e infine la Regina d’Egitto Cleopatra, personaggio storico per il quale non venne scelta una modella dalla spiccata bellezza, ma un’attrice che seppe interpretare al meglio il sensuale e sprezzante carattere della controversa regina.

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A sinistra: Azia (madre di Ottaviano). Al centro: Cleopatra. A destra: Niobe (moglie di Lucio Voreno)

L’unico attore italiano degno di nota è l’attrice Chiara Mastalli che interpretò Irene, la schiava che venne casualmente trovata e liberata da Tito Pullo e il cui carattere, mite e silenzioso, portò il passionale centurione a innamorarsi. Paradossalmente, l’unica attrice italiana e romana della serie televisiva, interpretò un personaggio non romano, la cui origine geografica non venne mai palesata.

“E’ un piacere fare parte di questa famiglia.

E’ una sorta di privilegiata schiavitù”

Ottavia

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A sinistra: Ottavia (sorella di Ottaviano Augusto) A destra: Eirene, la schiava interpretata dall’ attrice italiana Chiara Mastalli. 

“Nessuno è un traditore, prima di diventarlo”
Tito Pullo

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Tito Pullo

Il successo della serie televisiva risiede nell’acuratezza dei dettagli, dai costumi alla scenografia, ogni puntata è una boccata d’aria dal sapore romano. L’opera ti afferra e ti trascina in un universo nuovo, particolare e lontano, una diversità che inizialmente confonde e spaventa, ma che ti permette di abbracciare con semplicità un luogo e un tempo con cultura, usi e costumi, diritto e religioni diversi. “Roma” è un ottimo riassunto delle vicende storiche del noto console e dittatore Gaio Giulio Cesare e del primo imperatore romano Cesare Ottaviano Augusto, con ovvi errori e libertà, dovute sia a chiare sviste che a limiti nel budget. Gli sceneggiatori hanno preferito raccontare i dibattiti, gli intrighi e le feste, piuttosto che le battaglie in sé, spesso messe in secondo piano e solo semplicemente raccontate. Attraverso i personaggi di Voreno e Pullo, inoltre, non solo è possibile ripercorrere un evento storico attraverso uno sguardo estraneo ma coinvolto, ma è inoltre possibile raccontare uno spaccato della vita della plebe romana ai tempi della Repubblica, così che nobili e poveri troveranno sempre spazio all’interno di ogni episodio.

“Io cerco di farmi grande alle tue spalle? Mi sta accusando di questo proprio il ragazzo il cui cosiddetto padre è stato dichiarato un dio? Il tuo solo merito è che per tutti ora sei il figlio di un dio”

Marco Antonio a Cesare Ottaviano

 

Eleonora Fara

RECENSIONE “CATILINA. LA FINE DI UN’EPOCA” DI MARIO FADDA

Buon giorno meraviglie!

Oggi voglio parlarvi dell’ultima fatica letteraria in ambito narrativo dello storico e saggista Mario Fadda, autore più volte ospite di Liberamente Me. Il romanzo storico di cui vi parlo oggi ha come protagonista uno degli uomini più complessi e dibattuti dell’ epoca latina: Lucio Sergio Catilina. 

L’autore maneggia con maestria luoghi e personaggi: le strade, i toponimi, i caratteri. L’obiettivo è quello di restituire ai lettori un’immagine di Catilina diversa dalla solita analizzando con la giusta cognizione di causa tutti gli aspetti negativi ma anche geniali di Catilina.

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Autore: Mario Fadda

Editore: Amazon

Pagine: 318

Prezzo: 2.99 €

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“MARIA ANTONIETTA E LO SCANDALO DELLA COLLANA” DI BENEDETTA CRAVERI

Buon giorno meraviglie!

Oggi vi parlo del saggio di Benedetta Craveri, docente di Letteratura francese all’Università degli Studi degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Maria Antonietta e lo scandalo della collana”.

Che Maria Antonietta d’Asburgo sia uno dei personaggi più amati e insieme controversi della storia, è un dato di fatto. Quello che molti non conoscono, sono le vicende che hanno spinto i francesi, ad avere un’antipatia nei suoi riguardi. Al suo arrivo a Versailles sappiamo essere profondamente amata dal popolo, tanto che è passata alla storia la frase del duca di Brissac «Signora, avete qui, duecentocinquantamila innamorati», ed interpreta bene il sentimento di amore e simpatia che i parigini avevano nei confronti di quella che poi diventerà la tanto odiata “austriaca”. 

Lo scandalo della collana, avvenuto quattro anni prima dello scoppio della rivoluzione francese, è un evento che costituisce  grande motivo di odio per la regina, un odio che porterà alla tragica fine che tutti conosciamo… 

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Editore: Adelphi

Autore: Benedetta Craveri

Pagine: 87

Prezzo di copertina: 7.00 €

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L’inizio dello scandalo 

Il saggio si apre il 15 Agosto 1785, quattro anni prima della presa della Bastiglia, il 14 Luglio 1789, descrivendo la Galleria degli specchi e il Gran appartamento traboccanti del fior fiore della nobiltà, in attesa di scortare i sovrani di Francia, Luigi XVI e Maria Antonietta, presso la cappella reale, dove sarebbe stata officiata la messa, per la festa dell’Assunta, dal Grande Elemosiniere di Francia: il cardinale di Rohan.

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RECENSIONE SERIE TV: “THE WHITE PRINCESS”

Buon giorno meraviglie,

oggi voglio parlarvi della serie tv “The White Princess”, l’adattamento televisivo del romanzo storico “Una principessa per due re”, scritto da Philippa Gregory e inserito nella più larga saga “La guerra dei cugini”. La serie tv, realizzata da Starz, è una miniserie spin-off di “The white queen” (“La regina della rosa bianca”) ed è composta da otto episodi da 60 minuti ciascuno, andata in onda nella primavera del 2017.

La scelta della giornata di pubblicazione del post, non è casuale, in quanto la genesi dell’opera è datata 22 Agosto 1485…

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Trama “The White Princess”

Il 22 agosto 1485, a sud di Market Bosworth in Inghilterra, si compiva la “Battaglia di Bosworth”, che avrebbe concluso la Guerra delle due rose, sul campo di battaglia il vincitore dei Lancaster, della rosa rossa, Enrico Tudor futuro Re Enrico VII d’Inghilterra, contro il vinto degli York, della rosa bianca, Riccardo Plantageneto morto come Re Riccardo III d’Inghilterra.
Elisabetta di York, “Lisa”, la giovane e attraente figlia ed erede del defunto Re Edoardo IV d’Inghilterra, dovrà sposare il vincitore, unendo le due casate in una sola attraverso il matrimonio, portando la pace in Inghilterra e dando origine alla futura dinastia regale Tudor.

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Da sinistra. Elisabeth di York e Re Enrico VII

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